Nella Basilica di San Vitale di Ravenna, alle 21.30, per il Ravenna festival

Nella giornata di oggi, sabato 15 giugno, nella Basilica di San Vitale di Ravenna, alle 21.30, per il Ravenna festival, è in calendario “Janua”, programma di musica antica proposto dall’”Irini ensemble”. Per descrivere quella porta che guarda a est e ovest, proprio come fa questo spettacolo, è necessario citare le parole di presentazione di Giano, dio bifronte della tradizione pagana, nei “Fasti” di Ovidio: “Ogni porta ha due lati così io, custode del palazzo celeste, scruto contemporaneamente l’oriente e l’occidente”.

Non poteva che essere la più amata delle basiliche bizantine della città ravennate, la cui architettura e i cui mosaici raccontano di una Ravenna crocevia tra oriente e occidente, a ospitare un percorso musicale che ruota attorno a un periodo unico nella storia, tanto breve quanto poco conosciuto. È il 1439 quando il Concilio, iniziato a Basilea e proseguito a Ferrara, arriva a Firenze e tenta di riunire la chiese divise secoli prima dallo scisma. Con “Janua”, l’ensemble francese guidato da Lila Hajosi, e per la prima volta arricchito da trombe e da tromboni medievali, sceglie lo sguardo di Guillaume Dufay, che fu testimone diretto degli eventi attorno al Concilio, e di Janus Plousiadenos e di Manuel Doukas Chrysaphes, coevi compositori bizantini. Un invito a scoprire il tesoro musicale di artisti che, pur appartenendo a diverse sponde del Mediterraneo, diedero voce alle speranze di riconciliazione. 

È possibile che il primo dei concili a cui partecipò un allora giovanissimo Guillaume Dufay fu quello di Costanza, svoltosi dal 1414 al 1418, uno dei più significativi eventi nella storia della musica del quindicesimo secolo per il numero di musicisti di cappella che accompagnarono i circa ottomila prelati e chierici partecipanti. Certo Dufay dedicò il mottetto “Vasilissa ergo gaude” a Cleofe Malatesta, il cui matrimonio con un figlio dell’imperatore bizantino era una conseguenza degli accordi presi a Costanza. Appartiene al periodo in cui Dufay compose per i Malatesta anche un altro mottetto in programma, ossia “Apostolo glorioso”, il solo di Guillaume in lingua italiana, scritto per l’insediamento di Pandolfo come vescovo di Patrasso. Fu invece come membro della cappella papale che Dufay compose “Ecclesia militantis” in onore di Eugenio IV, sotto il cui pontificato il Concilio aperto dal suo predecessore Martino V a Basilea fu trasferito, prima, a Ferrara e, poi, a Firenze. Qui fiorirono concrete speranze di riconciliazione tra le chiese d’oriente e d’occidente, parallele alla promessa di appoggio militare contro l’impero ottomano. 

Mentre “Nuper rosarum flores”, che Dufay compose, nel 1436, per la consacrazione di Santa Maria in Fiore, fa riferimento al dono del Papa di una rosa d’oro per l’altare maggiore; “Salve flos tuscae” celebra Firenze e i suoi abitanti. Il successo delle negoziazioni fiorentine rappresentato dalla bolla “Laetentur caeli”, “Si rallegrino i cieli” in italiano, con cui si proclamò la riunificazione, fu di breve durata. Costantinopoli sarebbe caduta nel 1453, separando ancor più profondamente le due chiese. Janus Plousiadenos, cretese, rese le proprie opinioni a favore del Concilio evidenti in molti dei suoi trattati, e compose un “Canone per il concilio di Firenze”; mentre, Manuel Doukas Chrysaphes, scrisse una “Lamentazione sulla caduta di Costantinopoli” che rispecchia un’altra composizione di Dufay. Nella sua “Lamentatio Sanctae Matris Ecclesiae Constantinopolitanae”, una voce di madre lamenta le sofferenze del figlio, evocando, al contempo, l’immagine della Vergine e la personificazione della chiesa come madre mistica dei fedeli.

Per quanto riguarda l'”Irini ensemble”, il cui nome in greco significa “pace”, invece, è stato fondato nel 2014 da Lila Hajosi, e ha sede a Marsiglia, in Francia. Negli anni, si è specializzato nella musica sacra antica dell’oriente e dell’occidente, tra Roma e Costantinopoli, ed è riconosciuto a livello internazionale per le sue audaci e insolite proposte. Possiede un suono distintivo, con una formazione polimorfa e senza soprano, infatti, illumina il repertorio ortodosso e le composizioni rinascimentali con colori nuovi, caldi e profondi. Sostenuto dalla “Fondation société générale” e dalla “Caisse des dépôts”, l’ensemble ha un’intensa attività sia in Francia che in altri Paesi esteri, grazie, in particolare, alla passione e all’energia di Hajosi, prima di tutto cantante ma anche direttrice del gruppo, attraverso il quale dà vita e voce alle sue riflessioni musicologiche ed estetiche. Come lei stessa suggerisce, non c’è musica facile o difficile, ma soltanto modi di presentarla e di renderla accessibile attraverso la passione con cui si condivide. 

Per quanto riguarda i biglietti per “Janua”, in programma nella giornata di oggi, sabato 15 giugno, nella Basilica di San Vitale di Ravenna, alle 21.30, per il Ravenna festival, sono acquistabili o telefonando allo 0544 2429244, oppure visitando il sito web www.ravennafestival.org. Il ticket intero, valido per un posto unico non numerato, costa 25€; mentre, il ticket ridotto, costa 22€. Gli under 18, invece, pagano 5€; mentre, i possessori della “Carta giovani nazionale”, dedicata alle persone tea i diciotto anni e i trentacinque anni, possiedono uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto, con queste ultime due agevolazioni citate che fanno parte dell’iniziativa dal titolo “I giovani al festival”.

Infine, nella giornata di dopodomani, domenica 16 giugno, nella Basilica di Santa Maria Maggiore di Ravenna, alle 10.30, è in programma il nuovo appuntamento di “In templo domini”, il percorso di liturgie domenicali parte della tradizione del Ravenna festival, con la stessa “Irini ensemble” esibirsi proponendo canti di devozione mariana del Mediterraneo, risalenti al tredicesimo secolo e al quattordicesimo secolo. 

Per maggiori normazioni è necessario o telefonare allo 0544 2429244, oppure visitare il sito web www.ravennafestival.org.