Indice Rt regionale a 1,05. Da domani, sabato 9 gennaio, bar e ristoranti chiusi

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato la nuova ordinanza che modifica il colore, e di conseguenza le misure restrittive per limitare la diffusione del Covid-19, di alcune regioni.

In base al monitoraggio della Cabina di regia del ministero alla Salute e dell’Istituto superiore di sanità sul periodo tra il 28 dicembre e il 3 gennaio, l’Emilia-Romagna, come già preannunciato dall’assessore Donini che aveva riportato il dato dell’indice Rt a quota 1,05 (quello nazionale è 1,03), è tra le regioni a passare in fascia arancione. Assieme a lei Calabria e Lombardia, entrambe con Rt superiore a 1, e Sicilia e Veneto, che hanno richiesto direttamente il cambio di fascia.

Da lunedì quindi l’Emilia-Romagna passa in zona arancione, ma già da domani, sabato 9 gennaio, entrano in vigore le limitazioni ‘arancioni’, attive nel weekend in tutta Italia.

Il commento del Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini

L’annuncio della nuova ordinanza è stato commentato con favore dal Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini sul proprio profilo Facebook: “I dati odierni confermano che dalla prossima settimana saremo in zona arancione, insieme alle altre grandi regioni del nord ed alcune del sud, per un totale di quasi trenta milioni di persone. I parametri più restrittivi introdotti dal Governo servono a proteggere il nostro Paese dalla nuova ondata che ha già investito altri Stati europei, che hanno dovuto assumere misure drastiche per tutto il mese di gennaio e, in alcuni casi, per febbraio.

È alla luce di questi elementi e delle valutazioni assunte dagli esperti regionali e nazionali della sanità che oggi con la Giunta, dopo aver sentito i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti di Provincia, abbiamo ritenuto di dover posticipare l’apertura in presenza delle scuole superiori, mentre saranno aperte materne, elementari e medie. Si tratta di una decisione difficile, molto sofferta, anche alla luce del lavoro importante e condiviso con prefetti, aziende di trasporti e ufficio scolastico regionale, fatto nelle settimane scorse per potenziare e riorganizzare i trasporti (prevedendo oltre 500 bus aggiuntivi al giorno), i turni di ingresso e di uscita, le misure ulteriori di tracciamento e screening per tutta la popolazione scolastica.

Ma la cosa che pesa di più è chiedere un altro sacrificio ad una generazione di ragazze e ragazzi che avrebbe tutto il diritto di frequentare la scuola, di vivere pienamente il rapporto con compagni e insegnanti, di apprendere al meglio e di socializzare pienamente.

Non ho mai pensato che la scuola sia un servizio “sacrificabile”, né che la didattica a distanza possa sostituire quella in presenza. Ho però la responsabilità di conciliare interessi e beni primari, questo sì. E se gli esperti mi spiegano che i contagi potrebbero ulteriormente aumentare e i posti letto Covid e di terapia intensiva riempirsi ulteriormente, allora ho il dovere di assumere anche provvedimenti impopolari. Vale per la scuola, su tutto, e vale anche per quelle attività economiche sospese, purtroppo, a causa del virus (per le quali chiederemo al governo ristori certi, cui aggiungeremo entro febbraio 40 milioni di euro di ristori regionali).

Il nostro impegno per fermare i contagi, per rispondere al meglio con le cure alle persone malate, per vaccinare, finalmente, ha anzitutto l’obiettivo di salvare le vite delle persone. Ma anche quello di poter presto ricostruire una condizione di normalità per tutti. Teniamo botta, come diciamo da queste parti, insieme ce la faremo e ne usciremo”.

I provvedimenti in vigore da domani, sabato 9 gennaio

Oltre alle limitazioni già attive in zona gialla, tra le quali la chiusura di teatri, musei, palestre e centri benessere, da domani, sabato 9 gennaio, saranno chiusi anche bar e ristoranti, con asporto consentito fino alle 22. Vietati gli spostamenti tra regioni e, a parte alcune eccezioni, anche tra comuni.

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