L'assessore Michele Fiumi - Progetto Cervia (foto da Facebook.com)

Associazioni e organizzazione: le problematiche alla base della scelta.

Michele Fiumi (Lista Civica Progetto Cervia) ha comunicato le sue dimissioni dalla giunta comunale cervese. Di seguito riportiamo la nota in cui vengono esposte le motivazioni di tale decisioni, la dichiarazione di Fiumi stesso, la reazione del sindaco Medri e un’ulteriore dichiarazione dei Progetto Cervia a proposito del futuro della loro Lista Civica.

Queste le motivazioni che Progetto Cervia espone in una nota: “Dopo gli attacchi pretestuosi e ingiustificati all’assessore Michele Fiumi da parte della CNA, diventata sempre più il braccio armato del PD (coi suoi numerosi ex assessori trasformati miracolosamente in dirigenti associativi) e la mancata difesa pubblica del Sindaco Medri, abbiamo capito che la situazione politica all’interno della maggioranza era arrivata a un punto di non ritorno.

Quando nacque Progetto Cervia, fu creato da uomini e donne liberi da vincoli di partito, che sognavano di liberare la città da dinamiche vecchie, clientelari e deleterie, e renderla in grado di affrontare i cambiamenti epocali in corso: ascoltare tutti i cittadini e diventarne portavoci, secondo equità e giustizia, ma anche competenza.

Dopo una decisione difficile, alle ultime elezioni comunali, Progetto Cervia era convinto di aver trovato in Massimo Medri l’unico candidato possibile, il quale affermava di approvare moltissimi punti del nostro programma ed era deciso ad affrontare, assieme a noi, quel cambiamento tanto atteso. Sembrava in grado di gestire le violente convulsioni all’interno del PD, che nulla avevano a che fare con gli interessi collettivi della città.

Senza il 4% dei voti di Progetto Cervia, questa amministrazione probabilmente non sarebbe mai nata. Abbiamo partecipato ad una maggioranza ampia ed eterogenea in cui il Sindaco senza tessera di partito avrebbe dovuto fungere da garante per affrontare e realizzare il cambiamento.

Sembrava, sulla carta, un tandem perfetto.

Abbiamo invece assistito a una progressiva perdita dell’autonomia e della forza del Sindaco, schiacciate dall’indebolimento della sua rappresentanza consigliare. Il cambio di passo in negativo si è manifestato con il nuovo segretario del PD, il quale prima ha causato l’uscita dell’ex capogruppo dal partito e poi ha bocciato il nuovo regolamento “Per la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago nelle aree private, pubbliche e demaniali” preparato dall’assessore Fiumi e respinto in quanto, a suo dire, troppo restrittivo sul ballo in spiaggia, sulla movida e sul rumore, troppo rigoroso nel pretendere delle regole uguali per tutti.

Col passare dei mesi, il Sindaco non ha più avuto la situazione sotto controllo, arrivando ad assumere atteggiamenti per noi incomprensibili: la scarsa attenzione al tema della sicurezza, con episodi reiterati di vandalismo a danno di beni pubblici e privati, spesso legati all’abuso di alcool; la decisione di approvare non solo la Settimana rosa, ma anche i fuochi di artificio in spiaggia per S. Lorenzo, nonostante le indicazioni prudenziali che OMS e Comitato Tecnico Scientifico continuano a fornire; la bocciatura dell’idea di piano strategico per aiutare il commercio; il mancato coraggio nel perseguire un maggior equilibrio tra spiaggia e centri commerciali naturali, con sacrifici imposti ad alcuni e risparmiati ad altri; infine, proprio sul tema dei mercatini-eventi, la scelta di una posizione ambigua e fumosa, senza schierarsi invece a favore della qualità dell’offerta commerciale, che non è certo quella perseguita dalla CNA.

Oramai lontano dal suo ruolo di garante, il Sindaco si è spinto di fatto a commissariarci, come a sua volta egli è stato commissiariato dal PD.

Per questi motivi, dunque, crediamo non ci siano più le condizioni per continuare ad appoggiare questa maggioranza e a far parte della Giunta guidata da Massimo Medri.
L’onestà intellettuale e politica di Progetto Cervia aveva affermato di vigilare all’interno affinché il cambiamento avvenisse e oggi è messa alla berlina dagli interessi del vecchio potere.

A questo gioco noi non ci prestiamo.

Sulla base di questa linea, il direttivo ha quindi accettato le dimissioni di Franco Belletti da Presidente di Progetto Cervia, e ha affidato la Presidenza ad interim ad Alessandro Muccinelli, attuale Vicepresidente.

Non essendo né legati alle poltrone, né sottomessi alle richieste ingiustificate del PD, da uomini e donne liberi togliamo il disturbo, ma la battaglia continuerà fuori dal palazzo …e gli argomenti sono tantissimi”.

