Una scena dello spettacolo teatrale dal titolo "Le guerre di Ulisse" (foto di Marco Caselli Nirmal)

Mercoledì 7 febbraio, al teatro Alighieri di Ravenna, alle 20.30, andrà in scena lo spettacolo su libretto di Patrizio Bianchi e con musiche di Marco Somadossi e di Frida Bollani Magoni

Mercoledì 7 febbraio, al teatro Alighieri di Ravenna, alle 20.30, è in programma “Le guerre di Ulisse”, progetto interdisciplinare che unisce letteratura, musica e recitazione in un’opera moderna coprodotta dal teatro Comunale di Ferrara e dallo stesso teatro Alighieri. Il giorno seguente, giovedì 8 febbraio, invece, sempre nel teatro della città bizantina, è in calendario la “matinée” per gli studenti, parte del percorso dal titolo “A scuola in teatro”.

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione di Patrizio Bianchi, ex ministro dell’istruzione ed oggi professore emerito dell’università di Ferrara, di cui è stato rettore dal 2004 al 2010, che ne firma il libretto, con la fondazione “Scuola di musica Carlo e Guglielmo Andreoli” di Mirandola, paese in provincia di Modena, diretta da Mirco Besutti, e con Marco Somadossi, compositore, le cui musiche originali sono affidate alla banda giovanile “John Lennon”, formazione di novanta musicisti tra i tredici anni ed i venticinque anni che include persone con disabilità, fondata, nel 1998, da Mirco Besutti e, per la sua capacità di abbattere le differenze, simbolo di un’esperienza unica in Emilia-Romagna. Tra i traguardi raggiunti negli anni, le esibizioni in presenza del Pontefice e le collaborazioni con Davide Riondino, Nicola Piovani e la piccola irchestra “Avion travel”, accanto a numerose esperienze di scambio internazionale. In scena anche la giovanissima e talentuosa Frida Bollani Magoni, come voce solista e pianista, oggi, a diciott’anni, una delle più sorprendenti artiste sulla scena, oltre che autrice di alcune parti dello spettacolo, da sempre immersa nel mondo dei suoni e della musica grazie a Petra Magoni e Stefano Bollani, suoi genitori, cominciando a studiare il pianoforte, sotto la guida di Paolo Razzuoli, che le ha insegnato la notazione musicale in braille, a sette anni; e Luca Violini, attore e doppiatore, la cui magistrale voce ripercorre il ritorno di Ulisse ad Itaca. Teresa Auletta, invece, guida il coro “Accademia Vittore Veneziani”, che svolge un’intensa ed una qualificata attività sia in Italia che all’estero, dedicandosi, soprattutto, alla polifonia rinascimentale di scuola ferrarese, curando anche, dal 2019, la direzione artistica delle tre formazioni corali, il coro principale, un ensemble al femminile ed un coro da camera, operanti in seno all’accademia.

Attraverso gli occhi di Penelope, il ritorno di Ulisse ad Itaca diventa un’occasione per riflettere sul presente, una denuncia dell’insensatezza della guerra ed un messaggio di speranza, in questo complesso momento storico, tra momenti malinconici dal sapore jazz ed episodi ora eroici, ora epici ed ora marziali. Inedite macchinazioni, umili, pazienti e micidiali. Questo è quanto ordisce Ulisse, questo porta alle sue guerre. Un dramma scorre lungo note musicali, con un coro che fa da eco a tragedie e disillusioni ineluttabili. Il testo sceglie il punto di vista di Penelope, nel momento del ritorno a casa dello sposo. Nel suo lungo viaggio, Ulisse prende coscienza di quanto sia inutile far uso della violenza per regolare i conflitti.

Se, infatti, nella tradizione omerica Ulisse è un eroe carismatico e saggio, il nuovo spettacolo lo svela come un uomo solo e provato dall’esistenza, che rientra in patria dopo vent’anni di assenza e diventa oggetto del risentimento delle famiglie di quanti lo hanno accompagnato in guerra, lusingati dalle promesse di ricchezza e di gesta gloriose e mai più tornati. L’antieroe si deve confrontare col passato, per rendersi conto di essere stato uno strumento per alimentare il conflitto, ma soprattutto che la guerra ha solo conseguenze nefaste. In apertura ed in chiusura dell’opera, il protagonista si rivolge al mare, che da sempre regge la redini del suo destino e, alimentando il suo insaziabile desiderio di conoscenza, lo ha spinto alla scoperta dell’ignoto.

In merito a “Le guerre di Ulisse”, spettacolo in programma mercoledì 7 febbraio, al teatro Alighieri di Ravenna, alle 20.30, si è espresso Patrizio Bianchi, ex ministro e professore emerito all’università di Ferrara, con le seguenti parole: “Siamo abituati a vedere Ulisse come un personaggio eroico, invece, al centro di quest’opera, c’è un uomo che torna a casa dopo vent’anni e che scopre che la guerra non è eroica, non lo è mai. La guerra, infatti, non è mai la soluzione. Del resto è scritto chiaramente nella nostra Costituzione, che la ripudia”, ha concluso Bianchi.

Anche Marco Somadossi, compositore, in un passaggio fondamentale della nuova opera, si è espresso in merito al tema, in una sorta di presa di coscienza che, oggi, suona sinistramente attuale: “La guerra doveva essere veloce e fatta di gesta su cui costruire leggende eterne e, invece, è stata lunga ed ha portato morte, distruzione e odio. Scrivere questa musica è stato da un lato sublime ma anche terrificante. Ulisse, nel suo viaggio, non capisce il dramma che sta vivendo. Io ho cercato di tradurre questo sentimento in musica, come un viaggio dentro noi stessi, alla ricerca delle conseguenze che le nostre azioni hanno sempre sugli altri. Anche noi, come Ulisse, alle volte non capiamo”, ha terminato Somadossi.

Per quanto riguarda i biglietti, acquistabili in prevendita o nella biglietteria del teatro Alighieri, o telefonando allo 0544 249244, oppure visitando il sito web www.teatroalighieri.org, l’intero costa 10€; mentre, il ticket per gli under 18, costa 5€.