L’avvio della pratica è stato curato dall’unità operativa di ortopedia e di traumatologia del presidio ospedaliero di Ravenna, con gli interventi protesici che, a fine 2022, raggiungeranno quota trecento

L’inizio della chirurgia robotica ortopedica nell’Ausl Romagna, come affermato in una nota, è avvenuto nel 2021, a cura dell’unità operativa di ortopedia e di traumatologia del presidio ospedaliero di Ravenna, diretta dal professor Alberto Belluati. Nel mese di febbraio dello stesso anno, il gruppo operativo di chirurgia ortopedica costituito, del quale fanno parte tutti i professionisti coinvolti all’interno del percorso di cura del paziente, ha tracciato i punti salienti del progetto. Come cardini del progetto, durante una conferenza stampa con argomento proprio questo tipo di chirurgia, sono state individuate la tecnica innovativa ed il percorso del paziente, partendo dalle informazioni in riunioni dedicate alla patologia, arrivando all’organizzazione del ricovero e dell’intervento chirurgico, fino al post ricovero; con gli obiettivi che sono raggiungibili solamente attraverso le sinergie tipiche del lavoro di equipe multidisciplinare e multiprofessionale.

Entro la fine di quest’anno, prosegue la nota, nell’ospedale di Ravenna saranno realizzati trecento interventi protesici con assistenza robotica, di cui circa sessanta svolti da parte delle equipe ortopediche afferenti al dipartimento osteoarticolare che hanno aderito al progetto, ossia Faenza, Forlì e Lugo.

Preme porre l’accento su quanto si rivelino fondamentali l’ascolto e l’informazione del paziente, continua la nota, in un contesto sempre più vicino all’utente che si può sintetizzare, in quello che è il processo di umanizzazione delle cure. Notevole è stato l’impegno verso la formazione dei chirurghi ortopedici, poiché l’unità operativa di ortopedia del “Santa Maria delle Croci” rappresenta un centro hub per la tecnica innovativa. I vantaggi dell’assistenza robotica sono stati ampiamente dimostrati ed hanno, pertanto, permesso l’avvio di tale progetto.

Bimestralmente, sono programmati degli incontri multiprofessionali e multidisciplinari, nei quali, tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura, hanno incontrato i cittadini, così da fornire spiegazioni utili allo scopo di dare rassicurazione, aggiunge la nota. Tali incontri si sono dimostrati molto utili e molto apprezzati dagli utenti coinvolti, aumentando, in modo rilevante, il grado di soddisfazione, e migliorando il livello della qualità percepita. Il personale infermieristico della sala operatoria, il giorno precedente l’intervento chirurgico, incontra coloro che nella giornata successiva saranno sottoposti all’intervento, al fine sia di favorire la conoscenza degli stessi, sia di svolgere un’attività di counseling. In tale sede, è consegnato un questionario che il paziente compilerà e che consegnerà alla dimissione, in modo da valutare la qualità percepita durante tutto il percorso di cura. La presa in carico avviene in maniera globale e coinvolge tutto il percorso, partendo dalla candidatura all’intervento alla dimissione, durante la quale sono programmati e pianificati dei controlli follow-up, con lo scopo di verificare le condizioni cliniche a distanza. Per migliorare ulteriormente la qualità di questo processo, e per valutarne i risultati, in collaborazione con l’università di Bologna, è stato avviato lo studio “Quarob”, attraverso la raccolta e l’analisi degli esiti funzionali e della qualità della vita riferiti dai pazienti stessi. Lo studio prevede la raccolta dati prima dell’intervento, nell’immediato postoperatorio e, ciclicamente, durante il follow-up ambulatoriale, con l’obiettivo di valutare l’impatto dell’intervento sulla qualità della vita del paziente.

Fondamentale tassello per la realizzazione del progetto pilota avvenuto nell’unità operativa di ortopedia e di traumatologia di Ravenna, sono state le valutazioni, in termini di costi, tramite il supporto di un ingegnere gestionale, afferente alla direzione medica, continua la nota. Di particolare rilevanza è stata la formazione di tutto il personale, sia medico che infermieristico, il quale ha svolto, costantemente, formazione, al fine di affinare le competenze in termini chirurgici e in termini tecnico-professionali. Inoltre, è stata eseguita la pianificazione del percorso organizzativo con un particolare riguardo all’organizzazione strutturale, e, all’interno dell’unità operativa, sono state identificate delle camere di degenza nelle quali saranno accolti i pazienti sottoposti a chirurgia robotica.

