Giorgia Meloni (FdI) stringe la mano al candidato sindaco Filippo Donati (Viva Ravenna)

La deputata di Fratelli d’Italia in città per sostenere la candidatura di Donati (Viva Ravenna)

Nella giornata di ieri, domenica 26 settembre 2021, Giorgia Meloni (FdI) è venuta a Ravenna (appena due giorni dopo il comizio di Matteo Salvini) per sostenere la candidatura a sindaco di Ravenna di Filippo Donati (Viva Ravenna).

Dopo aver parlato coi giornalisti, ha fatto visita alla Tomba di Dante e poi via in macchina a Rimini prima di tornare a Roma, si legge sulla pagina Facebook di Donati.

“Quando si è convinti di vincere comunque, allora si smette di governare e si gestisce solo il potere – ha detto la Meloni riferendosi alla situazione dell’Emilia-Romagna e anche di Ravenna – Questa città merita di più e questo lo capiscono tutti i cittadini di Ravenna. È una città che vanta 8 monumenti Unesco e custodisce la Tomba di Dante, sarebbe quindi una tappa obbligata nella direttrice turistica Firenze, Bologna, Venezia. Invece Ravenna è scollegata da tutto. Sulla carta Ravenna è una delle città più attrattive d’Italia invece i risultati sono sotto le aspettative per colpa delle amministrazioni di sinistra” ha affermato la Meloni.

Poi ha parlato di porto e mare sostenendo che Fratelli d’Italia “chiede da tempo che si istituisca un Ministero del Mare per valorizzare questa grande risorsa rappresentata dal fatto che l’Italia è una grande piattaforma nel mezzo del Mediterraneo e quindi potrebbe avere una funzione centrale nei commerci internazionali”.

“Turismo, Porto, Mare. Ci sono tantissime cose che un’amministrazione comunale può fare e invece questa amministrazione di sinistra non ha fatto, e a occhio non farà – ha concluso la Meloni -. Per cui auspichiamo che i cittadini di Ravenna abbiano un po’ di coraggio e provino a cambiare. A sperimentare quello che finora non hanno mai sperimentato. Cioè una buona amministrazione con i piedi per terra, di chi ha amore per la propria terra e la propria città e guarda con attenzione al futuro”.