Una signora ringrazia il team che l’ha salvata. “Questi messaggi  – sottolinea Marco Neri, uno degli infermieri che l’hanno soccorsa – ci danno la spinta per andare avanti”

Una lettera, poche righe ma sufficienti per esprimere un concentrato di stima e gratitudine. A riceverla è stato uno degli operatori del 118 di Faenza, Marco Neri, per uno dei tanti interventi effettuati. Uno dei tanti per lui ed il team di cui fa parte ma non per chi ne ha bisogno. “…la vostra tenacia e la vostra professionalità mi ha donato una seconda vita…. – si legge quasi in calce alla lettera inviata da una signora di Brisighella soccorsa davanti al suo negozio di fiori nel marzo scorso. I sintomi in breve si sono trasformati in un infarto, divenuto poi arresto cardiaco. Neri, insieme ai colleghi, è intervenuto con il defibrillatore ed ha insistito, una, due, tre e tante altre volte fino a quando, la signora, dopo ore è arriva all’ospedale di Ravenna, viva. “Sono viva grazie a voi. Non potrò mai dimenticare quello che avete fatto per me”, scrive alla fine della sua lettera recapitata a mano, nella sede del 118, una mattina di qualche giorno fa. Neri era appena smontato dal turno di notte, stanco e – come scrive nel post pubblicato sulla sua pagina facebook – “un po’ frastornato”.

Il commento di Neri

“Quando ho letto quelle righe mi sono sentito felice – sottolinea. “Messaggi come quello ti danno la spinta ad alzarti e ad affrontare anche 12 ore di lavoro. Sono “defibrillazioni” per l’anima. A volte, alcuni colleghi quando sono giù di corda dicono che fanno questo lavoro solo per arrivare al 27 del mese e ritirare lo stipendio. Ma non è vero.  Nulla può sostituire un abbraccio od un sorriso”. Marco ha dedicato la lettera ricevuta dalla signora “a tutti i sanitari che ogni giorno dedicano le loro energie, lasciando i propri problemi da parte, con professionalità e umanità per la salute psico fisica degli altri senza mai tirarsi indietro mai”.

La situazione post Covid

Negli ultimi due anni connotati dalla pandemia, sono stati tanti gli attestati di stima ricevuti. “Ora la situazione si è normalizzata – continua Neri. “Ci sono ancora alcuni casi di Covid ma grazie ai vaccini non si manifestano più in forme gravi. Nei periodi più intensi in tantissimi ci hanno supportato. I ristoratori ad esempio ci portavano del cibo dal momento che anche le mense non erano preparate a gestire un aumento di attività così importante. Fronteggiavamo tutti qualcosa di assolutamente nuovo e abbiamo cercato insieme di affrontare al meglio quei mesi complicati, fatti di turni saltati e infiniti e di macchine aggiuntive per fare fronte a tutte le richieste. In quella situazione è emerso quanto è importante fare squadra. Sono state tante – sottolinea – le persone che ci hanno ringraziato. Alcuni ci hanno definiti super eroi ma a me non piace. Facciamo tutti il nostro lavoro e cerchiamo di farlo al meglio in modo equilibrato. Il trucco è non esasperare alcune situazioni e andare sempre avanti. Sai che sei in prima linea e davi fare il massimo in qualsiasi condizione. In quei mesi – conclude – abbiamo imparato a comunicare con gli occhi, bypassando la mascherina, e a farli sorridere”.