(Foto di repertorio)

“Per una Ravenna città moderna ed europea”

Riportiamo di seguito le proposte di Confartigianato ai candidati Sindaco in vista delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021.

Porto – Territorio – Infrastrutture

Confartigianato ha sempre sostenuto tutte le politiche attente alle connessioni e alle infrastrutture necessarie al trasporto ed alla movimentazione di merci e persone. Dalla realizzazione del nuovo hub portuale, che contempla anche lo sviluppo di strade e ferrovia a supporto della circolazione delle merci, alla proposta di un nuovo, moderno e veloce collegamento viario di Ravenna con il centro Italia e con il nord est per superare l’inadeguatezza dell’E45 e della Romea, ormai totalmente superate rispetto agli attuali flussi di traffico. Parlare di collegamenti significa essere consapevoli della ricchezza che genera una circolazione efficiente di persone e merci, del valore aggiunto per il territorio e del contributo indiscutibile alla crescita del Pil locale: l’accessibilità è garanzia di crescita.

È infatti indiscutibile che un sistema infrastrutturale e logistico efficiente produca ricchezza per il territorio, valorizzazione delle aree, crescita occupazionale, visibilità, impatto ambientale ridotto, migliore sicurezza stradale. Ecco perché occorre operare per ridurre tutte quelle inefficienze che generano danni e costi sociali non accettabili: noi crediamo che Ravenna e le sue aree produttive debbano svilupparsi secondo modelli di fruizione efficiente e, con concretezza, nel rispetto della sostenibilità ambientale.

Con l’approvazione da parte del Governo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si sono fissate le basi per guardare al futuro, oltre all’attuale stato emergenziale.

Analoga cosa è quanto mai opportuno che si faccia anche localmente, andando a determinare future scelte strategiche che diano vere e proprie opportunità di sviluppo economico al nostro territorio. Ci riferiamo principalmente al progetto messo in campo dalla Regione Emilia Romagna, e cioè realizzare quella Zona Logistica Semplificata che nella sua attuale stesura prevede, per Ravenna ed il suo Porto, delle importanti aree di espansione logistico – produttiva.

Se a ciò aggiungiamo ai lavori appaltati per l’approfondimento del Canale Candiano, la prossima realizzazione della stazione marittima nel terminal crociere, che permetterà di imbarcare e sbarcare crocieristi che partono o arrivano da Ravenna con indubbie e consistenti ricadute economiche per il settore commerciale e turistico della nostra città diventa prioritario definire tutte quelle strategie che facciano diventare concretamente il Porto di Ravenna il porto della nostra Regione, non solo per definizione come lo è stato fino ad oggi.

Non a caso, la Zona Logistica Semplificata prevede tra le altre cose l’opportunità di creare la Zona FrancaInterclusa, che permette di beneficiare dell’esenzione di Iva e dazi per merci importate in Italia da Paesinon UE, favorendo lo stoccaggio delle merci che potranno essere conservate dall’importatore per un tempo illimitato prima di essere reimmesse sul mercato, stimolando così il fenomeno del ri-export attirando imprese che hanno queste esigenze.

A fronte di questi scenari, e se vi sarà la volontà politica di svilupparli, dovranno inevitabilmente essere fatte delle scelte.

La prima riguarda l’inserimento nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del progetto della cosiddetta“mini E55”, definito dalla Regione Emilia Romagna per creare un collegamento a nord attraverso la nuova Reale che colleghi velocemente Ravenna con Ferrara e Venezia.

La seconda riguarda l’attraversamento del Canale Candiano. Già oggi il ponte mobile è utilizzato da oltre 30.000 mezzi al giorno e quindi in una previsione futura di sviluppo del porto con l’aumento del traffico per il trasporto delle merci non può essere secondaria la realizzazione del By Pass del canale, evitando il transito dei mezzi pesanti in via Trieste e in prossimità del centro cittadino e alleggerendo anche tutto l’asse viario della Classicana.

