La figura dell'”Ifoc” arriva nella casa di comunità della frazione ravennate

L’infermiere di Famiglia o di Comunità arriva a Marina di Ravenna grazie ad un accordo di cooperazione sottoscritto tra Ausl Romagna ed Eni che prevede l’avvio di un progetto sperimentale finalizzato al miglioramento dell’assistenza primaria all’interno della Casa di Comunità di Marina di Ravenna attraverso l’impiego della figura dell’infermiere di Famiglia e di Comunità.  Si tratta di una iniziativa a carattere sperimentale nell’ambito della salute di prossimità, in linea con l’attuazione degli interventi previsti dal PNRR e con le direttrici di intervento di Eni a livello globale in ambito di supporto a programmi di promozione della salute delle comunità.

Nello specifico, il progetto sperimentale consiste nel facilitare l’assistenza a pazienti affetti da malattie cronico-degenerative – in particolare presso la CdC di Marina di Ravenna – avvalendosi dell’impiego della figura dell’infermiere di famiglia o  di  comunità (IFoC),  e andando a rafforzare il sistema assistenziale sul territorio, promuove una maggiore accessibilità all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria e facilitare l’integrazione delle diverse figure professionali.

“La figura dell’Infermiere di Famiglia o di Comunità – spiega il Dott. Mauro Taglioni Direttore della Direzione Infermieristica e Tecnica Azienda USL Romagna – è il  riferimento per tutta la popolazione e  agisce attraverso interventi diretti e indiretti che hanno come destinatari la persona e la famiglia. La sua funzione è operare per una presa in carico a garanzia della continuità assistenziale, con attività dirette sulle persone assistite, in ambulatorio o a domicilio, facilitando inoltre il percorso della presa in carico favorendo la  collaborazione tra le figure professionali e i servizi sociosanitari. E’ un professionista inserito nella comunità, in grado di creare una relazione di fiducia con gli individui che la compongono per promuoverne la salute e consentire loro di raggiungere il più elevato stato di benessere possibile”.

Questo importante progetto di assistenza ai malati cronici, illustra Filippo Uberti – Responsabile Salute Eni – è un ulteriore elemento che si aggiunge alle collaborazioni che Eni ha con la sanità regionale come il progetto che si sta portando avanti con il 118 per la gestione della salute delle persone che operano sulle piattaforme.

“Ringraziamo Eni per la disponibilità e l’attenzione presentata nella condivisione e promozione di questo progetto – aggiunge la dr.ssa Roberta Mazzoni direttore del Distretto Ravenna – Un progetto che va ad arricchire la rete dei servizi territoriali avendo come  peculiarità quella di rafforzare il nuovo modello infermieristico applicato all’assistenza domiciliare e ambulatoriale favorendo la  proattività di intervento in sinergia con i Medici di Medicina generale, specialisti ambulatoriali, assistenti sociale ecc,  nella presa in carico della persona e del suo contesto famigliare. Di particolare rilievo, risulterà essere l’impegno nei confronti delle rete di comunità e nel sostegno a progetti di welfare comunitario”.

Il partenariato tra Eni ed AUSL della Romagna è stato sancito attraverso la sottoscrizione ad aprile di un accordo di cooperazione, per una durata di quattro anni.