Il concerto che conclude i tre giorni di masterclass

“Trasmettere alle giovani generazioni la nostra arte e la nostra esperienza è oggi il nostro più importante scopo,” sottolineava Boris Belkin, direttore dell’Accademia del violino a Imola, all’alba dei tre giorni di masterclass a Ravenna con i musicisti dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini: un percorso formativo che trova il proprio naturale coronamento nel confronto con il pubblico grazie al concerto in programma domenica 1° maggio, alle 21. Nello stesso auditorium di San Romualdo che ha ospitato la masterclass – primo importante progetto nell’ambito della collaborazione con la Fondazione Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola – Belkin e i Cherubini, affiancati da alcuni allievi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Verdi”, eseguiranno i brani studiati in questi giorni, ovvero il Concerto per due violini BWV 1043 di Bach e il Concerto per violino e orchestra n. 1 op. 26 di Max Bruch. I biglietti a 15 Euro (10 Euro per gli uditori della masterclass) sono disponibili presso la Biglietteria Teatro Alighieri, anche telefonicamente (0544 249244), sul sito teatroalighieri.org, presso gli uffici IAT di Ravenna e tutte le filiali della Cassa di Risparmio di Ravenna.

Come gli altri due concerti per violino solo, anche quello doppio in Re minore risale agli anni trascorsi da Bach alla corte di Cöthen, dove l’ispirazione bachiana trovò nutrimento nelle opere di Vivaldi. Assimilatone il modello, il compositore ne utilizzò la struttura per ritornelli ed episodi piegandola a soluzioni innovative ed espandendone le potenzialità con la dottrina contrappuntistica. L’amalgama è denso e potente, in special modo dove l’intreccio arabescato delle linee “vocali” dei violini solisti si libra come d’incanto. Max Bruch deve invece la sua fama quasi esclusivamente a questo Concerto completato nel 1866, che gli ha permesso di guadagnarsi un posto sicuro accanto ai capolavori lasciati da Beethoven, Mendelssohn, Brahms e Čajkovskij. L’insolita cadenza del solista nel primo movimento conquista la scena in un drammatico dialogo con l’orchestra, mentre l’accattivante e virtuosistico terzo movimento ha un sapore zigano, quasi certamente in omaggio al violinista ungherese Joseph Joachim, a cui l’opera è dedicata.

“È un piacere partecipare a un progetto promosso da due istituzioni musicali italiane di così grande serietà e prestigio – ha dichiarato Boris Belkin – Dedicarmi ai giovani dell’Orchestra Cherubini attraverso pagine di musica come il concerto di Bruch, che ha accompagnato fin dagli inizi la mia carriera, e il concerto per due violini di Bach, per il quale ho scelto i solisti durante la masterclass, è stata un’esperienza entusiasmante”. L’affinità elettiva tra la Cherubini e l’Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, due realtà dedite a coltivare l’esperienza didattica nel suo intreccio con l’attività concertistica, era già affiorata lo scorso settembre, in occasione del concerto straordinario diretto da Riccardo Muti al Teatro Ebe Stignani.

Questa primavera, il rapporto tra Imola e Ravenna si è concretizzato, anche grazie alla collaborazione con l’ISSM “G. Verdi”, con il coinvolgimento di un artista quale Boris Belkin, che nel corso della propria lunga carriera ha lavorato con i più importanti direttori d’orchestra. Dal 2020 è direttore dell’Accademia del Violino alla Fondazione imolese, che oggi vanta otto indirizzi musicali con di percorsi sia di perfezionamento che di formazione universitaria. L’aspettativa condivisa da Antonio De Rosa, coordinatore della Cherubini, e da Angela Maria Gidaro, Sovrintendente della Fondazione Accademia “Incontri col Maestro”, è quella di costruire nuovi percorsi di formazione ed esecuzione che accorcino le distanze tra allievo e concertista. Agli allievi dell’Istituto Verdi, dei conservatori e licei musicali dell’Emilia Romagna e della stessa Accademia “Incontri col Maestro” è stata infatti offerta la possibilità di accedere gratuitamente alla masterclass come uditori.