Dopo l’avvio nell’unità operativa di ortopedia e di traumatologia di Ravenna, avvenuto, appunto, nel 2021, il progetto è stato esteso a livello del dipartimento osteoarticolare, del quale il professor Alberto Belluati è direttore, prosegue la nota. Questo significa che, i cittadini del territorio dell’Ausl della Romagna, possono avere il medesimo accesso alle cure, indipendentemente, dal presidio ospedaliero di afferenza. Sono stati attivati tutti i percorsi tra presidi ospedalieri dell’ambito dell’Ausl della Romagna, con la collaborazione dei servizi di pre-ricovero, di anestesia, e di fisiatria, centrale dei trasporti secondari, per far sì che a tutti i cittadini possa essere garantita la stessa offerta di cura. Essendo il “Santa Maria delle Croci” il centro hub dove sono poste le apparecchiature robotiche, l’intervento avviene nel blocco operatorio della città bizantina, ma i chirurghi di ambiti differenti possono eseguire gli interventi all’interno della struttura menzionata. Il ricovero avviene nell’unità operativa di ortopedia e di traumatologia di Ravenna e, in seconda giornata, il paziente viene, poi, trasferito nell’ortopedia di appartenenza. Tale progetto si è potuto realizzare grazie alla collaborazione, a tutti i livelli, col personale medico e infermieristico di tutte le discipline coinvolte; e con la collaborazione della direzione generale e delle direzioni mediche ed infermieristiche dei presidi ospedalieri afferenti all’Ausl della Romagna, che ne hanno facilitato l’attuazione a tutti i livelli, dalla gara aziendale per l’aggiudicazione, completata in tempi rapidissimi e presa a modello da altre strutture ospedaliere italiane, fino alla messa a disposizione delle strutture logistiche e delle risorse umane, in tempi altrettanto brevi per poter essere immediatamente operativi.

Il track mobile, posizionato nel parcheggio dell’ospedale di Ravenna, infine, sarà presente anche nella mattinata di oggi, sabato 29 ottobre, coi cittadini che potranno accedere per assistere ad una simulazione di impiego della chirurgia robotica protesica, conclude la nota.

In merito alla chirurgia robotica nell’Ausl della Romagna, si è così espresso Raffele Donini, assessore regionale: “I criteri con cui, a livello regionale, viene autorizzato l’utilizzo di particolari tecnologie, come in questo caso la robotica, si fondano su due presupposti, ossia la formazione dei professionisti e l’adeguatezza dei volumi e del modello organizzativo predisposto dalla struttura che li ospita. Nel caso dell’ortopedia e della traumatologia di Ravenna, da cui è partita l’esperienza in Romagna, questi presupposti erano ben presenti entrambi. L’ottima formazione dei professionisti e un modello organizzativo impostato, in primo luogo, sulla presa in carico del cittadino, dalla fase pre-operatoria alla riabilitazione sul proprio territorio di residenza. Questo modello ha permesso di arrivare, in un anno, a trecento interventi, con tempi superiori alla media regionale. Anche per questa esperienza maturata in Ausl Romagna, così come per le altre eccellenze che caratterizzano la sanità regionale, siamo tornati ad essere la prima regione per mobilità ed attrattività. Ora, stiamo procedendo celermente al recupero degli interventi chirurgici programmati e sospesi per la pandemia e per il rispetto dei livelli ottimali sui tempi di attesa delle prestazioni chirurgiche”, ha concluso Donini.

Anche Michele de Pascale, sindaco di Ravenna, si è espresso in merito al tema, con le seguenti affermazioni: “I risultati presentati sull’impiego della chirurgia robotica ortopedica, confermano il livello di eccellenza dell’ospedale di Ravenna e della rete osteoarticolare realizzata in Ausl Romagna, sia per qualità delle prestazioni, ma anche in termini di umanizzazione del percorso di cura. Un percorso che va a rafforzare il disegno complessivo che abbiamo voluto per la sanità romagnola, ossia uscire dai campanilismi locali e fare rete per assicurare ai nostri cittadini e alle nostre cittadine la migliore qualità delle cure. Un traguardo che è stato raggiunto attraverso l’importante gioco di squadra messo in atto, in primis, dai professionisti e dalle professioniste di Ausl Romagna, a cui va tutto il nostro ringraziamento”, ha concluso il primo cittadino di Ravenna.