COMMEMORAZIONE ECCIDIO PONTE DEI MARTIRI. Matteo Gatta

Diverse iniziative si sono svolte venerdì 25 agosto

Ieri, venerdì 25 agosto, è stato celebrato il 79° anniversario dell’eccidio di Ponte dei Martiri. In quella data, nel 1944, dodici partigiani e partigiane furono uccisi in una rappresaglia. Per l’occasione si svolgerà una cerimonia commemorativa per ricordare quella che storicamente è definita la strage del Ponte degli Allocchi e tramandare alle giovani generazioni gli ideali di libertà e democrazia degli uomini e delle donne che vissero la Resistenza.

Il programma delle cerimonie si è aperto alle 17.30 in piazza Garibaldi con la deposizione di corone alla lapide dedicata a don Giovanni Minzoni, ucciso il 23 agosto 1923 da due squadristi mentre rientrava in canonica. Alle 17.45 in piazza Caduti della Libertà, nell’atrio della scuola media Guido Novello, si è svolto l’omaggio ai busti in bronzo di Mario Pasi, Primo Sarti e Agamennone Vecchi, insigniti della Medaglia d’Oro al Valore Militare. Al Ponte dei Martiri la cerimonia è iniziata alle 18 con una performance teatrale a cura di Matteo Gatta – Studio Doiz, con la collaborazione delle ragazze e dei ragazzi del progetto “Lavori in Comune” promosso dall’assessorato al Decentramento. Il lavoro di quest’anno sull’eccidio del Ponte degli Allocchi ha riguardato la memoria; cosa vuol dire memoria e cosa vuol dire tramandarla; proponendosi innanzitutto di dare voce ai pensieri reali delle ragazze e dei ragazzi. La storia si svolgeva all’interno di una scuola superiore, dove un professore si rende colpevole di un bruttissimo episodio nei confronti di un alunno. Cosa succede se proprio l’individuo deputato a farti diventare un buon cittadino si comporta da pessimo essere umano?

Al termine della performance c’è stata la deposizione di corone al monumento dei Martiri, l’intervento dell’assessora Federica Moschini e l’esibizione della Banda musicale cittadina.

Il 25 agosto 1944, all’allora Ponte degli Allocchi, oggi Ponte dei Martiri, furono uccisi dodici partigiani e patrioti. Per rappresaglia furono fucilati Augusto Graziani, Domenico Di Janni, Michele Pascoli, Raniero Ranieri, Aristodemo Sangiorgi, Valsano Sirilli, Edmondo Toschi, Giordano Valicelli, Pietro Zotti, Mario Montanari, mentre furono impiccati Umberto Ricci e Natalina Vacchi. Al primo fu conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare e alla seconda la Medaglia di Bronzo.

Il 18 agosto, proprio Ricci fu arrestato per aver ucciso il brigatista nero Leonida Bedeschi detto “Cativeria”. La risposta dei vertici della Brigata Nera “Ettore Muti” fu feroce: prelevare dalle carceri antifascisti arrestati in precedenza per essere giustiziati. In quel luogo, all’incrocio fra via Nullo Baldini, via Piave e via Mura di Porta Gaza, dal 1980 c’è il complesso monumentale “Ponte dei Martiri – omaggio alla Resistenza a Ravenna”, realizzato dallo scultore Giò Pomodoro.

Il ravennate Mario Pasi, medico, militare e partigiano, fu impiccato al Bosco delle Castagne, sulle colline sopra Belluno, il 10 marzo 1945, quale rappresaglia per l’uccisione di tre soldati tedeschi; Primo Sarti, anch’egli ravennate, tenente di vascello, fu ucciso il 10 aprile 1944, nel mar Tirreno, a bordo del Mas 505, durante un ammutinamento di marinai fascisti. Agamennone Vecchi, nato a Cremona, capitano del 2° battaglione del 28° reggimento di fanteria di stanza a Ravenna, fu ucciso il 16 agosto 1916 sul Podgora (Gorizia).