Superare l’emergenza e soprattutto dare una visione del futuro, è quello che chiede il sistema della piccola e media impresa, che è l’ossatura della nostra economia, ma che ha bisogno di uscire da questo momento emergenziale con la convinzione che a Ravenna vi sia una concreta progettualità atta a attrarre nuovi investimenti e quindi ad incrementare l’economia del territorio.

Particolare attenzione dovrà essere posta alla pianificazione, al nuovo Piano Urbanistico Generale. Il nostro territorio ha vissuto una delle crisi più drammatiche del settore edilizio; in Provincia di Ravenna le imprese iscritte alla Cassa Edile(quelle con dipendenti) sono diminuite del 59%, con un’inevitabile ricaduta sulle ore retribuite che in 10 anni sono calate parimenti della stessa percentuale. Oltre alle crisi aziendali più note, e finite sulla stampa, come quelle di Acmar e CMC, la pandemia del COVID 19 ha aggravato ulteriormente la situazione. Per dare un segnale concreto al settore delle costruzioni, riteniamo importante – alla luce del fatto che il nostro territorio è in vetta alle classifiche regionali per il consumo del suolo – che siano incentivate, attraverso anche la leva del fisco comunale, le ristrutturazioni e il recupero del patrimonio edilizio privato che si sommino ai provvedimenti governativi come quello relativo al beneficio fiscale del super bonus al 110%. Per fare questo riteniamo debbano essere previsti reali e tangibili incentivi urbanistici all’adeguamento sismico e all’efficientamento energetico degli immobili esistenti, creando percorsi autorizzati vi dedicati e veloci e incentivi fiscali con detrazioni sulle imposte comunali sugli immobili (TASI e IMU): tutto ciò per evitare un depauperamento di moltissime case vuote oggi presenti soprattutto nelle prime periferie della città e nelle frazioni del forese, che tra l’altro rappresentano fonte di degrado per il tessuto urbano nel quale si collocano.

Opere – appalti pubblici – legalità

Come abbiamo visto, nella nostra città si stanno realizzando e si dovranno realizzare importanti opereinfrastrutturali, quali ad esempio l’approfondimento dei fondali del porto per oltre 200 milioni di euro di lavori. Il nostro territorio si è sempre contraddistinto per la capacità del sistema d’impresa di aggregarsi: da una parte la cooperazione, che interagisce su molti settori, sia produttivi che dei servizi, dall’altra i consorzi artigiani impegnati nel settore delle costruzioni, dell’impiantistica e nella logistica. Tutto ciò ha garantito che nel nostro Comune e nella nostra Provincia ci fossero gli “anticorpi” per evitare possibili infiltrazioni della malavita organizzata nel tessuto economico.

Non di meno occorre mettere in evidenza il ruolo delle Istituzioni pubbliche, dei Sindacati e delle Associazioni di categoria, promotrici da anni di importanti e innovativi protocolli sulla sicurezza nel porto e sugli appalti pubblici che hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione proprio sul tema della legalità.

Riteniamo che debba crescere sempre più la consapevolezza diffusa che la legalità è motore per lo sviluppo e per questo l’obiettivo che ci dobbiamo porre è quello di tenere alta l’attenzione, monitorando con costanza il territorio con il contributo fondamentale delle parti sociali. Siamo profondamente convinti che la determinazione del tessuto socio-economico di riconoscersi nello stato di diritto sia il vero antidoto contro le infiltrazioni della malavita organizzata che oggi, a causa della crisi a seguito della pandemia da Covid-19, può trovare ampi spazi.

