L’Emilia Romagna, nella graduatoria annuale delle regioni più attente al tema della “green economy”, si piazza in ottima posizione, poco al di sotto delle sempre attente e diligenti Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, come di consueto ai primi posti della classifica. È una graduatoria che segue abbastanza rigorosamente una linea parallela che va da nord a sud della Penisola dove, se a settentrione si fa particolarmente caso al tema della sostenibilità ambientale, spostandoci verso sud questo interesse viene sempre meno, così che la Sicilia, insieme a Campania e Puglia, si rivela essere, purtroppo, il fanalino di coda nel ranking finale. Ma questo dato indica chiaramente un fattore decisivo che incide sulla statistica finale, ossia la diseguale situazione economica del paese. Così, se a nord, più industrializzato, i cittadini non si creano grossi problemi a far valutare e cambiare la propria auto, a sud si tende a portare la propria quattroruote fino al termine del suo cammino. Fortunatamente, qualche passo avanti si sta facendo anche grazie all’acquisto di auto usate da parte di aziende private.

L’Emilia Romagna quindi, in tema di green economy e sostenibilità ambientale rientra fra le virtuose, confermandosi all’avanguardia non solo nelle infrastrutture presenti nel territorio ma anche in costante evoluzione dal punto di vista della tecnologia. Ecco allora che a Ravenna, ad esempio, si tiene il 16 di giugno un incontro volto a sensibilizzare il cittadino e renderlo partecipe del lavoro svolto in ambito comunale. Inoltre, dopo la pausa invernale, dal 29 maggio fino al 27 settembre tornerà attivo il bus navetta che collegherà Ravenna e Cervia all’aeroporto di Bologna, con nuove fermate intermedie, così da permettere a sempre più cittadini di poter usufruire di un servizio pubblico non solo comodo per tutti coloro che eviteranno di lasciare la propria automobile parcheggiata all’aeroporto per giorni e giorni, ma anche dal forte impatto ambientale, considerato che solo l’anno scorso oltre duemila passeggeri hanno usufruito del servizio.

Inoltre, sempre più utenti in possesso di smartphone promuovono con più o meno consapevolezza la sostenibilità ambientale, usufruendo dei servizi di car-pooling e car-sharing. Fra i già famosi come BlaBlaCar fa la sua comparsa anche Webcity, app 100% made in Emilia, che a differenza del già citato e ben noto BlaBlaCar investe la sfera urbana e non i lunghi spostamenti. Le novità di questa app sono davvero tante e soprattutto riguardanti proprio l’ambito della mobilità sostenibile. Se già i servizi pooling e sharing avevano dato una bella “scossa” nella sensibilizzazione dei cittadini, Webcity sembra esserne l’evoluzione perfetta ed intelligente. Chissà che in breve tempo non riesca a conquistare tanti cittadini non solo in Italia ma anche all’estero. Da scaricare immediatamente nel proprio cellulare e mettere subito in uso. Provare per credere!