Il consiglio comunale di Ravenna
La sala del consiglio comunale di Ravenna

Nota congiunta dei quattro leader di centrodestra: “Contro di noi attacchi diffamatori”

Prosegue senza sosta la polemica nel centrodestra ravennate sulla questione tassa di soggiorno, che ha visto il noto imprenditore e presidente della lista La Pigna, Maurizio Bucci, prima denunciato e poi assolto per peculato. Nei giorni scorsi l’imprenditore è stato protagonista di un botta e risposta con il capogruppo di Lista per Ravenna in Consiglio comunale, Alvaro Ancisi, al termine del quale aveva minacciato il passaggio alle vie legali per diffamazione.

Ma gli altri leader di centrodestra, Massimiliano Alberghini (gruppo Alberghini), Alberto Ancarani (Forza Italia), Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) e Samantha Gardin (Lega Nord),  non ci stanno e, con una nota, rispondono definendo a loro volta “diffamatori” gli attacchi di Bucci, che si sarebbe rivolto a loro “quali ‘macchinisti’ di una ‘macchina del fango’, durata ‘mesi di giustizialismo’”.

I quattro leader precisano: “Le denunce a carico di Bucci le ha fatte il Comune e chi ha chiesto al Comune di farlo era stata solo la consigliera della sua lista. La notizia del rinvio a giudizio di Bucci è stata ampiamente pubblicata dalla stampa il 4 ottobre 2020 e nei giorni seguenti e noi, che non ne avevamo mai parlato, abbiamo poi espresso solo critiche morali”.

“Il fango – accusano i quattro – è stato lanciato dalla stessa sentenza del Giudice che lo ha assolto”. Infatti, sottolineano Alberghini, Ancarani, Ancisi e Gardin, la sentenza che “il fatto non costituisce reato” vuol dire “che il fatto è stato compiuto”.

Sullo sfondo della polemica resta però la questione politica, perché i quattro leader del centrodestra tornano ad attaccare Bucci sulle elezioni comunali del 2016 quando, scrivono, “abbiamo costretto il PD per la prima volta al ballottaggio e De Pascale, vincitore per pochi voti, deve ringraziarlo (Bucci, ndr) per averci fatto campagna contro”.