Tampone Covid-19 (foto di repertorio Shutterstock)
Tampone Covid-19 (foto di repertorio Shutterstock)

L’attività di indagine del dipartimento di Sanità Pubblica.

Ausl Romagna interviene sui due focolai di positività al Covid riscontrati nel ravennate in un’azienda agricola e in una di logistica.

In merito alle notizie degli ultimi giorni relative a cluster di casi di positività a Covid-19 nella provincia di Ravenna, è bene precisare che, al momento, non sussistono su questo territorio particolari motivi di preoccupazione per la cittadinanza.

Dall’inizio dell’epidemia non si è mai arrestata l’attività di indagine del dipartimento di Sanità Pubblica per individuare e porre rapidamente in isolamento i casi positivi al virus responsabile del Covid-19.

Nell’ultimo mese alla attività di screening sui soggetti con sintomi e su coloro che sono stati a contatto stretto con casi positivi si è aggiunta l’esecuzione di tamponi ai soggetti rientrati in Italia dopo viaggi all’estero e più recentemente l’esecuzione di tamponi a determinate categorie di lavoratori identificati a maggior rischio (logistica e lavorazione carni). Ogni volta che viene rilevato un caso positivo tutti i suoi contatti, familiari, amicali e lavorativi vengono a loro volta sottoposti a tampone.

A seguito dell’individuazione il 13 luglio di un caso positivo in una persona dipendente di un’azienda agricola è stato sottoposto a tampone tutto il personale dell’azienda riscontrando altri casi asintomatici. L’ultimo caso di questo focolaio è stato individuato il 19 luglio.

Così è accaduto anche in un altro focolaio che ha interessato un’azienda del settore logistica dove, a seguito dello screening sono stati individuati alcuni positivi il 23 luglio scorso.
I due focolai risultano dunque sotto controllo già da diversi giorni e circoscritti pur restando all’attenzione del Servizio per la sorveglianza sanitaria come avviene sempre.

Naturalmente questo lavoro di continuo monitoraggio e vigilanza sul territorio mirato a mettere in atto tutte le possibili misure per limitare la diffusione dei virus applicando i protocolli previsti dalle linee guida nazionali e regionali, prosegue costantemente unitamente ai programmi di screening previsti dalla Regione sui settori lavorativi a maggior rischio”.