Hera, nel 2019 esattore della Tari

Gli avvisi recapitati da alcune settimane a numerose famiglie riguardano il periodo di imposta 2019.

Proprio quando impazza l’estate, piovono tasse. Sul territorio dell’Unione dei Comuni molti residenti hanno ricevuto avvisi di accertamento esecutivo per il pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, relativa all’anno 2019.

Numero e contenuto delle missive

Le lettere sono state inviate per recuperare in tutto o in parte le somme legate alla tassa che risultano non pagate nell’anno che ha preceduto lo scoppio della pandemia. All’epoca, le bollette relative alla Tari erano emesse da Hera. Il servizio poi è passato in capo all’Unione dei Comuni. Gli accertamenti spediti riguardano circa 5% delle 150.000 bollette emesse, corrispondenti alle circa 50.000 utenze attive, considerando che, nel 2019, la Tari era ripartita su tre rate. A motivare le verifiche è stato il buco di bilancio riscontrato che, nel periodo della pandemia, non è stato possibile colmare a causa della sospensione degli accertamenti prevista dai provvedimenti di sostegno legati alla pandemia. Ora però, terminato lo stato di emergenza, i controlli sono ripresi così come le notifiche.

Le perplessità dei cittadini

Da parte di molti dei cittadini, destinatari degli accertamenti, tante sono le perplessità. Alcuni si chiedono se effettivamente all’epoca le bollette sono state davvero spedite e se esista quindi una responsabilità a monte dell’ente riscossore, altri se si tratta di somme realmente non riscosse. Sicuramente in tanti preferiscono pagare piuttosto che passare in rassegna tutte le ricevute delle bollette onorate tre anni fa.

Le rassicurazioni dell’ente

Da parte dell’Unione della Bassa Romagna, nessun dubbio: nessuno paga o pagherà due volte. “Ci possono essere stati errori materiali dovuti alle più svariate casistiche, come la trascrizione sbagliata di una cifra o del codice di un comune – spiegano. “In quei casi si sistemano e si allineano le cose, ma non ci sono in nessun caso doppie riscossioni. E’ possibile anche che si sia verificato il mancato recapito di bollette. Per questo non viene applicata alcuna sanzione o interesse rispetto agli accertamenti se le somme vengono pagate entro 60 giorni. Il cittadino ha in ogni caso l’obbligo di conservare le bollette per cinque anni – sottolineano dall’Unione. “Se il cittadino che sostiene di aver pagato non ha nessuna ricevuta, il servizio Tari dell’Unione dei singoli comuni sono a disposizione per fare tutte le ricerche possibili nelle banche dati per risalire a quel pagamento”.