L'infermiera Giovanna Giubelli, la prima operatrice ad essere vaccinata contro il Covid a Ravenna
L'infermiera Giovanna Giubelli, la prima operatrice ad essere vaccinata contro il Covid a Ravenna

Ieri in Romagna vaccinati 225 operatori sanitari.

Primo tassello alla lotta contro la pandemia. Anche in Romagna, come in tutta la regione è partita ieri la prima giornata di vaccinazione contro il Covid rivolta al personale sanitario che, in tutti questi mesi è stato impegnato in prima persona ad affrontare il subdolo virus.

Nella giornata di ieri sono stati vaccinati in Romagna 225 operatori. Questa prima tranche dell’esercito dei professionisti è composta da 48 medici ospedalieri, 1 medico di medicina generale, 1 medico delle Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), 1 direttore del laboratorio di biologia, 10 dirigenti di profilo sanitario, 130 infermieri, 3 ostetriche, 9 assistenti sanitari, 2 tecnici di laboratorio, 1 tecnico di radiologia, 1 fisioterapista e 18 Oss (Operatori socio sanitari). Questi primi vaccinati sono stati individuati sulla scorta del ruolo che ricoprono nella gestione dell’infezione da covid 19. Si tratta in particolare dei vaccinatori, di coloro cioè che poi si occuperanno di effettuare le ulteriori vaccinazioni.  

I primi a ricevere le dosi del vaccino sono stati la dott.ssa Giovanna Giubelli, infermiera, per la sede provinciale di Ravenna; la dottoressa Emilia Biguzzi, assistente sanitaria a Forlì, per la sede provinciale di Cesena/Forlì; per la sede provinciale di Rimini il dottor Carlo Biagetti responsabile rischio infettivo Ausl Romagna e medico delle malattie infettive all’ ospedale Infermi, dopo di lui il dottor Corrado Paolizzi, medico di famiglia

 Dopo la forte valenza anche simbolica della giornata di ieri, da inizio gennaio, partirà in Romagna un ulteriore step di vaccinazione che contemplerà il resto del personale sanitario, nonchè gli ospiti e gli operatori delle Cra. Per effettuare le vaccinazioni a questi ultimi saranno creati dei team che si recheranno nelle strutture stesse.

 Per il personale sanitario continueremo a prevedere dei punti di vaccinazione e verosimilmente ve ne saranno di ulteriori rispetto agli attuali tre. Uno di questi ulteriori punti sarà allestito a Forlì, dove stiamo interagendo con l’Amministrazione locale per definire modi, tempi e location anche in relazione alle esperienze che trarremo oggi. Ma ne stiamo valutando anche altri.

Dopo questo secondo step per operatori e strutture, il Ministero sta lavorando alla vaccinazione della popolazione generale, per la quale ci organizzeremo non appena vi saranno le relative linee guida. Si parla del mese di febbraio.

“Quello di ieri è un momento molto importante – ha chiosato il direttore generale di Ausl Romagna,  dottor Tiziano Carradori -. Dopo dieci mesi di lotta finalmente abbiamo a disposizione un’arma ‘non spuntata’ per combattere questa malattia che ha fatto tante vittime, provocato tanto dolore e che ancora sta mettendo a dura prova la tenuta del servizio sanitario nazionale. Ci aspettiamo ed auspichiamo che l’adesione sia alta, soprattutto tra il personale sanitario ma anche tra i cittadini. E’ un gesto di grande responsabilità verso noi stessi, le nostre famiglie, ma anche le nostre comunità. A livello personale mi vaccinerò non appena possibile”.

Il commento del sindaco di Ravenna Michele de Pascale

In occasione del VaccineDay il sindaco Michele de Pascale si è recato al Pala De Andrè per assistere alle prime vaccinazioni contro il Covid-19, rivolte a 70 operatori sanitari. 

La Provincia di Ravenna – commenta de Pascale – ha sempre dimostrato grande consapevolezza in termini di adesione alla campagna vaccinale e sono certo che anche in questa circostanza sarà di esempio per tutta Italia.

È assolutamente giusto cominciare con la somministrazione del vaccino dagli operatori sanitari, gli anziani e le persone più deboli. È stata una grandissima emozione assistere alla somministrazione delle prime dosi e, come tutti, non vedo l’ora che venga il mio turno, lo considero un grande gesto di responsabilità verso noi stessi e verso l’intera comunità”.