Sala Buzzi (foto di repertorio)

Organizzato dalla Sezione “Natalina Vacchi” dell’ANPI di Ravenna

La Sezione “Natalina Vacchi” dell’ANPI di Ravenna organizza, lunedì 19 febbraio, il convegno “Fatti e misfatti del colonialismo italiano” con la regista indipendente Mariana Eugenia Califano e il giornalista Jadel Andreetto, entrambi del cantiere culturale bolognese Resistenze in Cirenaica.

L’evento, inizierà alle ore 16 con ritrovo al cippo che ricorda la Divisione “Pavia”, attiva in Africa settentrionale durante la Seconda guerra mondiale, vicino alla fontana del giardino del MAR in Via di Roma. Da lì ci si trasferirà alla Sala “Silvio Buzzi” in Viale Berlinguer 11 dove alle 17 inizierà la conferenza.

L’evento, promosso in occasione del 87° anniversario del massacro di Addis Abeba, uno dei peggiori crimini mai compiuti dal Regno d’Italia nelle sue colonie, è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna e sarà coordinato dal presidente della Sezione, Massimiliano Galanti.

In Etiopia lo “Yekatit 12” è il giorno in cui cade la celebrazione solenne nazionale per ricordare il massacro degli etiopi perpetrato dagli italiani dopo l’attentato a Rodolfo Graziani avvenuto, secondo il nostro calendario, il 19 febbraio 1937, in cui furono orribilmente uccise 30.000 persone.

Nel nostro Paese del colonialismo italiano si parla poco (e spesso male). Ridotto ad alcuni scarni paragrafi nei libri scolastici:  Albania, Austria, Bosnia-Erzegovina, Cina, Croazia, Eritrea, Etiopia, Grecia, Libia, Montenegro, Slovenia, Somalia. Novant’anni, dal 1869 al 1960, da Giolitti alla Democrazia, dal Regno alla Repubblica, passando per il fascismo: invasioni, guerre, deportazioni, campi di concentramento, stragi di civili, stupri, massacri, pulizie etniche, italianizzazione forzata, rapina delle risorse.

Dal 2015, il cantiere culturale bolognese Resistenze in Cirenaica, formato da storici, filosofi, attivisti, artisti e cittadini, racconta la Storia e gli orrori del colonialismo italiano partendo da ciò che tutti hanno sotto gli occhi, ma non hanno mai guardato con attenzione: la toponomastica. Sono migliaia i toponimi italiani legati a doppia mandata alle vicende coloniali, li attraversiamo ogni giorno, hanno le risposte, basta saper trovare le domande: a chi o a cosa è dedicata quella strada? Cosa celebra? Perché? Chi lo ha deciso? Cosa racconta quel monumento? E quella lapide?