Il tema degli appalti pubblici non è disgiunto da quello della legalità. In una città dove si stanno realizzando importanti opere infrastrutturali, dall’approfondimento dei fondali del porto al nuovo Palasport, dal sottopasso di via Canale Molinetto alla messa in sicurezza di molti ponti, è importante che l’azione dell’Amministrazione sia rivolta nella direzione di creare un percorso virtuoso che veda come attore principale il sistema delle imprese locali. Proprio per questo affrontare il tema degli appalti pubblici sarà fondamentale per la nostra economia e deve vedere l’impegno di tutti gli Enti locali; un passo in avanti è stato fatto con la firma del “Protocollo appalti” che non deve rimanere lettera morta, ma diventare lo strumento guida dell’Amministrazione Comunale di Ravenna. Per i lavori compresi tra i 150 mila euro e un milione di euro, dov’è previsto l’obbligo della rotazione, chiediamo che il Comune adotti tutte quelle disposizioni di legge che possano premiare la professionalità delle imprese locali come auspicato da tutte le parti sociali (Sindacati dei lavoratori e Associazioni imprenditoriali) del settore delle costruzioni.

Mobilità

Siamo consci che il Comune di Ravenna debba “fare i conti” con il Piano Regionale PAIR2020che, per quanto riguarda i Centri abitati dei comuni con oltre 30.000 abitanti, ha sottovalutato le gravi conseguenze in termini di accessibilità che deriverebbero dall’applicazione delle norme: sono infatti previste nuove aree pedonali ed estensioni delle zone a traffico limitato (ZTL) per tutta la superficie dei centri storici.

Imposizioni, quelle fissate dal PAIR2020, che Confartigianato, unitamente al Tavolo delle Associazioni Imprenditoriali ha fortemente criticato, e che prefigurano unquadrodilimitazioneall’accessibilitàdeicentristorici che fa temere per la sopravvivenza delle imprese commerciali, artigianali, professionali, di servizioeturisticheeperilsopravveniredi situazioni didisagioanchepericittadini.

Siamo sempre stati convinti che le chiusure e le trasformazioni in ZTL non possano essere degli automatismi basati su una norma scritta su dati obsoleti (come quelli su cui si basa il PAIR 2020), ma debbano essere scelte ragionate ed accompagnate dalla realizzazione di parcheggi e di arredi urbani adeguati. E da non applicarsi in quelle zone ove la chiusura al traffico significherebbe solo un’apertura al degrado.

Va riorganizzata la fruibilità del centro storico, rendendo più accessibili i parcheggi premiando la rotazione veloce dei medesimi con una adeguata politica tariffaria al fine di agevolare lo shopping introducendo per tutto l’anno la gratuità dalle ore 17.00.

Vanno inoltre completati i collegamenti ciclabili interni ed esterni alla città per promuovere modalità di trasferimento alternative alla circolazione pubblica e privata e per favorire l’utilizzo di mezzi ecologici e ammortizzando così gli impatti ambientali ed i relativi costi.

Il PAIR 2020, in quanto norma che detta i tempi e le modalità relative alla mobilità urbana, va quindi modificato: questo deve essere un tema che la futura Amministrazione Comunale dovrà portare all’attenzione della Regione.

Oil & gas

Lo sviluppo economico deve essere sempre compatibile con la salvaguardia dell’ambiente, per favorire l’equità sociale e tutelare i diritti delle future generazioni. Si tratta di temi di altissimo valore etico che trovano la loro consacrazione nell’accordo sul clima adottato dalla conferenza di Parigi del 2015 ed entrato in vigore

nel novembre 2016. L’obiettivo è dunque quello di evitare pericolosi e irreversibili cambiamenti climatici, che peraltro si stanno già manifestando in tutta la loro potenza, attraverso la riduzione in maniera significativadelle emissioni nocive e applicando le migliori conoscenze scientifiche via via disponibili, in un contesto di collaborazione e cooperazione internazionale. Solo così sarà possibile progressivamente raggiungere, a metà di questo secolo, un punto di equilibrio tra emissioni e assorbimenti.

Questo processo, tanto vitale quanto complesso, andrebbe pianificato attraverso l’adozione di un Piano energetico nazionale articolato e fondato su rigorosi principi scientifici per la gestione della cosiddetta transizione energetica: il passaggio cioè dall’utilizzo di fonti non rinnovabili (combustibili fossili), all’uso di energierinnovabili (solare, eolica, idrica, geotermica, mareomotrice e da biomasse), all’adozione di tecniche di risparmioedefficientamento.

