Interrogazione del capogruppo di Lista per Ravenna che chiede al Sindaco di intervenire per evitare un secondo lockdown sul borgo San Rocco

“Mentre il governo nazionale ha riavviato una larga parte delle attività d’impresa ed un’altra lo sarà a breve, un secondo e più grave lockdown si è abbattuto, ad opera del Comune, su una serie di attività del borgo San Rocco situate tra Porta Sisi, piazza Anna Magnani e il tratto di via Renato Serra tra le vie Castel San Pietro e Giordano Bruno”. È l’accusa lanciata da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in consiglio comunale, che lancia un’interrogazione al Sindaco raccogliendo le rimostranze di alcune attività, citate una per una nel testo: ristorante Alexander (via Bassa del Pignataro); Agenzia Immobiliare San Rocco, tabaccheria Tambini, Nuovo Bar Romagna, antiquariato Rococò e Oscar Elettronica (su via Andreana Tavelli, ex primo tratto di via Castel San Pietro); cartoleria Scarpa Flash, ferramenta Fiammenghi, pub MacGowan, Cicli Di Buono e idraulica Nuova Francesconi (su via Renato Serra).

L’imbuto di via Gabici

“La causa indiretta della loro nuova sofferenza – spiega Ancisi – sono i lavori avviati il 18 maggio sull’intera via Renato Serra, da via Cesarea a via Castel San Pietro, che riguarderanno le condutture dell’acqua, la fognatura, l’impianto di illuminazione, le aree di sosta e la realizzazione di una rotatoria all’incrocio con le vie Giordano Bruno, Pascoli e Gabici: lavori a cui le suddette imprese non sono mai state contrarie, anche perché ‘servono ad ottimizzare l’assetto viario e preparare la città a tempi migliori’ (ha detto la Confesercenti). Chiusa totalmente questa strada al traffico veicolare nel tratto tra le vie Giordano Bruno e Castel San Pietro, in uscita dal borgo San Rocco, la causa diretta di abbattimento di tali attività, fortemente contestata, è stata la decisione di riservare il transito di via Gabici in entrata al borgo ai residenti e al trasporto merci, prevedendone il ritorno sulla strada stessa, che da senso unico di marcia è stata dunque adibita a senso unico alternato. Si è però introdotto il divieto di sosta nella fascia laterale adibita al parcheggio dei veicoli, su cui poteva sostare la clientela delle attività ubicate in zona, ora dunque dissuasa dal poterci arrivare senza gravi ostacoli. Di qui il pesante calo del fatturato di queste imprese, destinato a prolungarsi per più di due mesi, moltiplicando il danno subìto con il lockdown dell’emergenza virale”.

La proposta

“Le loro associazioni di categoria – sottolinea il leader di LpR –, avvisate dal Comune appena qualche giorno prima dell’inizio dei lavori e delle conseguenti modifiche alla circolazione, avevano evidenziato, parole della Confesercenti, ‘il gravissimo momento di crisi per gli operatori, su cui un cantiere, qualunque esso sia, va ulteriormente a pesare’, chiedendo maggiore attenzione e una risposta precisa alle loro proposte, volte ad ottenere ‘certezze e garanzie per le attività interessate…che animano e rendono vivo il Borgo San Rocco’, meritevoli dunque di essere ‘trattate con particolare cura in questo periodo così complicato’. Evidentemente, così non è stato, ragion per cui Lista per Ravenna si fa portavoce degli operatori stessi chiedendo al sindaco con questa interrogazione (essendo sospese le attività di indirizzo del Consiglio comunale causa la perdurante emergenza coronavirus), se intende farsi parte attiva della seguente risolutiva proposta, atta a fronteggiare tale situazione:

  • consentire il transito veicolare dei mezzi leggeri su via Gabici, oltreché ai residenti e al trasporto merci, a chi è diretto a servirsi delle attività d’impresa esistenti in zona;
  • ripristinare l’uso delle aree di sosta, consentendo ai mezzi leggeri autorizzati di parcheggiarvi a tempo (es. un’ora)”.