La dichiarazione dell’assessore Michele Fiumi

Queste le parole dell’assessore Michele Fiumi: “La presa di posizione della CNA di Cervia con la richiesta di dimissioni mi ha sorpreso e sconcertato. Una richiesta impropria, dettata dalla politica, piena di mistificazioni delle scelte amministrative e di scarsa conoscenza delle leggi e dei regolamenti. Nessuno della CNA mi aveva mai chiesto di parlare dell’argomento mercati su cui da sempre ho espresso con chiarezza le mie idee in tutti gli ambiti pubblici e privati.

L’offerta di eventi commerciali e mercati è molto importante a Cervia e da qualche anno vi è una crescente richiesta da parte di molti operatori economici, soprattutto commercianti su sede fissa e residenti, di ordinare e rendere più efficienti, più specializzate e più attraenti le proposte commerciali e turistiche.

Tanti cittadini hanno peraltro ripetutamente manifestato le loro perplessità sul numero dei mercati a Cervia, sul calo qualitativo dell’offerta e sulla progressiva omologazione degli stessi mercatini-eventi che sono di fatto diventati dei mercati ambulanti indistinguibili da quelli ufficiali e in concorrenza anche con loro. Per questo ho chiesto ad Anva e Fiva di ridurre il numero dei mercati straordinari con l’intento poi di riportare nell’alveo giusto i mercatini-eventi, razionalizzandoli ed eliminando la vendita di quei prodotti che sono rintracciabili anche in qualunque mercato tradizionale. I “mercatini” non possono essere l’equivalente di un mercato despecializzato, devono essere appannaggio di merceologie particolari che non si trovano nei negozi ordinari, altrimenti sarebbero in competizione con quelli dei mercati tradizionali che hanno regole chiare per il rispetto del numero dei posteggi, per la loro attribuzione.

E’ sotto gli occhi di tutti come per esempio i mercatini-eventi del Borgomarina siano aumentati nel numero e nella composizione, siano scaduti di qualità e stiano sempre più dando danno economico ai negozianti fissi di Piazza Costa, Via Roma e di tutto il centro storico. L’accordo fatto in passato dalle associazioni degli ambulanti e degli artigiani prevedeva la presenza dell’artigianato artistico e di qualità che si è trasformato in bancarelle dell’abbigliamento, delle borse e delle scarpe che si possono trovare in qualunque mercato tradizionale. Si aggiunga che il numero delle bancarelle è aumentato a dismisura, senza alcun tipo di controllo né sui numeri né sulle tipologie.

In merito alla lettera da me firmata, che sarebbe oggetto della richiesta di dimissioni, è una semplice comunicazione della decisione presa dalla Commissione mercati di cui CNA (come dovrebbe sapere) non fa parte. Consiglio a CNA, prima di parlare, di leggere il Regolamento comunale per “L’Esercizio del Commercio su Aree Pubbliche”. La decisione della Commissione non solo non è vincolante (come invece sembrano paventare CNA e Consorzio Cervia Centro), ma può ovviamente essere oggetto di discussione, qualora venga richiesto da altre associazioni o enti. Inoltre, come scritto nella missiva indirizzata agli organizzatori, di fatto si posticipa la decisione e la cogenza dell’atto al 2021.

Insomma c’era tutto il tempo per tornare a parlarne e ascoltare i pareri di tutti. Ma la CNA ha preferito scatenare un’inutile campagna di stampa a soli fini politici.

Ho lavorato in questo anno su diversi fronti in collaborazione con la Giunta e il Sindaco: dalla riqualificazione delle aree commerciali naturali (con importanti risorse investite in favore di eventi per la valorizzazione delle attività commerciali) e su cui sta per partire la redazione del piano strategico del commercio, alla prosecuzione della valorizzazione delle aree artigianali. Ho cercato un riequilibrio economico della città per valorizzare quelli che ritengo asset fondamentali: i centri commerciali naturali delle aree del Centro storico, di Pinarella Tagliata e di Milano Marittima. Ma abbiamo anche posto le basi per una cultura che fa turismo di qualità, con l’arrivo della Rassegna del Ravenna Festival e la nascita dell’Arena dei Pini. Mi sono impegnato a valorizzare i Consigli di Zona, a realizzare un progetto di miglioramento del collegamento alla rete internet della zona di Savio che in autunno vedrà la sua operatività. Ho lavorato per convincere le attività economiche del centro di Milano Marittima sulla necessità di modificare il target turistico di riferimento per alzare la qualità e la sicurezza. In questo senso, su indicazione del Sindaco, avevo preparato un nuovo regolamento “per la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago nelle aree private, pubbliche e demaniali” che è stato però bloccato dal PD.