Confartigianato è quindi contraria ai provvedimenti che di fatto impongono fin da subito la sospensione dei permessi di prospezione, ricerca ed estrazione di gas naturale, senza che vi sia una concreta programmazione sul piano energetico di livello nazionale. Se non sarà più possibile estrarre gas dall’Adriatico, il nostro Paese dovrà importarlo per anni da Croazia, Albania, Montenegro, che potranno così sfruttare i nostri stessi giacimenti: maggiori costi per il sistema produttivo e per le famiglie, oltre all’inevitabile, quanto drammatica, perdita di migliaia di posti di lavoro. Si devasterà a Ravenna il principale distretto italiano dell’energia, espressione di un’industria tra le più avanzate in tutto il mondo che produce ricchezza per il territorio, occupazione e innovazione tecnologica nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale.

Riteniamo quindi che si debba mettere in campo un impegno, reale e concreto dell’Amministrazione Comunale, fondato su riscontri scientifici che indicano il gas naturale come una delle fonti più pulite ed affidabili. Oggi, in presenza del nuovo Ministero della Transizione Ecologica, che raccoglie più competenze, si dovrà dare giusto rilievo alle potenzialità energetiche del territorio ravennate. Per questo motivo occorre avviare, di concerto con la Regione, azioni atte a creare quel mix di fonti energetiche che garantiscano la continuità operativa delle aziende ravennati, che hanno tutte le professionalità per far fronte allo sviluppo e al contenimento delle emissioni e per gestire quel cambiamento epocale che ci attende nei prossimi decenni.

Turismo

Pur sostenendo fermamente quanto sarà affermato nel presente programma in ambito culturale, quando si parla di turismo non possiamo unicamente pensare al litorale e ai monumenti di Ravenna: se è vero che già da soli esercitano un forte richiamo, non sono però più sufficienti a garantite un appealtale da incrementare significativamente le presenze turistiche nel nostro territorio.

In considerazione di quanto accaduto a seguito della pandemia Covid 19, riteniamo occorra una nuova progettualità che metta in rete le svariate offerte delle nostre località – naturalistiche, enogastronomiche e culturali – che possono essere un fortissimo volano di crescita. La legge regionale sul turismo va in questa direzione e dobbiamo essere pronti a coglierne tutte le opportunità.

È necessario quindi che siano superate barriere, steccati e divisioni tra categorie, associazioni ed enti diversi. La concorrenza di altri territori e di altre realtà è, in tema di turismo, talmente serrata che dobbiamo impegnare insieme ogni nostra energia, idea, risorsa, in maniera coordinata: occorre trovare le modalità che permettano che ogni provvedimento coinvolga e promuova anche l’azione e la conoscenza di tutte le altre

iniziative legate al territorio. E’ per questo che siamo convinti che l’Amministrazione Comunale debba scegliere di collaborare e finanziare solo iniziative fortemente condivise.

In quest’ottica riteniamo che con l’Assessorato al Turismo si realizzi l’indispensabile coordinamento delcalendario degli eventi, in modo che non si sovrappongano iniziative rilevanti: attualmente in alcuni periodi l’offerta di ospitalità risulta insufficiente, mentre in altri momenti le strutture sono vuote. In questo modo sarà anche più facile trovare delle sinergie comunicative e promozionali che comportino la suddivisione dei costi su più eventi vicini, ma non concorrenti.

Riteniamo, infine, che vada evitata la parcellizzazione delle contribuzioni a iniziative locali che non hannovalenza turistica, ma si limitano ad essere fruite da cittadini del territorio. Tali eventi potrebbero avere accesso a contributi solo se, inquadrati in un progetto più complessivo, facessero parte di un pacchetto di appuntamenti uniti da un filo logico e in un unico periodo, così da stimolare l’arrivo di turisti sul territorio.

