I dubbi: non si poteva partire con altre scelte? “Candidature” di altre sedi ritenute non idonee. Per l’affitto del palazzetto pagati in tre mesi 210mila euro

Continua a tenere banco il tema del Pala De André come centro per le vaccinazioni anti Covid. In scadenza il 31 marzo scorso, il contratto con il gestore è stato prorogato dall’Ausl. Le varie motivazioni sono state illustrate dal direttore generale dell’Azienda, Tiziano Carradori, nella risposta inviata al question time di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna.

Per il proseguimento della campagna si erano candidate altre strutture: il Cinema City (per 37.500 euro al mese in totale); la sala da ballo di Amare Ravenna (10.300 euro) e il Grand Hotel Mattei (24.000). Le opzioni non sono state ritenute in linea con le esigenze organizzative attuali, visto che il potenziamento del piano vaccinale ha reso superati i requisiti richiesti dal bando. E’ stata sondata anche la possibilità di uno spazio all’Esp ma l’area, ancora grezza, necessita di allestimento, spiega l’Ausl. La quale “sta valutando la possibilità di dotarsi di una struttura di proprietà da allestire presso l’area ospedaliera”.

Morale: “per i prossimi mesi, l’attività vaccinale proseguirà presso l’attuale sede”, per un prezzo, dal 1° aprile, “comparabile alle altre sedi”. Per gennaio, febbraio e marzo l’affitto della struttura è costato 210mila euro più Iva. Ora il prezzo, è stato spiegato, scenderà, in virtù del venir meno delle spese di riscaldamento.

Rimane comunque un fatto: Forlì e Rimini da subito hanno scelto sedi vaccinali di minori dimensioni e costo. E in molti si chiedono se non fosse stato possibile partire subito con altre scelte anche per Ravenna: come il Pala Costa, il Palazzetto del Villaggio del Fanciullo, ogni palestra, lo stadio e i locali annessi, i cinema, i musei, Classis in testa; comunque ogni attività di grandi dimensioni chiusa per Covid: meglio un affitto che nulla, e la sanità pubblica avrebbe risparmiato. Certo, il Pala Mauro de André sta servendo bene allo scopo: ma 70 mila euro al mese sono stati ritenuti eccessivi da molti. Addirittura da parte del Comune è stata prorogata di oltre un anno al gestore privato anche la concessione che era in scadenza. In tanti si chiedono: non era possibile azionare qualche tutela per l’ente per lo stato di necessità da pandemia? Dopo tutto il palazzetto sarebbe stato comunque chiuso e non avrebbe incassato 1 euro. Il tema è più ampio, e riguarda il ruolo della politica: se vuole fare il bene della collettività deve compiere scelte innovative, deve governare l’emergenza non rincorrerla.

Per ora resta il Pala De André. Un suggerimento. Si sono manifestate file esterne come è normale che sia: sarebbe necessario predisporre sedute, in particolare a beneficio degli anziani.