Ancora polemiche politiche dopo le proteste al Porto di Ravenna

“Il PD ravennate non osi dare lezioni alla Lega. Soprattutto in tema di lavoro, di diritto alla legittima protesta e alla difesa di istanze dei lavoratori che dissentono da provvedimenti governativi. Difendere il diritto di sciopero non significa appoggiare i motivi dello sciopero ma tutelare la libertà di opinione e di espressione. Sembra invece che PD e sinistra questi principi li abbiano scordati e cambino opinione a seconda di chi protesta”. Così in una nota il coordinatore provinciale della Lega Lorenzo Zandoli e il consigliere regionale del Carroccio Andrea Liverani.

“Stupisce, infatti – scrivono i due -, che non ci siano levate di scudi da parte di sindacati e dei partiti della sinistra sugli idranti utilizzati oggi al porto di Trieste contro lavoratori e cittadini che manifestavano pacificamente il diritto a non essere discriminati sul lavoro. Proteste e manifestazioni consentite dalla nostra Carta costituzionale, ma negate solo a qualcuno. Tutti i Paesi civili e democratici osservano con stupore, e forse incomprensione, l’Italia, l’unico stato ad aver previsto il green pass per poter lavorare. Il ministro dell’Interno consente sbarchi continui di migranti irregolari senza controlli, quest’estate ha chiuso gli occhi sul ‘rave’ selvaggio a Viterbo, pochi giorni fa ha permesso a qualche esagitato dell’ultradestra di mettere a soqquadro la sede della Cgil romana, il tutto senza intervenire come avrebbe dovuto e potuto. E oggi usa gli idranti contro chi sciopera pacificamente? No, egregio signor Alessandro Barattoni, così non va. Siamo noi a chiedere al PD quando abbia deciso di abbandonare i lavoratori al loro destino e di sostenere un ministro dell’Interno che usa le maniere forti a fasi alterne. Per altro vorremmo ricordare che la Lega non è una caserma, contrariamente a un PD che sembra prendere sempre più spunti ideali dal regime comunista cinese. In Lega coesistono sensibilità, idee, posizioni diverse che alla fine trovano sempre la sintesi. Non prenderemo posizione rispetto al green pass e neppure condanneremo scioperi legittimi e pacifici. Crediamo che debbano essere esperite strade condivise di mediazione non solo per scongiurare un blocco delle attività che nessuno auspica, ma anche per venire incontro ai lavoratori che manifestano e protestano legittimamente”.