Una città turistica e un territorio turistico hanno bisogno di una immagine adeguata e quindi in capo all’Assessorato al Turismo devono essere previste delle specifiche risorse finanziarie per “l’arredo” di Ravenna e i suoi Lidi. Non sono certamente sufficienti le attuali modestissime risorse: sono necessarie una delega e una dotazione specifica all’assessorato al turismo. L’attrattivitàè data anche dall’immagine esterna e considerate le migliaia di persone che vengono per una “toccata e fuga”, una città o una località balneare gradevole aiuta la promozione; in questa ottica vanno utilizzati gli accessi alla città (rotonde, assi viari convergenti o radenti) come momenti di promozione della vocazione turistica di Ravenna, delle proprie bellezze, monumenti e storia, con un opportuno adeguamento anche della segnaletica.

Vanno pertanto migliorati i collegamenti“turistici”attraverso la ferrovia, e lo ribadiamo, nonostante gli sforzi fatti dall’Amministrazione Comunale, i margini di miglioramento sono molto ampi; e questo è un impegno che la Regione dovrà assumere.

Riteniamo che debbano migliorare le strategie di marketing di tutti e nove i Lidi, caratterizzandoli maggiormente per una offerta turistica valutandone la suddivisione in 3 macro aree: Lidi Sud (Lido di Classe, Savio e Dante), Lidi centro (Lido Adriano, Punta Marina, Marina di Ravenna) e Lidi Nord (Porto Corsini, Marina Romea e Casalborsetti) con la conseguente revisione degli enti di coordinamento territoriale (Pro Loco e Comitati Cittadini) che spesso si sovrappongono fra di loro.

Proponiamo inoltre la realizzazione di un data base, attraverso l’accorpamento dei dati delle varie strutture ricettive, utile a creare un filo conduttore delle esperienze vissute dai turisti attraverso i social network.

Con la realizzazione del nuovo Piano Urbanistico Generale dovranno essere definite le zone dove poter realizzare aree camper sia per la città che per i Lidi, ove queste non siano già state realizzate e un campeggio/area camper/villaggio turistico a Ravenna(che potrebbe avere una splendida ubicazione in zona Darsena di Città). Queste strutture dovranno avere collocazioni adeguate, garanzie di sicurezza per gli utenti e gradevoli connessioni ciclo pedonali con le principali méte turistiche.

Commercio

Le criticità che interessano da lungo tempo il settore commerciale del nostro Comune, che la pandemia da Covid 19 ha ulteriormente aggravato, devono essere al centro delle azioni della futura Amministrazione. Lo

sviluppoe il sostentamentodel commercio sono legati ad una logica di crescitadeiserviziallacittàe di

fruibilitàdi tutte le aree sia centrali che periferiche: mobilità e parcheggi diventano fattori determinanti.

È opportuno che la riqualificazione abbia la priorità e non sia successiva alle eventuali istituzioni di nuoveZTL. In buona sostanza non si devono più creare situazioni come quella di via Baccarini, una strada morta, brutta a ridosso del centro storico dove tutte le attività hanno chiuso. Vetrine vuote, buio, strade deserte, insicurezza significano minore interesse economico degli immobili e, in breve, si creano delle zone degradate che diventano un problema per la Città e per la vita di tutti i cittadini.

Occorre ripensare gli spazi comuni, riqualificare strade, piazze e incroci che possano trasformarsi nel volano per la riscoperta di aree oggi sottoutilizzate e per l’insediamento di nuovi servizi collettivi, non solo nella città, ma anche nel forese.

Proprio per un forese vasto come quello del Comune di Ravenna è necessario prevedere degli incentivi per agevolare, anche mediante l’uso della fiscalità, il potenziamento e l’insediamento di attività che svolganounruoloessenzialedalpuntodivistasocialeediservizioallepersoneresidenti, spesso anziane.

Nella stesura del PUG non vanno confermati gli insediamenti commerciali previsti dal precedente RUE eancoranonrealizzatie va quindi evitata la realizzazione di nuovi insediamenti di parchi commerciali.

