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“La nostra città è aperta, inclusiva e progressista e dovrà esserlo sempre di più”

“Il prossimo weekend i ravennati e le ravennati andranno a votare per decidere come sarà la Ravenna del futuro. Come Giovani Democratici registriamo con dispiacere che nell’ultima settimana di campagna elettorale, momento decisivo per chiarire ai cittadini e alle cittadine la propria visione per la comunità, la destra ravennate ha scelto di organizzare eventi con personaggi come il senatore della Lega Pillon e il leader del Popolo della Famiglia Adinolfi, portavoci di un pensiero – afferma Renald Haxhibeku, detto ‘Ronnie’, Giovane Democratico e candidato nella lista Partito Democratico per De Pascale Sindaco – retrogrado, bigotto e patriarcale che non ha nulla a che spartire con la nostra città. Ravenna è aperta, inclusiva e progressista e dovrà esserlo sempre di più”.

“Ricordo che sia Pillon che Adinolfi” afferma Haxhibeku “Sono gli ideatori ed organizzatori dei Family Day, dimostrazioni che dal 2007 portano in piazza le istanze dell’integralismo più becero, che da anni ostacola l’avanzamento dei diritti civili in Italia – continua il Giovane Democratico -. Si sono opposti alle unioni civili, all’aborto e sono tra i responsabili dell’ostruzionismo che sta impedendo al parlamento di approvare una legge di civiltà come il Ddl Zan. Pillon è il firmatario di uno dei disegni di legge più sessisti nella storia recente del nostro Paese. È quello del complottismo sulle lobby gay e il sostenitore dell’idea che le donne siano le sole a doversi occupare dei compiti di cura.

Come Giovane Democratico e candidato nella lista del Partito Democratico a sostegno di Michele de Pascale sono orgoglioso di portare avanti una visione di Ravenna profondamente alternativa a questa ideologia fondata sulla discriminazione e lo stereotipo. Nel programma che ho scritto con i Giovani Democratici, consultabile sul nostro sito www.giovanidemocraticiravenna.it, proponiamo che il Comune si attivi perché in tutte le scuole di Ravenna, dalle elementari alle superiori, vi sia una vera e propria educazione alla tolleranza. È qui, nelle classi, che abbiamo la responsabilità di insegnare ai cittadini e alle cittadine di domani che siamo liberi di amare, di essere noi stessi, senza la paura costante di essere esclusi, insultati e picchiati. Ci dispiace constatare che la destra ravennate si presenta alle elezioni del 3 e 4 ottobre difendendo una visione medievale della società al posto di valori che dovrebbero essere trasversali alle forze politiche”.