Inaugurazione alle 17.30, con l’esposizione fotografica di circa cinquanta opere che rimarrà visitabile fino a domenica 20 febbraio 

Tina Modotti è una delle protagoniste della grande avventura della fotografia della prima parte del Novecento e il “PR2” e l’assessorato alle politiche giovanili del comune di Ravenna, nella ricognizione sistemica che consolida “Camera work”, il progetto di indagine sulla fotografia contemporanea tra giovane sperimentazione e racconto storicizzato, l’hanno scelta come simbolo di pensiero e pratica di un linguaggio che ha intercettato, con la mostra “Umano fervore”, gran parte dei momenti storici più intensi e più dolorosi del secolo scorso. Così facendo, l’assessorato prosegue il lavoro di approfondimento e di ricerca sulla fotografia contemporanea, iniziato nel 2016, in collaborazione con la “Scuola dei beni culturali” dell’università di Bologna, campus di Ravenna. 

La mostra, a cura di Silvia Camporesi e del comitato “Tina Modotti”, verrà inaugurata dopodomani, venerdì 17 dicembre, a palazzo Rasponi 2, alle 17.30. L’esposizione rimarrà visitabile, gratuitamente, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (venerdì 24 dicembre e venerdì 31 dicembre solo alla mattina; mentre, sabato 25 dicembre, domenica 26 dicembre e giovedì 6 gennaio, resterà chiusa) fino a domenica 20 febbraio. L’opening della mostra al “PR2” sarà accompagnato dal reading dell’attrice Elena Bucci che, attraverso una selezione di scritti di e su Tina Modotti, introdurrà i visitatori alla visione delle opere della celebre fotografa.

L’esposizione presenta un nucleo di circa cinquanta opere che documentano il percorso di Modotti, breve e allo stesso tempo ricco di opere straordinarie. Come affermato in una nota, si parte dalle celebri “Calle” del 1924 e dalla produzione nata dal sodalizio con Edward Weston; sino ad arrivare all’epos degli umili, attraversando le immagini raccolte nel Messico dolente e meraviglioso dei bambini, degli uomini e delle donne di Tehuantepec, in mezzo a un’umanità bellissima e straziante. L’allestimento, prosegue la nota, include anche ritratti realizzati da Edward Weston, documenti biografici, testimonianze, scritti autografi e riflessioni che restituiscono il profilo di un’artista totale, trasparente e folgorante nelle intuizioni, nel talento inconfondibile e nella profonda puntualità di sguardo, innestato nel cuore della bellezza e della crudeltà del mondo.

Nella fotografia, aggiunge la nota, Modotti ha costruito una poetica struggente e meravigliosa, lasciando la traccia indelebile di un’identità nella quale si sono intrecciati arte ed esistenza, bellezza e passione, terra, corpo, cielo e polvere. La distanza del tempo permette ora di guardare con sguardo libero la produzione di quest’artista e militante rivoluzionaria, allontanandosi dallo stereotipo che, accompagnato da declinazioni romanzesche, ha, spesso, messo in secondo piano la sua qualità di artista, la straordinaria dimensione etica ed insieme estetica del suo lavoro, termina la nota.

In merito a questa mostra in procinto di essere inaugurata, si è espresso Fabio Sbaraglia, assessore alle politiche giovanili del comune di Ravenna: “Il profilo artistico di Tina Modotti è certamente tra i più intensi tra quelli della prima metà del ventesimo secolo; in soli sette anni di attività Modotti ha lasciato un insieme di opere che hanno tracciato un solco profondo nell’arte e nella coscienza collettiva; è stata operaia, artista, attrice teatrale e cinematografica, attivista del ‘Soccorso rosso internazionale’, militante e rivoluzionaria, donna in grado di affermare un’identità straordinaria, profonda, connessa con alcuni dei momenti cruciali e più drammatici della storia del secolo scorso: la rivoluzione messicana, la guerra di Spagna, la Russia di Stalin e l’Europa sulla quale si proiettava la lunga ombra nera della Seconda guerra mondiale”, ha aggiunto Sbaraglia. “Ma soprattutto Tina è stata una grande fotografa, tesa tra il racconto necessario per entrare nella realtà, nella sua bellezza incandescente, senza sovrastrutture e compiacimenti estetici, e l’urgenza esistenziale e totale di cambiare il mondo”, ha concluso l’assessore alle politiche giovanili.

In relazione alla mostra, verranno organizzati vari eventi collaterali, sebbene il loro calendario sia ancora in fase di definizione:

  • sabato 18 dicembre, alla sala “D’Attorre” di casa “Melandri”, alle 17, è in programma la lectio magistralis di Silvia Camporesi, dal titolo “Tina Modotti – L’umano fervore”; che vedrà la partecipazione di Marì Domini, presidente del comitato “Tina Modotti”
  • mercoledì 5 gennaio, alla sala “D’Attorre” di casa “Melandri”, alle 17, è in calendario un incontro con il professor Claudio Natoli per l’annullo filatelico emesso per la ricorrenza dei 70 anni dalla morte di Tina Modotti
  • tra gennaio e febbraio, un laboratorio di fotografia analogica relazionato alle opere esposte di Tina Modotti e condotto in collaborazione con l’associazione “Fototeca manfrediana”, con conseguente analisi delle tecniche utilizzate e dimostrazione di uso pratico della stampa in camera oscura
  • tra gennaio e febbraio, un cineforum con proiezione di pellicole cinematografiche inerenti al Messico post-rivoluzionario, ossia il contesto storico in cui si inserisce la figura di Tina Modotti