Qui inizia la nota dolente: tutto ciò è stato realizzato come parte di un programma che Progetto Cervia aveva posto come condizione a Massimo Medri per entrare a far parte della coalizione che lo ha portato a vincere le elezioni comunali. L’attuale Sindaco si era espressamente impegnato a garantire l’esecuzione di questo programma e a realizzare un progetto di città innovativo, e noi gli abbiamo creduto. Ma evidentemente ci siamo sbagliati.

Come emerge dalle recenti dichiarazioni del Consorzio Cervia Centro, il Sindaco sembra invece prendere gli ordini da una associazione di categoria perdendo la forza necessaria a realizzare il suo mandato. Non solo, mi ha chiesto anche di cedere la delega alle attività economiche, rifiutandosi addirittura di smentire la palese menzogna della CNA, la quale ha affermato sulla stampa che il Sindaco avrebbe revocato una decisione da me presa, che in realtà non è possibile ritirare perché semplice sintesi del lavoro di una commissione regolarmente riunita. Quella comunicazione non è quello che pensa Michele Fiumi, ma quello che hanno affermato le associazioni dei commercianti, che credo meritino il giusto rispetto e considerazione al pari di altre; oppure ci sono associazioni di serie A e serie B?

Molti cittadini di qualsiasi parte politica, Ascom, Confesercenti, Confartigianato, mi hanno espresso il loro sostegno e la loro solidarietà di fronte ad uno degli attacchi più vili e ignobili della storia democratica di questa città.

L’arricchimento umano e professionale che ho ricevuto durante il mio mandato di assessore rende ancora più forte l’amarezza della mia decisione: ma a questo punto, e stante la posizione del Sindaco, si rende necessario che riprenda a fare politica nella massima libertà d’azione, non da assessore in una squadra in cui il primo cittadino decide di non difendermi ed abbandonarmi agli attacchi strumentali e ingiusti di una associazione e di un Consorzio, che riceve cospicui finanziamenti dal Comune, ma la cui funzione ed organizzazione sarebbe da rendere più trasparente per il bene della città.

Le mie dimissioni dall’incarico di assessore, dopo la decisione del gruppo Progetto Cervia, di ritirare il proprio appoggio alla coalizione di Medri, rappresentano un esito doloroso ma inevitabile del clima politico di questi ultimi mesi nella maggioranza, una maggioranza che oggi si può dire non esista più.

Sebbene senza alcun consigliere comunale, sono stati i voti di progetto Cervia a permettere a Massimo Medri di diventare sindaco al primo turno. Da parte sua, sarebbe un atto di onestà e coerenza riconoscere che ora egli non è più espressione della maggioranza dei cittadini, e trarre da ciò le dovute conseguenze”.

La dichiarazione del Sindaco di Cervia Massimo Medri:

Sono molto dispiaciuto e sorpreso della decisione di Progetto Cervia di uscire dalla maggioranza. Le motivazioni rese note da un freddo comunicato stampa non rendono giustizia al duro lavoro svolto e ai risultati fino a oggi conseguiti dalla Giunta Comunale.

Una decisione presa dopo un anno di emergenze e in piena crisi economica e sociale. Un periodo molto complicato che ha messo a dura prova sia le imprese private che l’apparato pubblico e durante il quale abbiamo dovuto gestire al meglio le emergenze climatiche, prima fra tutte la tromba marina che ha distrutto 30 ettari di pineta e la pandemia da Coronavirus. Abbiamo prodotto uno sforzo straordinario ed eccezionale sia per gestire la fase più acuta dell’emergenza sia per sostenere il rilancio della nostra economia. Non abbiamo, però, rinunciato a perseguire gli obbiettivi fondamentali del programma di legislatura, che non mi sembra siano stati disattesi; anzi, vorrei ricordare l’emendamento approvato per ottenere la concessione delle Saline per cinquant’anni, l’emissione del bando per il Parco Urbano a Milano Marittima, il finanziamento per il completamento del lungomare sempre a Milano Marittima, l’accordo per RavennaFestival; solo per citarne alcuni.

Obbiettivi raggiunti grazie a tutta la maggioranza e in alcuni casi a tutte le forze presenti in Consiglio Comunale e altre. Dove stanno, quindi, le questioni di merito. Il tema del contendere è forse, quindi, la sicurezza?

Forse non ci siamo resi conto che i fenomeni degenerativi che si stanno verificando in tutte le località italiane sono il sintomo di una grave emergenza sociale, che non può essere affrontata solo con la repressione e comunque tutte le misure adottate per contrastare questi, in parte, nuovi fenomeni, sono sempre stati approvati da tutta la Giunta Comunale.

Lo stesso riequilibrio territoriale è un impegno preso sul quale si stava lavorando.

