Michela Mancinelli, biologa nutrizionista, Terme di Punta Marina
Michela Mancinelli, biologa nutrizionista

Michela Mancinelli, nutrizionista in forze alle Terme di Punta Marina, fa il punto sull’equilibrio tra dieta e salute

Alimentazione e sport, in una parola, salute: incontriamo Michela Mancinelli, biologa nutrizionista in forze alle Terme di Punta Marina che ci apre le porte del suo studio per approfondire il suo profilo e tutto ciò che riguarda il suo ruolo. Figlia di un cardiologo che l’ha sempre appoggiata nel suo percorso, è dal padre che ha imparato i fondamenti del mestiere.

Michela, innanzitutto raccontaci del tuo percorso professionale.

Io sono biologa nutrizionista, ho preso la laurea a Ferrara e ho fatto la specialistica a Bologna. Ho la laurea in scienze biologiche, scienze biomolecolari cellulari, e alimentazione ed educazione alla salute. Il mio percorso a livello di scelta di questo lavoro nasce dal fatto che da quando ero bambina ho fatto sempre sport. Ho praticato e insegno tuttora scherma e il connubio alimentazione e sport è una cosa meravigliosa. E’ stato quasi spontaneo per me scegliere questo percorso a livello lavorativo, per poter aiutare le persone ad alimentarsi nella quotidianità ma anche nello sport.

Di quali tipi di pazienti ti occupi?

Mi occupo di scelte alimentari per chi fa sport, sia a livello professionale che amatoriale come coloro che vanno in palestra o che vanno a correre per mantenere uno stato di salute adeguato. Vedo pazienti di ogni tipo: dal paziente senza patologia che vuole perdere peso perché ha uno stile di vita completamente sbilanciato, al soggetto che ha patologie comuni, per esempio di tipo intestinale, pazienti che hanno patologie più serie a livello cardiovascolare per esempio, o il diabete di tipo due.

Qual è più nel dettaglio il tuo metodo di approccio coi pazienti?

Il mio mood di lavoro si basa anche sull’insegnare alla persona a mangiare. La persona che viene da me per perdere peso avrà una dieta ipocalorica ma alla fine del percorso avrà anche imparato a fare le giuste scelte e avere la consapevolezza di cosa introduce nello stomaco.

Come trasmettere loro il messaggio al meglio possibile?

Io adoro le metafore: ai miei pazienti dico sempre che ognuno di noi ha un corpo che è una Ferrari, ma se dentro ci mettiamo la benzina della motocicletta, la Ferrari non va avanti. Bisogna fare in modo che tutti gli ingranaggi del nostro corpo funzionino bene. In passato, Ippocrate diceva: “fa che il cibo sia la tua medicina”. Molte patologie possono essere prevenute attraverso uno stile di vita il più equilibrato possibile e il cibo è una giusta medicina per patologie veramente molto gravi.

Dal punto di vista personale, cosa ti piacerebbe esplorare di nuovo nell’ambito nutrizionale?

Il mio percorso si lega gioco forza al ruolo del medico gastroenterologo: mi piacerebbe approfondire tutto ciò che lega la nutrizione alle patologie gastrointestinali, il legame tra alimentazione e sistema gastroenterico è ovviamente profondo. Anche la connessione tra le emozioni, e quindi problemi psicologici come ansia o stress che vengono mandati direttamente a livello intestinale. Anche la stessa anoressia o la bulimia, purtroppo molto comune, sono tutte patologie che partono dalla mente. Quindi mi incuriosirebbe cercare di capire qual è questo legame che c’è tra l’intestino e il cervello.