L’evento, in programma alle 10.30 e organizzato dal sindacato “Panificatori artigiani ‘Confcommercio'” della provincia di Ravenna, è dedicato al settore che sta attraversando una crisi

Dopodomani, domenica 8 maggio, al teatro “Goldoni” di Bagnacavallo, alle 10.30, il sindacato “Panificatori artigiani ‘Confcommercio'” della provincia di Ravenna ha organizzato, in collaborazione con “Coap”, l’evento dal titolo “Fornai artigiani in festa”.

A quasi quattro anni di distanza dall’ultimo evento provinciale della categoria, svoltosi al museo delle ceramiche di Faenza, il sindacato ha deciso di organizzare questa iniziativa, nonostante il delicato momento che sta attraversando la categoria, con l’obiettivo di premiare il lavoro dei fornai e la fedeltà associativa.

L’iniziativa di dopodomani, domenica 8 maggio, alla quale sarà presente Beppe Braida, storico comico del programma televisivo “Zelig” e conduttore del programma tv “Colorado”, inizierà coi saluti di Giancarlo Ceccolini, presidente del sindacato “Panificatori artigiani ‘Confcommercio'” della provincia di Ravenna; di Mauro Mambelli, presidente di “Confcommercio” della provincia di Ravenna; Eleonora Proni, sindaco di Bagnacavallo; Fabrizio Fabbri, direttore generale di “Coap”; e Roberto Capello, presidente della “Federazione italiana panificatori”. Successivamente, verranno premiati tutti i fornai presenti. Infine, buffet al ristorante “Il giardino dei semplici” di Bagnacavallo.

Il sindacato “Panificatori artigiani ‘Confcommercio'” della provincia di Ravenna, in una nota, ha commentato sia l’evento in programma dopodomani, domenica 8 maggio, sia il momento che sta attraversando il proprio settore: “Abbiamo deciso di premiare il lavoro dei fornai in questo delicato momento che stiamo vivendo tutti e che ha colpito anche la categoria, a causa sia della guerra in Ucraina, sia dei rincari energetici che stanno pesando enormemente sulle attività, sia dei prezzi delle materie prime che hanno raggiunto quotazioni stellari. L’evento di dopodomani, domenica 8 maggio, sarà, quindi, un momento per stare tutti insieme e per parlare delle problematiche della categoria, che non riguardano solo il prezzo del grano, schizzato a livelli mai raggiunti, bensì anche i costi delle altre materie prime che noi utilizziamo quotidianamente. Anche in altri momenti abbiamo assistito ad aumenti, ma per brevi periodi. Oggi, purtroppo, la situazione è diversa e nessuno sa quando si tornerà ad una condizione normale, ed è per questo motivo che molti panifici saranno costretti ad aumentare i prezzi. Ai nostri clienti lo diciamo continuamente che, se i costi aumentano, non è colpa nostra; però noi, per poter stare sul mercato, pur riducendo i margini, dobbiamo combattere questa congiuntura sfavorevole. Non è una situazione facile da gestire per chi fa questo mestiere da tanti anni, forse una congiuntura così sfavorevole non c’è mai stata. Per due anni abbiamo dovuto combattere con le restrizioni dell’emergenza epidemiologica e, ora, con la terribile guerra in Ucraina che ha fatto ulteriormente lievitare i prezzi delle materie prime, anche se, a dire il vero, l’aumento dei costi delle materie prime è già in atto da qualche mese. Particolarmente preoccupante è, oggi, l’attuale e, purtroppo, crescente scarsità di grano, sia tenero che duro, le cui importazioni coprono oltre il 60% del fabbisogno nazionale; dato che l’Italia non è in grado di produrne più del 40%. Il blocco delle importazioni da Russia, Ucraina e Kazakistan; e le recenti decisioni di alcuni governi produttori di grano, quali Ungheria e Lituania, di bloccare tutte le esportazioni di cereali così da garantire il fabbisogno nazionale, hanno drasticamente ridotto le quote disponibili sia di mais che di grano. Questa limitazione ha causato non solo aumenti fortissimi dei prezzi di acquisto, bensì, in maniera ancora più grave, il rischio di indisponibilità di farina per la panificazione. A ciò si aggiunga l’ingente accumulo di scorte di mais e di frumento da parte della Cina, che coprono, oramai, oltre il 50% delle disponibilità mondiali. A tutto questo si somma un fattore importante, ossia il consumo di pane che, negli ultimi decenni, è andato sempre calando, dato il cambio di abitudini delle persone. Questo ha inciso fortemente sul nostro comparto, ‘costretto’ a ‘ricalibrarsi’ sul mercato, ricercando nuovi spazi. In tutto ciò, però, esiste anche un aspetto positivo, nonostante sia presto per affermare che c’è un cambio di tendenza dei consumatori. Secondo i dati forniti dal report ‘Ismea’, l’istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, la spesa dei prodotti alimentari nei primi nove mesi del 2021 è cresciuta rispetto al 2020. Buone notizie arrivano anche per il comparto del pane che, insieme ai dolci da ricorrenza, segna un recupero dei valori di spesa rispetto ai primi nove mesi 2020 (in percentuale, un +8%). Il pane fresco che nei primi nove mesi 2020 aveva perso il 10% dei volumi si ritrova, ora, gradualmente a recuperarli (in percentuale, +15% per i volumi nel terzo trimestre); mentre, i sostituti del pane, che nel 2020 avevano recuperato il 7%, perdono, ora, l’1%, rimanendo, comunque, su livelli ancora largamente superiori a quelli del 2019. In sostanza, nel 2021, i consumi domestici di pane (in percentuale, +8,5% in volume), mostrano una ripresa più che proporzionale della perdita 2020, dovuta agli allentamenti delle misure restrittive. Relativamente all’atteggiamento sulla scelta di acquisto dei consumatori, l’analisi evidenzia una maggiore positività nelle aspettative per il futuro”, ha concluso la nota del sindacato “Panificatori artigiani ‘Confcommercio'” della provincia di Ravenna.