Alessandro Braga, il regista che dirigerà, sabato 18 dicembre, lo spettacolo teatrale "Ignavi" in scena all'"Alighieri", alle 21

Scritto da Nevio Spadoni, diretto da Alessandro Braga e a tema dantesco, andrà in scena sabato 18 dicembre, all'”Alighieri”, alle 21

Ieri mattina, martedì 14 dicembre, nella sede “Capit” di Ravenna, si è svolta la conferenza stampa riguardante “Ignavi”, lo spettacolo teatrale scritto dal drammaturgo Nevio Spadoni, diretto dal regista Alessandro Braga, prodotto dalla stessa “Capit” e patrocinato dall’assessorato alla cultura del comune di Ravenna e della “Banca di credito cooperativo ravennate, forlivese e imolese”. Il suo debutto è previsto per sabato 18 dicembre, al teatro “Alighieri” di Ravenna, alle 21; con la biglietteria che resterà aperta tutti i giorni feriali, dalle 10 alle 13 (il giovedì anche dalle 16 alle 18), e un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Pericle Stoppa, presidente di “Capit” Ravenna; Nevio Spadoni; Alessandro Braga e Piero Roncuzzi, in qualità di rappresentante della “Banca di credito cooperativo ravennate, forlivese e imolese”.

Nel suo intervento, Pericle Stoppa ha dichiarato che la “Capit” ha voluto partecipare alle celebrazioni dantesche con un proprio progetto dal valore fortemente simbolico. In seguito, ha evidenziato la peculiarità dell’iniziativa, stata realizzata col coinvolgimento di personaggi e di varie realtà appartenenti all’ambito locale: oltre a Nevio Spadoni, autore del testo, infatti, ha citato il regista Alessandro Braga; la giovane Nicoletta Fenati, che ha composto le musiche originali; il “Piccolo teatro città di Ravenna” coi propri attori e con le proprie comparse; il “Coro della cappella musicale di san Francesco”, diretto dal maestro Giuliano Amadei; l’”Ensemble mosaici sonori”, diretto dal maestro Luigi Lidonnici; l’”Accademia di belle arti di Ravenna”, per le scenografie e per le elaborazioni pittoriche, fotografiche e digitali (realizzate col coordinamento della docente Beatrice Pucci); la costumista Vitaliana Pantini; e lo staff tecnico.  

Nevio Spadoni, invece, si è espresso in merito alla scelta del tema dello spettacolo: “La scelta degli ignavi per questo lavoro teatrale è stata accuratamente meditata. Dante, infatti, li colloca nell’antinferno tra il fiume Acheronte e la porta di accesso al mondo degli inferi, perché vissero ‘sanza infamia e sanza lode’, quindi non meritevoli del Paradiso e rifiutati persino dall’Inferno. La figura di Celestino V, ‘Colui che fece per viltà il gran rifiuto’, è emblematica di tutti coloro, anche nella realtà odierna, che rifuggono dalle responsabilità”, ha proseguito Spadoni. “Molti, o troppi sono questi pigri, senza forza di volontà, presi nel vortice della paura, che trascinano un’esistenza vuota e senza senso, seguendo la corrente delle mode, del ‘si dice’. Si tratta di quella massa anonima di conformisti, di vittime del consumismo più sfrenato e dell’edonismo, indifferenti alla gestione della vita pubblica, chiusi nel proprio egoismo e tornaconto”, ha continuato nel suo discorso il drammaturgo. “L’universalità di Dante poeta è data, pertanto, dall’attualità, dopo settecento anni del suo messaggio, di un monito civile e morale atto a scuotere le coscienze dei popoli. Con l’uso del dialetto accanto alla lingua italiana, ho inteso marcare l’importanza che ha avuto per Dante l’essere gradito ospite nella nostra Ravenna, impiegando il volgare come lingua della sua ‘Commedia’”, ha concluso Spadoni.

Alessandro Braga, dal canto suo, ha dichiarato di essere rimasto affascinato dalla lettura del testo del drammaturgo e dagli ignavi, come confermano le sue parole: “Nessuno li vuole, immobili sia di fronte al bene che al male, spiacciono a tutti, indegni di meritare sia le gioie del Paradiso, sia le pene dell’Inferno, teatralmente immersi in un uno spazio vuoto, una brughiera ancor lontana da Dio, in un affanno del corpo, teso a difendersi dalle ferite di vespe e vermi e dalle invettive di un piccolo fauno, di shakespeariana memoria, vecchio come il tempo”, ha terminato il regista.

Infine, Piero Roncuzzi ha sottolineato l’impegno della “BCC ravennate, imolese e forlivese” a favore del territorio (in particolare per quanto riguarda solidarietà e cultura), attraverso un breve discorso: “Il rapporto con la ‘Capit’, col trascorrere degli anni, si è consolidato e anche per questa occasione abbiamo aderito con convinzione per l’alto profilo del progetto della messa in scena dello spettacolo ‘Ignavi'”, ha aggiunto Roncuzzi.

Come specificato da una nota, l’allestimento che verrà presentato sabato prossimo, è calato in un contemporaneo non naturalistico, con gli ignavi e Dante sullo sfondo, prima, di un’onirica selva e, poi, di una città-mondo dilaniata dalle contraddizioni del presente e del futuro e da una coralità afflitta da pigrizia sociale, che non guarda oltre il proprio passo.

Uno specchio, oggetto-ponte fra realtà e fantasia, prosegue la nota, diventa uno strumento di conoscenza o di punizione, riflette tra le proprie schegge un’immagine simile a quel che siamo a sottolineare che, pur sapendo che la vita si risolve in un passaggio fugace, l’uomo opera ancora per non far nulla, per sé e per gli atri. La rappresentazione si avvale di una partitura musicale e sonora che si adatta alle parole dell’autore, immergendo gli spettatori in un’atmosfera degna dell’intreccio narrativo che caratterizza il poema stesso, sottolineata da una visionaria scenografia sempre più invasa dalla luce, man mano che si arriva alla fine del viaggio, aggiunge la nota

Un viaggio che si interroga sulla tradizione nel tentativo di rinnovarla, alla ricerca di un teatro popolare antico ma attuale, ironico e amaro, aulico e quotidiano, conclude la nota.