Alvaro Ancisi (foto di repertorio)

“Promuovere, specialmente dedicate alle generazioni delle prime età, nuove forme di turismo sul litorale ravennate”

Il capogruppo di Lista per Ravenna in consiglio comunale, Alvaro Ancisi, lancia un ordine del giorno per la seduta di domani, martedì 2 febbraio, chiedendo che l’amministrazione comunale, insieme alle autorità marittima e portuale, consultando anche le istanze istituzionali, sociali ed economiche del territorio, studi e determini dove e come possano essere attivati sulla costa ravennate altri corridoi di atterraggio per le piccole imbarcazioni, oltre a quello esistente a lato della diga nord in località Porto Corsini, affinché, ove non sia l’amministrazione comunale od altro ente pubblico a provvedervi preferibilmente, i soggetti privati interessati possano avanzare richiesta di autorizzazione ad installarne alcuno.

“Nell’ottobre scorso – si legge nel testo presentato da LpR –, Nicolò Marino, sedicenne, scrisse al Comune di Ravenna e a tutti i gruppi politici rappresentati nel consiglio comunale questo messaggio: ‘…purtroppo in tutta Marina di Ravenna non c’è un canale per uscire con le derive (piccole imbarcazioni non cabinate a deriva mobile, nda). Di conseguenza sono a chiedervi se fosse possibile mettere il corridoio di boe davanti alla spiaggia libera in parallelo alla diga foranea di Marina di Ravenna. Siamo in tantissimi ragazzi e ragazze che a causa della mancanza del canale non possiamo uscire, quindi siamo costretti a rinunciare o a spostarci altrove’.

Riportata all’attenzione della giunta comunale attraverso un’interrogazione di Lista per Ravenna al sindaco, questa richiesta ottenne, in materia di installazione sulla costa marina dei ‘corridoi per l’atterraggio’, cioè i canali atti al transito di piccole imbarcazioni come le derive, il seguente chiarimento: ‘La concessione per la predisposizione di corridoi di atterraggio è rilasciata dall’Ufficio Demanio del Comune di Ravenna, previo parere dell’Autorità Marittima, ovvero della Capitaneria di Porto. Trattandosi della spiaggia libera antistante all’A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) e attigua alla diga foranea sud, è stato chiesto un parere per le vie brevi alla Capitaneria di Porto e ne è emerso che negli anni passati l’ANMI aveva già chiesto corridoi davanti alla sua concessione, permessi che non sono mai stati concessi in virtù della norma (ordinanza balneare regionale), che nei 150 mt dall’imboccatura dei porti vieta la balneazione, ma anche la navigazione (trattandosi di derive ovvero piccole imbarcazioni sprovviste di motore e quindi più facilmente in balia delle correnti)’. 

L’ordinanza balneare base della Regione Emilia-Romagna, risalente al 2019, non modificata neppure dalle ordinanze balneari emesse nel 2020 con riferimento alle problematiche dettate dall’emergenza covid-19, stabilisce, all’art. 3, che ‘nel raggio di metri 150 da ostruzioni e/o moli dell’imboccatura dei porti regionali’ esiste divieto per la balneazione, ma non già per ‘i corridoi di atterraggio delle unità da diporto-traffico, opportunamente segnalati’, essi stessi ovviamente impediti alla balneazione. Anzi, l’art. 8 dispone che ‘le domande di autorizzazione per l’installazione di corridoi di atterraggio, sia prospicienti ad arenili in concessione che liberi, devono essere presentate ai Comuni competenti per territorio entro il 2 maggio di ogni anno’, escluse solamente le ‘disposizioni impartite con apposite Ordinanze delle Autorità marittime competenti in materia di sicurezza della navigazione e sicurezza della navigazione da diporto per i rispettivi territori’.

Riguardo poi al fatto che a lato della diga sud del porto, su Marina di Ravenna, le imbarcazioni sprovviste di motore siano ‘più facilmente in balia delle correnti’, pare logico obiettare che sulla costa del medio-alto Adriatico le correnti sono se mai debolissime e che quella battente sulla costa ravennate corre da nord a sud, nonché chiedere, di conseguenza, come mai esista un corridoio di atterraggio per piccole imbarcazioni, in eventuale balia della suddetta corrente, a lato della diga nord, su Porto Corsini”.

Le conclusioni

“In ogni caso – conclude Ancisi –, la necessità di promuovere, specialmente dedicate alle generazioni delle prime età, nuove forme di turismo sul litorale ravennate, a partire da Marina di Ravenna quale capoluogo dell’Area del Mare, ma coinvolgendo le altre località balneari da Casalborsetti a Lido di Savio, suggerisce, non da ultimo cogliendo l’occasione della costruzione in fieri del nuovo Parco marittimo, la formulazione di questo ordine del giorno”