Gianluca Benzoni (LpRa) riporta la segnalazione di un cittadino

“Una nota dolente di molti sistemi sanitari e strutture mediche non è la mancanza di professionalità tecnico-scientifica oppure la capacità di assicurare servizi, magari anche di eccellenza, ma qualcosa di più sottile; è lo scarso livello di empatia, di accettazione verso il malato e in alcuni casi, la totale assenza di rispetto verso i familiari”, è quanto afferma in una nota stampa Gianluca Benzoni, consigliere di Lista per Ravenna, che prosegue: “Non vogliamo assolutamente fare di tutta l’erba un fascio, ma proprio in questi giorni, ho ricevuto una segnalazione con preghiera di pubblicazione da parte di un cittadino rammaricato per il trattamento ricevuto da un medico.

 

La persona riporta quanto segue: ‘……un  mio familiare è ricoverato in Oncologia in fase terminale per calcinoma renale, con metastasi nei polmoni.

Il 29/10/2013 avevamo prenotato la visita dal nefrologo per oggi 13/10/2014 (un anno dopo), alle 11:30 di questa mattina il mio familiare ha chiesto di essere accompagnato dalle infermiere al reparto. Giunti sul posto, il medico asseriva che non lo avrebbe visitato in quanto il paziente era già ricoverato presso la struttura sanitaria, e la richiesta che riportava la dicitura visita era sbagliata e andava sostituita con una nuova che riportasse la parola consulenza, lo stesso poi, si è dileguato velocemente.

Ho dovuto chiamare la direzione sanitaria per segnalare il comportamento del medico; in seconda battuta la direzione sanitaria ha preso in mano la situazione ed ha risolto definitivamente il problema, ma questo non giustifica il trattamento ricevuto’.

 

Oltre ad augurare un grande in bocca al lupo al cittadino e a tutta la famiglia – continua Benzoni – che in questo grave momento sta soffrendo, vorrei ringraziare pubblicamente la direzione sanitaria per il pronto intervento.

 

Ciò non toglie però, la grande amarezza nell’apprendere che l’atteggiamento di un termine letterario all’interno di una richiesta di visita specialistica possa compromettere la visita stessa a prescindere dallo stato di gravità ed urgenza”.