Appare ingeneroso e pretestuoso prendersela col Sindaco che ha sempre difeso e sostenuto il lavoro dei suoi assessori e delegati; a questo proposito, io rivendico la mia piena libertà di giudizio a servizio della città. Rivendico anche il profondo rispetto che nutro nei confronti del Consiglio Comunale, espressione della volontà della città e ispiratore delle decisioni e dell’attività dell’organo esecutivo.

Ho sempre sostenuto che le differenze in una coalizione, e più in generale in una comunità, rappresentano un valore, se si fondono in una sintesi dei vari contenuti espressi; sono viceversa un disvalore, se una vuole prevalere o soffocare l’altra.

Questa sintesi è il mio modo di intendere il lavoro di squadra, soprattutto in un momento come questo, dove la coesione sociale è messa a dura prova dagli effetti devastanti della pandemia.

Io continuerò a dialogare e a confrontarmi con tutti coloro che vorranno mantenere un rapporto non pregiudiziale con me e con la Giunta Comunale. In particolare, con coloro che– e li ringrazio – mi hanno confermato  la fiducia, distinguendosi dal comunicato di Progetto Cervia, come Italia in Comune e gli altri ormai ex componenti di questa forza civica.

E’ forse giusto che chi non si riconosce in questo metodo di confronto e vuole giocare la sua partita in solitudine lo faccia in piena autonomia, ma senza incolpare chi, invece, con lealtà si è sempre messo a disposizione della città, senza perseguire nessun tipo di interesse personale o di parte.

Ci aspettano momenti difficili e problemi complessi a cui dovremo necessariamente far fronte, già nell’autunno  prossimo. Penso che i cittadini siano maggiormente interessati al futuro della propria città, alle priorità che la Pubblica Amministrazione intende darsi, ai provvedimenti conseguenti da adottare e che, invece, siano molto distanti da tutte quelle diatribe politiche, che poco hanno a che fare coi loro reali bisogni.

Noi continueremo a lavorare nell’interesse generale della città e dei suoi abitanti e, come abbiamo già detto, cercando di trovare il massimo della coesione sociale, attraverso un patto per il lavoro per Cervia e che coinvolga tutte le varie espressioni e rappresentazioni territoriali. Per farlo, avremo bisogno della massima disponibilità di assessori e delegati e di un confronto assiduo con tutto il Consiglio Comunale. Lo richiede la difficile situazione nella quale ci troviamo e dalla quale potremmo uscire solo con uno sforzo straordinario di tutte le componenti.

Prendendo atto del disimpegno di Progetto Cervia e delle conseguenti dimissioni dell’assessore Michele Fiumi, nei prossimi giorni comunicherò al Consiglio Comunale e alla città il nuovo assetto della Giunta Comunale e relative deleghe; nel frattempo tratterrò personalmente ad interim le deleghe assegnategli, nell’attesa della nomina del nuovo assessore.”

Quale futuro per Progetto Cervia?

La Lista Civica comunica quanto segue: “Progetto Cervia non si spacca. Vogliamo ribadire che la decisione di ritirare il sostegno al sindaco Medri è stata presa a larga maggioranza dal direttivo di Progetto Cervia, dunque non esiste alcuna spaccatura. I firmatari della nota dunque si esprimono a titolo personale, e non riflettono in alcun modo la linea prevalente all’interno del movimento. Delresto, Franco Belletti si è dimesso dalla presidenza proprio in quanto – e sono parole sue – “in evidente minoranza”. Quanto alla posizione di Italia in Comune, ci pare si commenti da sola: un movimento inesistente sul piano nazionale e locale, che da mesi non si riunisce più, e che a Cervia aveva come unico candidato alle elezioni comunali proprio Michele Fiumi. Quindi Italia in comune prende le distanze da se stessa?
Il metodo di Progetto Cervia è sempre stato chiaro e trasparente: il nostro faro è stato e rimane il programma condiviso coi nostri elettori. Essendo venute meno le condizioni politiche per realizzarlo, la nostra presenza in Giunta sarebbe stata motivata solo dalla voglia di conservare la poltrona. Ma queste sono dinamiche da partito politico vecchio stile, e non appartengono al dna di Progetto Cervia.
Il nostro percorso è stato chiaro e lineare dall’inizio alla fine, e se tra i dissenzienti c’è anche chi l’anno scorso aveva votato contro l’accordo di Medri, questo dimostra che il nostro gruppo ha sempre manifestato grande apertura al dibattito e al confronto interno.
Di certo, i quattro dissidenti (il numero non è sarcastico) non possono continuare a sostenere Massimo Medri per conto di Progetto Cervia: se vorranno restare nella maggioranza, lo faranno a titolo personale o, se preferiscono, iscrivendosi al PD”.