I sindaci chiedono alle istituzioni di tenere in considerazioni le peculiarità del territorio
per non penalizzare le persone e le attività che si trovano nei comuni minori

“Pur comprendendo la necessità di limitare le possibilità di assembramento e far circolare poco le persone, riteniamo vada tenuta in considerazione la peculiarità del territorio della nostra Unione, anche dal punto di vista della coesione sociale – dichiarano i sindaci -. Reputiamo incomprensibile la stretta sugli spostamenti tra Comuni contigui e con caratteristiche omogenee, che penalizza oggettivamente gli oltre 103mila abitanti e l’insieme del tessuto economico dell’Unione della Bassa Romagna”.

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna rappresenta un’entità omogenea composta da nove Comuni contigui, costituendo una delle espressioni amministrative e istituzionali più solide a livello regionale, con il 90% di servizi e funzioni gestiti in forma associata e un territorio, anche dal punto di vista geografico, assai compatto.

“Mentre in città di grandi dimensioni ci si può spostare per andare da una parte all’altra di quei territori per qualsiasi motivo, anche percorrendo decine di chilometri, nel nostro caso è impossibile percorrere anche pochi chilometri, determinando palesi discriminazioni che ancora una volta colpiscono i più deboli – sottolineano all’unisono i nove sindaci -. Le stesse attività di ristorazione, per esempio, subiscono più o meno disagi a seconda che si trovino in una città di grandi dimensioni o in un piccolo comune, con opportunità non uguali, creando forti disparità”.

“Riteniamo che il comportamento personale e il distanziamento fisico siano fondamentali – concludono -, da unire sempre al buon senso, che deve però tradursi anche in norme eque e comprensibili, per scongiurare potenziali problemi sociali che penalizzerebbero in particolare le persone più fragili e sole. Anche se torneremo in zona gialla, chiediamo che queste nostre riflessioni siano tenute in considerazione per le prossime azioni di governo”.

L’appello è stato inviato dai sindaci al Prefetto di Ravenna, alla Regione Emilia-Romagna e ai consiglieri regionali, al Governo e ai parlamentari della provincia di Ravenna.