Sabato 16 e domenica 17 marzo la nuova coreografia di Philippe Kratz col Nuovo balletto di Toscana

Nelle giornate di domani, sabato 16 marzo, alle 20.30, e dopodomani, domenica 17 marzo, alle 15.30, al teatro Alighieri di Ravenna, per il programma della stagione d’opera e danza del 2024, è in programma “The red shoes”, la nuova coreografia di Philippe Kratz col Nuovo balletto di Toscana. Nella fiaba di Hans Christian Andersen, le scarpette rosse costringono la protagonista a ballare senza sosta, e non a caso, l’omonimo film del 1948, tra l’altro premio Oscar alla regia, rivisitava la storia ambientandola nel mondo del balletto. Ed è proprio la danza che torna a indossare quelle scarpette rosse.

Fresca del debutto autunnale a Trento, la coreografia di Philippe Kratz, vincitore della trentaduesima edizione del concorso internazionale di coreografia di Hannover, città in Germania, e doreografo dell’anno 2019 per “Danza&danza”, rilegge la fiaba concentrandosi sulla forza straordinaria rappresentata dal desiderio personale e collettivo. Su drammaturgia di Sarah Ströbele, partitura elettronica originale di Pierfrancesco Perrone e nel variegato linguaggio di Philippe Kratz, capace di combinare danza contemporanea, hip hop e stilemi classici, dieci interpreti porteranno in scena una narrazione ambientata ai giorni nostri e concentrata sul rapporto tra la protagonista e le cose. Le scarpette rosse alimenteranno i poteri della seduzione, ma mineranno l’autonomia del soggetto. E se la fiaba originale si conclude con la redenzione di Karen, la coreografia culmina nel completo isolamento della protagonista. Il disegno luci è di Giulia Maria Carlotta Pastore, i costumi, invece, sono di Grace Lyell. 

La severa fiaba di Andersen, nella quale la protagonista è punita per la propria vanità e per il proprio egoismo, si trasforma, così, in una riflessione sull’epoca attuale, ossessionata dal possesso, dall’immagine e dal desiderio di accumulare, in una spirale di ambizione e di insicurezza. La protagonista K è interpretata da due danzatrici che si rispecchiano in uno spazio diviso a metà. Da una parte, la stanza di K, il mondo che esiste; dall’altra parte, la stanza delle proiezioni, il mondo illusorio. Intorno, si aggira una folla di fantasmi, con qualche richiamo ai personaggi della fiaba originale, incluso il vecchio soldato che, nella fiaba, pulisce le scarpette di Karen prima della messa. Un ruolo di primo piano è affidato alla musica di Pierfrancesco Perrone, chiamato per la prima volta a comporre una partitura per un balletto.

Nato in Germania, terra di Tanztheater, Philippe Kratz ha affinato il classico tra Montréal, città in Canada, e Berlino, ma è in seno ad Aterballetto che, dal 2008, ha maturato la sua personalità con uno stile, allo stesso tempo, molto fisico e raffinato, trasmesso alla sua attività di autore. Il Nuovo balletto di Toscana, invece, è una struttura produttiva di rigoroso impianto professionale, nata nel 2018. Il programma artistico della compagnia fiorentina, anche grazie a un’équipe di collaboratori e autori di fama, al fianco di Cristina Bozzolini, richiama una costante e coerente linea culturale con l’affermazione del primato della coreografia contemporanea e una pluralità di linguaggi espressivi. Da diversi anni, vanta un rapporto consolidato col teatro del Maggio musicale fiorentino, ma le collaborazioni si estendono a prestigiosi teatri italiani ed esteri. 

In merito a “The red shoes”, la nuova coreografia di Philippe Kratz col Nuovo balletto di Toscana, in calendario nella giornata di domani, sabato 16 marzo, alle 20.30, e nella giornata di dopodomani, domenica 17 marzo, alle 15.30, al teatro Alighieri di Ravenna, si è espresso Philippe Kratz, coreografo, con le seguenti parole: “Il mio balletto punta sul tema del desiderio così come lo viviamo oggi, condizionati da quello che hanno gli altri e da un sistema capitalistico che ci spinge di continuo a desiderare nuove cose. Siamo immersi in una società che ci invita a volere sempre di più, a consumare di più, a fissarci sulle nostre mancanze e a paragonarci costantemente agli altri, ma non ho intenti moralistici, voglio solo mettere in luce certi comportamenti. Sebbene si riesca a realizzare una parte dei nostri sogni, qualcosa rimarrà sempre per noi inarrivabile. A differenza della fiaba di Andersen, qui non c’è redenzione. K perde progressivamente il senso della realtà, non riesce più a entrare in risonanza con gli altri e diventa un mostro. Per quanto riguarda le musiche, proporranno un paesaggio sonoro abbastanza crudo. Un suono molto elettronico che, però, possiede qualcosa di malinconico e di fatale al tempo stesso”, ha concluso Kratz,

L’itinerario danza del teatro Alighieri di Ravenna, infine, si conclude con un’altra compagnia italiana. Lo SpellBound contemporary ballet, infatti, sabato 20 aprile e domenica 21 aprile, si misurerà con “L’arte della fuga” di Bach, nella coreografia di Mauro Astolfi. Per quanto riguarda i biglietti dello spettacolo in programma nella giornata di domani, sabato 16 marzo, alle 20.30, e nella giornata di dopodomani, domenica 17 marzo, alle 15.30, al teatro Alighieri di Ravenna, l’intero costa dai 10€ ai 30€; gli under 18 pagano 5€; mentre, i ticket per i possessori della carta giovani nazionale, rivolta a persone dai diciotto anni ai trentacinque anni, nella platea e nei palchi costano 15€. Per maggiori informazioni e per comprare i biglietti in prevendita è necessario o telefonare allo 0544 249244, oppure visitare il sito web www.teatroalighieri.org.