«Un quasi censimento» è il nome del nuovo progetto del fotografo ravennate, che partirà nella seconda metà di agosto

A partire dalla seconda metà di agosto il fotografo ravennate Daniele Casadio tornerà a Cotignola con un progetto che prende la forma di una residenza: due stanze del piano terra di Palazzo Sforza si trasformeranno in sale di posa di tutto punto, adibite nelle loro varie parti al ritratto e a sperimentazioni immaginifiche.

Chiunque potrà entrare dentro le sale di posa e lasciarsi incuriosire e catturare dall’occhio del fotografo. L’intenzione primaria di Daniele è di ripartire dalle immagini realizzate nel 2011, anno del suo secondo e ultimo periodo di permanenza a Cotignola, e realizzare nuovi scatti delle famiglie locali e di tutti coloro che vi gravitano attorno. Il titolo del progetto è infatti «Un quasi censimento», e l’idea è appunto quella di creare una sorta di «censimento antico», un tentativo di rintracciare alberi genealogici sconnessi e sgangherati, ibridazioni e qualche memoria.

Ci saranno ospiti che lavoreranno fianco a fianco con Casadio: allievi, colleghi, professionisti; tra loro il cotignolese Stefano Tedioli, Vincenzo Pioggia, Andrea Pezzi e Lorenzo Pasini, che si cimenterà nel reportage di tutta l’esperienza.

L’occupazione gentile del fotografo continuerà fino al 30 settembre, per poi concludersi in una prima esperienza espositiva nelle sale stesse di Palazzo Sforza, in occasione della Sagra del vino tipico romagnolo, in programma dal 6 al 9 ottobre.

Il progetto è frutto della collaborazione tra il Comune di Cotignola e l’associazione Primola, con la direzione artistica di Arianna Zama.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.museovaroli.it, oppure scrivere a museovaroli@comune.cotignola.ra.it.