Al Fulèr della rocca Brancaleone di Ravenna, alle 18, il fotografo sarà ospite della rassegna intitolata “I sabati della rocca-Radici, semi, germinazioni: linguaggi e visioni ravennati”

Nella giornata di domani, sabato 28 ottobre, al Fulèr della rocca Brancaleone di Ravenna, alle 18, Adriano Zanni, fotografo, per la rassegna dal titolo “I sabati della rocca-Radici, semi, germinazioni: linguaggi e visioni ravennati”, curata da Ivano Mazzani e col patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune di Ravenna, col tema dell’edizione di quest’anno che parte dall’alluvione di maggio per pensare alla ripartenza, anche grazie alla disponibilità degli ospiti, ravennati che, spesso, dalla città si sono allontanati per poi ritornare con nuove idee, con nuove creazioni e con nuove energie, dialogherà con Fausto Piazza, giornalista, su “Racconti di osservazione: le cronache e le visioni dal deserto Rosso”. 

L’iniziativa, inoltre, pone l’accento su una cultura accessibile, che sparge semi e che germina linguaggi, diversi e creativi, ma pone l’accento anche sul desiderio e sulla volontà di stare in una comunità che si rivede e si ascolta. Essenziale, quindi, la visionarietà che attraversa i linguaggi e li mette a disposizione, tramite lo stare nel luogo fisico e sognante, guardando dalla sua vetrata il tempo che passa.

I temi trattati saranno vari, tra cui i vari progetti di Zanni, in particolare di “These important years”, suo ultimo libro, pubblicato nel 2023, summa dei progetti che Zanni porta avanti da anni con fotografie di alberi e di case abbandonate. La poetica di Zanni condivide, infatti, la visione dell’impatto distruttivo dell’uomo sulla natura, tema alla base del film “Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni. Inoltre, il libro del fotografo contiene anche i qr code per poter ascoltare i suoni ambientali che ha registrato mentre fotografava.

In merito all’incontro della giornata di domani, sabato 28 ottobre, al Fulèr della rocca Brancaleone di Ravenna, si è espresso Adriano Zanni, fotografo, con le seguenti parole: “Dove sei nato, dove vivi, o più semplicemente, dove ti consideri a casa, quella è la tua città. Nel mio caso tutto questo coincide e individua un unico luogo, Ravenna. Racconto la mia lasciando da parte i mosaici, le chiese romaniche e

i divertimentifici della riviera romagnola, e spostando l’occhio, e l’orecchio, in direzione della Ravenna meno visibile e più apparentemente nascosta, quella delle molte storie quotidiane, spesso banali, che ruotano attorno al selvaggio sviluppo industriale degli anni Cinquanta e degli anni Sessanta, attorno a ciò che ne è rimasto. Il tentativo era di rendere superflue le parole, facendo confluire tutti i frammenti sensoriali di questa storia in una narrazione unica che, seppur frammentata in contenitori diversi, segue un filo comune, ossia quello delle cicatrici inferte al territorio. Queste sono ‘le cronache e le visioni dal dDeserto Rosso’”, ha concluso Zanni. 

Di seguito, una breve biografia di Adriano Zanni, fotografo, e di Fausto Piazza, giornalista, protagonista di “Racconti di osservazione: le cronache e le visioni dal deserto Rosso”, in programma nella giornata di domani, sabato 28 ottobre, al Fulèr della rocca Brancaleone di Ravenna, alle 18:

  • Adriano Zanni, nato nel 1964, artista sonoro ed apprezzato fotografo del territorio romagnolo. Ha iniziato la sua carriera con la pubblicazione di musica e di composizioni elettroacustiche, lavorando e collaborando con diverse etichette discografiche europee ed esibendosi costantemente dal vivo. Ha realizzato varie pubblicazioni fotografiche, collabora con riviste di informazione locali della sua zona esplorando il territorio attraverso la fotografia, si occupa quotidianamente vari diari visuali, si prende cura di alberi solitari attraverso un progetto multidisciplinare e pubblica reportage fotografici. I suoi lavori sono stati parte di mostre di arte contemporanea, sia collettive che personali, di progetti collettivi di web art e di video e si esibisce dal vivo con live set nei quali testa sonorità elettroniche sperimentali, fotografie e registrazioni ambientali interagiscono fra loro. I suoi field recordings si fanno memoria; mentre, il suo obiettivo, si focalizza spesso sugli alberi, meglio se solitari. Ha pubblicato libri fotografici e musica per le etichette discografiche “Bronson recordings”, “Boring machines”, ‘Under my bed recordings”, “13/Silentes” e “Dissipatio”
  • Fausto Piazza, nato nel 1957, ravennate, dopo gli studi di filosofia all’università di Bologna, dalla metà degli anni Settanta si dedica all’ideazione e alla cura di eventi culturali, poi, al giornalismo, prima come collaboratore di “Radio città” e dopo come redattore e direttore esecutivo del settimanale “Il nuovo ravennate”. Negli anni Ottanta è collaboratore delle pagine locali dei quotidiani “La Repubblica” e “L’Unità”, e collabora col settimanale “Qui”. Inizia a occuparsi di sistemi editoriali digitali e di organizzazione redazionale