Nell’ottavo incontro della rassegna intitolata “I sabati del Moog”, curata da Ivano Mazzani, alle 18, sarà protagonista l’attore e autore di testi teatrali ravennati, premio “Nastro d’argento” nel 2021

Nella giornata di dopodomani, sabato 17 dicembre, al Moog slow bar di Ravenna, alle 18, è in programma l’ottavo incontro della rassegna intitolata “I sabati del Moog” e curata da Ivano Mazzani. Ospite dell’evento, dal titolo “Blackface-Gatta legge Baldwin”, sarà Matteo Gatta, attore ed autore di testi teatrali.

In questo suo primo incontro con James Baldwin, “piccolo predicatore di Harlem”, Gatta tratterà il tema del razzismo e dell’identità, così anticipato da lui tramite le seguenti parole: “Credo che uno dei motivi per cui la gente si aggrappa così ciecamente al proprio odio sia perché sentono che, quando l’odio se ne sarà andato, saranno costretti ad affrontarne il dolore”, ha concluso Gatta.

Di seguito, due brevi presentazioni per prepararsi all’incontro, in programma nella giornata di dopodomani, sabato 17 dicembre, al Moog slow bar di Ravenna:

  • Blackface, all’anagrafe James Baldwin, nato, nel 1924, ad Harlem, e morto, nel 1987, a New York, è stato uno scrittore e un attivista statunitense, autore di romanzi (tra i più famosi si ricordano “Go tell it on the mountain”, “Giovanni’s room” e “Another country”), di saggi e di drammaturgie. Afroamericano, omosessuale, e figlio adottivo di un predicatore pentecostale di Harlem; Baldwin fece della sua identità conflittuale la testimonianza di una storia fatta di violenze e di omissioni colpevoli. ovvero la storia degli Stati Uniti d’America. Nonostante la sua penna straordinaria, la sua importanza all’interno del contesto letterario del Novecento e gli omaggi frequentissimi all’autore da parte del mondo del cinema e della musica, Baldwin rimane un autore poco conosciuto in Italia. Matteo Gatta, quindi, in questo primo incontro col “piccolo predicatore di Harlem”, proverà a spiegare il tema del razzismo e dell’identità
  • Matteo Gatta, nato, nel 1996, a Ravenna è attore tra teatro e cinema, drammaturgo e regista teatrale. Muove i primi passi sul palcoscenico a Ravenna tra la compagnia dei “Sognattori” e la non-scuola di “Ravenna teatro”. Appena diciottenne, viene selezionato da Luca Ronconi per la scuola del “Piccolo teatro” di Milano, alla quale, nel 2017, si diploma col saggio intitolato “Uomini e no” e diretto da Carmelo Rifici. Fino al 2021, fa parte della compagnia “Idiot savant”, con la quale, nel 2017, recita nel “Mercante di Venezia” e, nel 2018, nel “Sogno di una notte di mezza estate “, entrambi con la regia di Filippo Renda. Nel 2018, vince un bando di produzione con “Amore”, sua prima drammaturgia, nella quale è anche attore. “Amore” segna la nascita della compagnia denominata “Tristeza ensemble”, che fonda con Viola Marietti. Nell’estate del 2019 è attore nel “Purgatorio” di Marco Martinelli e di Ermanna Montanari; mentre, per “Ravenna teatro”, lavora anche come guida dei laboratori della non-scuola. Nel gennaio del 2021 sostituisce Elio Germano all’auditorium nazionale di Madrid come voce recitante ne “La vita nuova”, recital dantesco per la musica di Nicola Piovani. Cura, sempre nel 2021, la regia di “A.L.D.S.T.”, della “Tristeza ensemble”; e, nel 2022, di “Gramsci gay”, dello “Studio doiz”, 2022).”. Sempre a Ravenna, nell’estate di quest’anno, è regista e voce recitante di “Storia di un figlio cattivo”, operetta sacra con la musica di Filippo Bittasi, della quale è anche librettista, all’interno della basilica San Vitale, per il Ravenna festival. Inoltre, è protagonista, con Lodo Guenzi e con Jacopo Costantini, del film intitolato “Est-Dittatura last minute”, che ha aperto la diciassettesima edizione delle “Giornate degli autori” al festival del cinema di Venezia del 2020; e, per la sua interpretazione, nel 2021, riceve il “Nastro d’argento” come “Miglior attore esordiente”