Le azioni di politica locale della futura Amministrazione devono pertanto essere mirate a riequilibrare lo scenario che ancora penalizza le attività commerciali di vicinato e del centro storico che hanno perso parte della clientela locale e turistica.

In tema di promo commercializzazione del tessuto del commercio e dell’artigianato esprimiamo il nostro apprezzamento per le iniziative, a cui abbiamo contribuito attivamente, messe in campo dal Comitato Spasso in Ravenna. Una modalità che va ulteriormente migliorata e affinata e che la futura Amministrazione Comunale dovrà sostenere.

Industria – Artigianato

Si deve riaffermare il rilancio delle produzioni manifatturiere sul nostro territorio e conseguentemente, anche su questo punto, la nostraposizionecriticaalPAIR 2020, che va in buona parte rivisto.

Preoccupa infatti fortemente l’impostazione della “dinamica del saldo zero” poiché è necessario definire in maniera chiara e inequivocabile cosa si intenda per “emissioni significative”: sovrastimarelerealipossibilitàdi miglioramento della qualità dell’aria nel nostro territorio significa infatti bloccare sul nascere eventualiinvestimentiproduttivi.

Un impegno dell’Amministrazione Comunale in questo senso diventa fondamentale affinché le areeartigianali e quelle a vocazione industriale del nostro territorio diventino appetibili per l’insediamento dinuoveattività.

In particolare va pensato un sistema di incentivie sgravi sul fisco e sui costi di insediamento per quelle nuove realtà industriali che lavorino in settori riconducibili ai corsi universitari offerti nella sede UNIBO di Ravenna

Per lo sviluppo del settore manifatturiero sono prioritarie la realizzazione di infrastrutture adeguate e una profonda rivisitazione delle aree artigianali presenti nel territorio, alla luce dell’attuale stato in cui versano a seguito della grave crisi che stiamo vivendo. L’appetibilitàdelleareesi basa anche sui servizi presenti sia

ai fini imprenditoriali, sia in termini di servizi alle persone che vi lavorano. Vanno ripensati anche l’arredo e la manutenzione del verde, che non possono essere considerati aspetti marginali rispetto al loro sviluppo.

Con l’approvazione da parte del Governo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si sono fissate le basi per guardare al futuro, oltre all’attuale stato emergenziale.

Analoga cosa è quanto mai opportuno che si faccia anchelocalmente,andandoadeterminarefuturesceltestrategiche che diano vere e proprie opportunità di sviluppo economico al nostro territorio. Ci riferiamo nuovamente al progetto messo in campo dalla Regione Emilia Romagna, e cioè realizzare quella ZonaLogistica Semplificata che nella sua attuale stesura prevede, per Ravenna ed il suo Porto, delle importanti aree di espansione logistica – produttiva tema che abbiamo trattato nel capitolo Territorio -Urbanistica eInfrastrutture.

Sicurezza e contrasto all’abusivismo

Su questo tema siamo convinti che occorrerebbe una nuova azione legislativa, poiché non è più pensabile che le polizie locali restino avulse dal sistema dell’ordine e sicurezza pubblica. L’obiettivo ovviamente dovrebbe essere quello di aumentareillivellodicontrollodelterritorio, incidendo anche su quella percezionediinsicurezzache rappresenta un’alterazione della realtà inaccettabile per gli operatori e frustrante per i cittadini.

Nell’ottica di aumentare la sicurezza, reale e percepita, va perseguita la politica di infrastrutturazione delterritorio con sempre più adeguati impianti di videosorveglianza, nei punti strategici e nei luoghi sensibili nelle aree artigianali, nel forese e nei lidi. L’installazione di questi sistemi, a nostro parere, per l’importanza rivestita (anche in funzione degli sviluppi tecnologici, che permettono ad esempio la verifica automatica delle targhe, dell’assicurazione e della revisione) deve avere la priorità anche nei confronti dell’installazione di nuovi autovelox.

