Intervento di Massimo Fico, vice-segretario di Lista per Ravenna, che chiede spiegazioni su alcune morti per Covid-19 in una comunità per anziani della città.

“Lunedì scorso la città ha appreso sgomenta che una quarta anziana ospite della comunità alloggio “Il Giglio d’ Oro”, in via Don Giovanni Mesini, a Ravenna, era deceduta, contagiata dal Covid-19.  Erano già emerse pubblicamente notizie su una serie di comportamenti interni alla struttura, che, per quanto oggetto di doverosi accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria, portano a  chiedersi se non vi fossero già da tempo elementi meritevoli di attenzione e di intervento da parte delle autorità amministrative addette a vigilare sulle residenze sociali per persone fragili.

Come abitudine di Lista per Ravenna, abbiamo quindi cercato di approfondire, con attendibili contatti, queste notizie, ricavate da operatori sanitari e da parenti degli ospiti di tale comunità alloggio. Diamo loro atto di aver fatto emergere meritoriamente fatti e situazioni non rassicuranti che meritano di non lasciarne inascoltati gli appelli ad evitarne il ripetersi. Come per i fatti accaduti un anno fa nella casa famiglia di via Cesarea, la nostra lista civica offre tutta la propria disponibilità affinché chi è stato parte in causa di questo nuovo dramma, avendone tutelato il proprio nome, possa tornare a svolgere la propria professione serenamente e con la dedizione di sempre.

LA PRECEDENTE GESTIONE – L’attuale gestione della struttura ha avuto inizio nel gennaio 2020. Fino ad allora non sono mai emersi a mezzo stampa, né da voci espresse, elementi disdicevoli sulle sue attività. Ci risulta anzi, da verifiche compiute, come le Operatrici Socio-Sanitarie (OSS) in servizio, insieme agli anziani ospiti e ai loro parenti, definissero questa comunità residenziale una compagine modello, molto professionale e ben gestita. Le richieste di ingresso da parte di nuovi ospiti erano numerose. Ogni operatore – medico, infermieri od OSS – svolgeva i propri compiti senza sovrapposizioni di ruolo e con piena collaborazione.

LE AVVISAGLIE – Ci è stato riferito che già a fine gennaio all’interno della comunità alloggio erano insorte questioni sulla dotazione dei dispositivi di protezione individuale; che le funzioni del personale non erano più adeguatamente distinte; che la dieta riservata agli anziani non teneva quasi più in considerazione le specifiche esigenze alimentari di ciascuno; e che problemi anche più gravi si sono verificati nella preparazione e somministrazione dei farmaci. Il regolamento richiede una cartella per ciascun anziano ospitato, contenente, tra l’altro, l’aggiornamento degli interventi da attuare, le terapie in corso prescritte dal medico curante, gli orari e le modalità di assunzione dei farmaci, nonché tutta la documentazione utile per l’assistenza e la cura dell’ospite. Basterà compiere i dovuti riscontri su tutte le cartelle degli ospiti, certamente acquisite nel corso degli accertamenti, per constatare come siano andate le cose. Entrati nel pieno della lotta alla diffusione del virus, sono poi aumentate le complicazioni e le controversie interne, che sappiamo con certezza essere state riferite all’amministrazione comunale, di ospiti che hanno abbandonato la struttura e di forti malumori tra i parenti degli anziani e tra i dipendenti.

IL VIDEO RIVELATORE – Il legale del Giglio d’Oro ha dichiarato pubblicamente domenica scorsa che si sarebbe sempre “lavorato nel pieno rispetto delle regole igienico-sanitarie per assicurare e garantire alla propria utenza e ai familiari una residenza sicura sotto ogni profilo”. Facciamo notare in proposito che il giorno di Pasqua, mentre l’Italia intera era al colmo della pandemia, le regole di protezione delle persone, quali il distanziamento tra le persone, il divieto di assembramento e la tutela delle persone più a rischio, tra cui gli anziani, erano assolutamente chiare. Quel giorno, però, all’interno del Giglio d’Oro veniva servito il pranzo con gli ospiti seduti quasi gomito a gomito, serviti da operatori senza le protezioni, altro che “doppie mascherine e doppi guanti”. Quando ne è stato diffuso il video ai parenti, di cui la foto allegata è un’immagine drammatica, tutti sono andati giustamente nel panico. La persona che parla agli ospiti nel video non è una dipendente della struttura, ma la madre della titolare, quindi ancor più tenuta al rispetto delle regole e a dare il buon esempio. Il risultato dell’asserito “rispetto delle regole igienico-sanitarie” è che, su 19 ospiti nel periodo, 16 sono stati contagiati e 4 sono deceduti, oltre a tre OSS infettate anch’esse.

SINDACO ASSENTE – Pochi giorni fa, alla notizia di una 97enne contagiata nella residenza per anziani Camerini, il sindaco di Castelbolognese si è chiesto pubblicamente come ciò sia potuto avvenire, chiedendo accertamenti e assicurando attenzione ed interventi. Non da meno è stata il sindaco di Russi, man mano che nei mesi scorsi è salito il numero degli anziani deceduti nella casa Baccarini. Assordante continua invece ad essere il silenzio del sindaco di Ravenna, massima autorità sanitaria cittadina, sul Giglio d’Oro. Nulla da dire sul rispetto dei regolamenti, sulle azioni di prevenzione e vigilanza compiute, sugli accertamenti e sugli atti amministrativi disposti? Niente da rivedere perché fatti del genere non si riproducano? Lista per Ravenna chiederà formalmente che ne riferisca in Consiglio comunale”.