Foto di repertorio

La richiesta di Gianfranco Spadoni (vice-presidente di Lista per Ravenna, delegato alla Sanità)

Riportiamo di seguito l’interrogazione con cui Gianfranco Spadoni (vice-presidente di Lista per Ravenna, delegato alla Sanità) chiede a Michele de Pascale, di assumere iniziative per aiutare economicamente coloro che vogliano intraprendere un percorso di formazione da Oss (Operatore Socio-Saniatrio), ma che non possano finanziariamente permetterselo.

“Una delle professioni attualmente centrali in campo sociale è l’OSS, Operatore Socio-Sanitario, qualifica rilasciata dai centri professionali abilitati. Con l’allungamento della vita, sono sorte necessità assistenziali a cui l’OSS può dare risposta compiendo mansioni atte a fornire soccorso specializzato ai pazienti nelle attività della vita quotidiana, collaborando anche col personale infermieristico. Oltre alla parte pratica, svolta direttamente in ospedale e in strutture socio-assistenziali riconosciute (450 ore), è quindi indispensabile che le ore dei corsi OSS dedicate alla teoria (550), per igiene, elementi di pronto soccorso, tecniche di base riabilitativa, nozioni sanitarie di base, organizzazione delle attività, psicologia, ecc., siano svolte da istituti e centri particolarmente preparati.

Attualmente, questi corsi sono organizzati dal centro professionale “Scuola Angelo Pescarini Arti e Mestieri” di Ravenna, al prezzo di iscrizione di 2.700 euro, inaccessibile, per molti potenziali candidati,  anche se meritoriamente rateizzato dalla Scuola. Fino a qualche anno fa, la Regione Emilia-Romagna, che detiene competenze esclusive nel campo della formazione professionale, ne finanziava l’iscrizione gratuita, visto l’interesse pubblico a promuovere il più ampio accesso ad una qualifica professionale di grande utilità sociale. Richiesti particolarmente a seguito della lunga emergenza pandemica, i nuovi OSS si inseriscono infatti rapidamente nel mondo del lavoro. Ora però la Regione ha sospeso l’erogazione di tali fondi.

Servirebbe perciò che le persone impossibilitate a farsi carico del costo di iscrizione ai corsi ricevessero un sostegno dell’amministrazione pubblica, che potrebbe per esempio consistere, nel caso di soggetti con redditi ISEE inadeguati, in una specie di “prestito d’onore”, da rimborsare una volta assunti nel lavoro. Oltre alla Regione, interessati a provvedere potrebbero essere la Provincia o i Comuni stessi, per i propri rispettivi cittadini.

Abbiamo dunque chiesto al sindaco di Ravenna, in quanto anche presidente della Provincia, nonché della Conferenza socio-sanitaria dell’AUSL Romagna, di assumere le dovute iniziative affinché questo problema, finanziariamente modesto per le casse pubbliche, ma rilevante sul piano sociale, abbia rapida soluzione. A seguito dell’interrogazione question time depositata ieri, ci sarà data risposta nel prossimo consiglio comunale del 13 ottobre”.