Roberto Matatia (foto di repertorio)

In occasione del giorno della memoria, nella sala “Tamerice”, alle 20.45, verrà introdotto il volume dal titolo “I vicini scomodi-Storia di un ebreo di provincia e dei suoi tre figli negli anni del fascismo”

Venerdì 27 gennaio, in occasione del giorno della memoria, nella sala “Tamerice” di Castiglione di Ravenna, alle 20.45, è in programma la presentazione del libro intitolato “I vicini scomodi-Storia di un ebreo di provincia e dei suoi tre figli negli anni del fascismo” e scritto da Roberto Matatia, con l’iniziativa, alla quale la cittadinanza è invitata a partecipare, che è promossa dall’assessorato al decentramento del Comune di Ravenna, in collaborazione con l’istituto comprensivo intercomunale Ravenna–Cervia.

Roberto Matatia, imprenditore, laureato in giurisprudenza, è nato, nel 1956, a Faenza. Cresciuto nel ricordo dei martiri della sua famiglia, ha raccolto, nel tempo, documenti, testimonianze e ricordi che hanno fatto da supporto al libro. Giovedì 2 febbraio, inoltre, lo stesso Matatia, incontrerà anche gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado “Zignani” di Castiglione di Cervia.

Di seguito, un breve spaccato del libro di Roberto Matatia dal titolo “I vicini scomodi-Storia di un ebreo di provincia e dei suoi tre figli negli anni del fascismo”, che verrà presentato il giorno della memoria, nella sala “Tamerice” di Castiglione di Ravenna, alle 20.45:

  • È l’estate del 1938. Nissim è un ebreo greco, da pochi anni trasferitosi in Italia. Le sue capacità gli hanno permesso di raggiungere la tranquillità economica. L’apice del suo successo è una casa di mattoni rossi che sorge nella via più elegante di Riccione, di fronte alla spiaggia e, soprattutto, a pochi metri dalla villa dell’uomo più potente dell’epoca, il duce. Una posizione ambita e invidiata da uomini di potere, fossero gerarchi o industriali. Mentre l’estate prosegue fra feste, ricevimenti, e vita di spiaggia, l’atmosfera, per gli ebrei, comincia a farsi pesante. Una vicinanza così evidente di una famiglia di ebrei alla residenza di Mussolini è decisamente inopportuna. Così, sempre più insistenti iniziano le pressioni degli sgherri del regime sul povero Nissim affinché venda la villa. Nissim resiste disperatamente, finché le leggi razziali non cadono come una mannaia anche su di lui…