Piattaforma Angela Angelina (foto di repertorio)

“Ravenna assume un ruolo straordinario sia nella transizione energetica italiana, sia nella difesa intransigente delle nostre imprese e dei 4000 dipendenti che vi lavorano”

“A chi reclama la dismissione della piattaforma ‘Angela Angelina’ – afferma il candidato dell’Edera Giannantonio Mingozzi -, va detto che è una esplicita richiesta approvata più volte dalle istituzioni ravennati e quindi da ottemperare per motivi di distanza dalla costa e di esaurimento delle funzioni; ma quello che non è corretto è addebitare all’industria dell’oil&gas il fenomeno della subsidenza, che si verifica anche laddove non vi sono attività estrattive né piattaforme. Al contrario – continua il candidato Pri -, come dimostrano ad esempio le piattaforme ‘Garibaldi’ in Adriatico, per la loro attività non si avverte alcun riflesso di subsidenza nè nel ‘cono’ interessato nè sulla costa, come è dimostrato scientificamente. E’ sbagliato, quindi, fare di tutta l’erba un fascio – continua Mingozzi -, tra erosione, subsidenza e fragilità della spiaggia; in realtà gran parte delle risorse per il ripascimento e per gli interventi di difesa della costa provengono proprio dall’industria dell’offshore che da qualche anno è chiamata a versare ai comuni tasse consistenti, e vi incidono fenomeni climatici naturali che coinvolgono il mondo intero e dobbiamo essere sempre di più preparati a difendere coste ed attività economiche, e non serve prendersela con l’industria dell’energia. Anzi – conclude il candidato dell’Edera -, l’aumento delle bollette e le risorse inutilizzate di gasmetano dovrebbero far capire a tutti che l’Italia ha riserve e capacità notevoli di produzione in proprio di metano domestico per renderci più autonomi dal mercato internazionale e dal ricatto dei prezzi, così come abbiamo tecnologie all’avanguardia per la difesa dell’ambiente in tutte le industrie operanti. Per questo Ravenna assume un ruolo straordinario sia nella transizione energetica italiana, che sarà lunga e complicata, sia nella difesa intransigente delle nostre imprese e dei 4000 dipendenti che vi lavorano e che si aggiornano costantemente con il contributo dell’Università e di ogni possibile innovazione”.