Una città che ha 8 siti UNESCO, deve vedere una presenza maggiore delle Forze dell’Ordine sia nella loro prossimità, sia in tutto il centro storico. La percezionediunterritoriosicuropassa anche dalla presenza visiva e attiva sul territorio dei vari organi di Polizia. Ci rendiamo conto della vastità territoriale del nostro Comune, ma questo non può essere la giustificazione. Progetti e azioni devono essere pensati e messi in campo.

In tema di abusivismova continuato il proficuolavoroestivo nei lidi e nel litorale, ma occorre implementare le azioni di contrasto all’abusivismo in tutti i centri del Comune nella logica di perseguirel’affermazionedellaculturadellalegalità.

Confartigianato, congiuntamente a Cna, ha firmato anni fa un Protocollod’Intesaperilcontrastodell’abusivismo ai danni dell’artigianato, che riteniamo abbia tutta la dignità per diventare qualcosa di più. Nel periodo di lockdown abbiamo registrato e denunciato anche pubblicamente che, mentre le nostre imprese erano chiuse, le attività abusive hanno continuato a lavorare senza nessun tipo di controllo effettivo. Ciò è stato profondamente ingiusto. Ha danneggiato aziende e lavoratori regolari, provocando anche gravi rischi rispetto alla salute e alla sicurezza di tutte le persone coinvolte.

La nostra Associazione persevererà su questo tema, che riteniamo non debba essere considerato un problema marginale e continuerà, da una parte a pungolare in modo pressante l’Amministrazione Comunale, e dall’altra a riconoscere, anche pubblicamente, quando le attività di contrasto all’abusivismo danno dei

risultati. Perché l’abusivismodistruggeaziendeepostidilavoro,eledefortementelafiduciadellepersoneinunaSocietànellaqualeleregolesonorispettate.

Welfare

Nel nostro Paese, nel 1951 c’era meno di un anziano per ogni bambino, oggi, ce ne sono 5. E’ un dato che sottolinea come in questi sessant’anni siano migliorate qualità e aspettativa di vita, ma che ci pone anche l’obbligo di adottarepolitichechedianounaconcretarispostaaibisognicrescenti ediversidellepersone.

Il welfare, oggi, non deve essere più visto solo come un aiuto necessario alle persone anziane, ai disabili e alle famiglie con figli piccoli, ma come un concreto contributo allo sviluppo economico della società e allarealizzazionelavorativadellepersone.

In questi anni, infatti, il deciso innalzamento dell’età pensionabile e la modificazione dell’offerta di lavoro, che ha visto l’incremento esponenziale di mansioni con orari sempre più flessibili ed estesi anche ad aperture prolungate e giornate festive, ha messo in serie difficoltà le famiglie di imprenditori e lavoratorichesitrovinoa doveraccudireiproprianziani eancoradipiùquelleconbambini.

Riteniamo che su questo fronte siano molteplici le azioni che possano essere messe in campo dagli EntiLocali, non con gli effimeri ‘bonus bebè’, bensì fornendo servizi sempre più flessibili, con orari e giornate diapertura allargate. E’ necessario uno sforzo di fantasia e di riorganizzazione, ma riteniamo non sia piùpossibile rimanere ancorati a schemi che non riescono più a garantire un livello di servizio adeguato, percosti e per orari, a chi non può permettersi o non vuole rinunciare al proprio lavoro per diventare caregivera tempo pieno.

Senzaricambiogenerazionale,unasocietàinvecchiaedeperisce,propriocomeun’aziendasoffreechiude.

Su questo tema si gioca, in definitiva, una delle grandi partite che coinvolgono il futuro della nostra società:perché per far ritrovare alle giovani coppie la felicità di formare una famiglia ed avere dei figli, occorre togliere quell’insicurezza che oggi pende su di loro come una spada di Damocle, cioè il dubbio “possiamopermettercelosenzaperdere il nostro lavoro?”.