Gabriele Raimondi, presidente dell'Ordine degli psicologi dell'Emilia-Romagna

L’iniziativa vuole fornire un aiuto concreto per l’equilibrio e per il benessere psicologico alle persone che hanno vissuto le alluvioni dell’anno scorso e che rischiano una cronicizzazione del disagio psicologico

Dopo il successo della prima edizione, illustra una nota, dalla giornata di oggi, giovedì 18 aprile, riparte “Vivere meglio”, progetto interamente finanziato dall'”Enpap”, l'”Ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli psicologi”, in collaborazione, quest’anno, con la “Fimmg”, la “Federazione italiana medici di medicina generale”, che promuove l’accesso alle terapie psicologiche per ansia e per depressione. L’iniziativa è aperta a tutte le persone, sebbene, ai cittadini che hanno vissuto un evento traumatico come quello delle ultime alluvioni dell’Emilia Romagna, della Toscana e delle Marche, quest’ultima regione colpita per due anni consecutivi, nel 2022 e nel 2023, verranno offerti gratuitamente circa milleseicento interventi completi di consulenza psicologica o psicoterapia. In queste aree, infatti, le calamità hanno causato vittime, danni economici e, non ultime, difficoltà psicologiche diffuse con preoccupazioni tuttora presenti, che possono sfociare sia in disturbi cronici di ansia o di depressione, sia in malesseri fisici.

La seconda edizione del progetto denominato “Vivere meglio”, prosegue la nota, come specificato in precedenza, si avvale della collaborazione dei medici di medicina generale che, negli ambulatori delle zone alluvionate, vedono sempre più persone con malesseri psicologici anche importanti. A proposito, uno screening psicologico può essere effettuato, gratuitamente, sul sito web viveremeglio.enpap.it, sito che può anche essere consultato da tutti i cittadini per testare come sta il proprio benessere psicologico. Solo le persone che vivono nelle province interessate dalle alluvioni recenti, però, come prima spiegato, potranno accedere ai voucher per i trattamenti gratuiti con gli psicologi. L’utente potrà usare i buoni, prima, accedendo al sito web, poi, venendo indirizzato dallo psicologo più vicino alla zona di interesse. Infine, sul sito web, sempre in maniera gratuita, è possibile anche scaricare manuali di auto-aiuto e di psicoeducazione, opuscoli che, essendo redatti e aggiornati sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche, offrono un supporto concreto a coloro che li utilizzano. Contengono, infatti, indicazioni utili a gestire, da soli o con l’assistenza di uno psicologo, problematiche psicologiche molto comuni, tra cui stress, rabbia, ansia, disturbi del sonno e lutto, conclude la nota.

In merito all’interessamento del progetto dal titolo “Vivere meglio” nell’intervenire, dopo vari mesi, nelle zone duramente colpite dal maltempo, e in merito agli obiettivi dell’iniziativa, si è espresso Felice Damiano Torricelli, presidente dell'”Enpap”, con le seguenti parole: «Le tensioni generalizzate degli anni recenti hanno portato a un accresciuto bisogno di supporto psicologico e, tuttora, i servizi pubblici non riescono a fornirlo, lasciando coloro che non possono permettersi di pagare privatamente in una condizione di sofferenza e di svantaggio che si perpetua. E questi territori, nello specifico, hanno subito un ulteriore stress massivo collettivo con le alluvioni, che ha comportato un generale sconvolgimento dell’organizzazione della vita delle persone, peggiorandone drammaticamente la qualità. Oltre al disturbo da stress post traumatico, che è il disturbo più grave direttamente collegato al trauma, la reazione psicologica a questi stravolgimenti può portare a disturbi psicologici più o meno palesi che, in genere, sono transitori, ma che comportano, oltre al disagio soggettivo, un peggiore funzionamento della persona nella vita sociale, lavorativa e scolastica. In situazioni di stress ripetuto, questi disturbi possono, però, evolvere in disturbi emotivi cronici sempre più complessi da trattare. Ragion per cui abbiamo deciso di finanziare la seconda edizione di ‘Vivere meglio’, concentrandoci sulle aree alluvionate per gli interventi gratuiti degli psicologi, anche se alcuni dei servizi, come lo screening psicologico e i materiali per l’auto-aiuto, sono disponibili gratuitamente in tutta Italia. Non a caso, l’iniziativa ha lo scopo di aiutare le persone a ritrovare il loro benessere psicologico. Perché, dopo uno sconvolgimento di grande portata come quello di un’alluvione, così com’è successo dopo l’esperienza collettiva del Covid, le persone hanno bisogno di ridefinire un nuovo equilibrio nella loro vita. Quando la fase di emergenza finisce e l’attivazione solidaristica straordinaria termina, bisogna approdare a una nuova normalità, ma a volte ci si ritrova a dover fronteggiare situazioni di perdita con le quali non si sono fatti i conti. Non ci sono più alcune relazioni a cui si era abituati, a volte non c’è più la casa o il lavoro, sono cambiate le priorità, e gli stessi obiettivi di vita possono essersi stravolti. Riorganizzare la quotidianità è sempre complesso, ed è una grande fatica per la nostra mente, soprattutto se i motivi di stress e di preoccupazione continuano o a esserci o ad arrivano da altri fronti, come dalla nostra vita privata, dal lavoro, dallo studio e dalla società, come accade, poi, con le tensioni economiche e con le minacce di guerra di questo periodo. Dopo alcuni mesi di squilibrio, i disturbi dell’adattamento che non si compensano tendono a cronicizzarsi”, conclude Torricelli.

In merito al tema si è soffermato anche Antonio Pio D’Ingianna, coordinatore nazionale della “Fimmg” per il progetto intitolato “Vivere meglio”, con le seguenti affermazioni: “Abbiamo aderito in maniera entusiastica, perché noi medici di medicina generale siamo la prima interfaccia con le persone che accusano un malessere e, in questo momento storico, segnato anche da una crisi delle aggregazioni sociali e delle relazioni familiari, il malessere psicologico è una componente importante. Noi siamo corpo e mente, immersi in un sistema bio-psico-sociale. Nei territori colpiti dalle catastrofi alluvionali si avverte ancora più disagio. Per quanto riguarda i trattamenti contro l’ansia e la depressione nelle zone alluvionate, ogni medico di medicina generale, secondo la propria valutazione clinica, individuerà delle persone a rischio alle quali somministrerà dei questionari di screening rapido validati scientificamente, messi a disposizione dall’’Enpap’. Una volta avuto l’esito, le persone potranno essere inviate al collega psicologo con cui approfondiranno, sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico. I trattamenti psicologici possono avere diverse intensità, e noi medici di medicina generale avremo tutti i feedback sull’andamento dei trattamenti e sulle rilevazioni diagnostiche. Col progetto, che sperimentalmente vede lavorare insieme i medici di medicina generale e gli psicologi, preferibilmente nelle sedi dei medici di famiglia, intendiamo chiedere alle istituzioni la presenza di uno psicologo di famiglia, magari convenzionato col sistema sanitario nazionali, nelle équipe territoriali”, ha terminato D’Ingianna.

Infine, per quanto riguarda la seconda edizione del progetto dal titolo “Vivere meglio”, si è espresso Gabriele Raimondi, presidente dell’Ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna, con le seguenti parole: “Il progetto per l’Emilia-Romagna va ad inserirsi in continuità con altre azioni a sostegno delle popolazioni colpite dall’alluvione. Come Ordine, abbiamo sostenuto la comunità professionale nel garantire risposte ai bisogni psicologici dei cittadini grazie sia all’impegno del gruppo di lavoro dell’Ordine sull’emergenza, sia alla stretta collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. Costruire e implementare azioni di sistema in risposta ai bisogni, sia in emergenza che strutturali, si dimostra, ancora una volta, la scelta strategica migliore. Importante è anche sottolineare come la nostra comunità professionale, oltre che nei casi di emergenza, possa operare anche nel quotidiano per la promozione del benessere psicologico di tutte le cittadine e di tutti i cittadini”, ha concluso Raimondi.