Bambina indossa la mascherina chirurgica prima di entrare a scuola (foto di repertorio)

La raccomandazione dell’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini

“Negli ultimi 40 giorni l’età media dei contagiati si è notevolmente abbassata (circa 34 anni) e quasi la metà dei positivi rientra nella fascia che va dai 10 ai 29 anni. Diventa quindi centrale rivolgere particolare attenzione verso tutti coloro che frequentano scuole e università, a partire dall’applicazione dei protocolli. Continueranno poi le azioni di screening su insegnati e in generale sul personale scolastico (già 53 mila i sierologici eseguiti sui 90 mila previsti: dei testati 1.279 sono risultati positivi al sierologico e solo 11 al tampone), che vogliamo allargare, da fine settembre, anche ad alunni e studenti, compresi i genitori. In quest’azione di screening stiamo coinvolgendo anche farmacisti e medici di base (che inizieranno a eseguire i test sempre da fine settembre). L’obiettivo è quello poi di garantire fino a 20 mila tamponi al giorno (stiamo acquistando anche tamponi nasofaringei rapidi, con il risultato in 20 minuti). Se insorge un caso o un focolaio in un istituto scolastico, o anche in un’università, raccomandiamo di imporre l’obbligo della mascherina anche al banco (per i ragazzi dai 10 anni in su) per almeno 15 giorni, questo per attivare un’indagine epidemiologica che coinvolga l’intero plesso (con l’obiettivo di evitare la chiusura dell’intera struttura). Stiamo poi valutando l’acquisto di tecnologie di sanificazione dell’aria da installare in ogni aula”.

Questo, in sintesi, il contenuto dell’informativa dell’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, sugli aspetti sanitari della ripresa delle attività scolastiche dopo l’emergenza coronavirus in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Ottavia Soncini, in seduta congiunta con la commissione Cultura, scuola, formazione, Lavoro, sport e legalità, presieduta da Francesca Marchetti.

Valentina Castaldini di Forza Italia, relativamente alle azioni attivate dall’assessorato, ha parlato di “asticella alta”: “Questo approccio era dovuto, mi auguro si concretizzi”. Sullo stesso tema ha poi chiesto di coinvolgere in questi percorsi anche il sistema scolastico privato: “Non può essere escluso”. Ha anche sollecitato azioni di screening in tutti quegli ambiti, esterni alla scuola, che coinvolgono giovani.

Anche Katia Tarasconi (Pd), sull’azione dell’assessorato regionale, ha parlato di “piano ambizioso”: “L’unica cosa che si poteva fare in questa condizione, un ottimo lavoro, con l’obiettivo primario di non ricadere in una situazione emergenziale come quella che abbiamo vissuto”. Lia Montalti (Pd), nel ribadire l’eccezionalità di questa ripartenza scolastica, ha riferito della “centralità del tema scuola per il Partito democratico”: “Bonaccini fu il primo, già ad aprile, a chiedere al governo nazionale di inserire tra le priorità la riapertura delle scuole”. Vogliamo, ha aggiunto, “che la scuola riparta in totale sicurezza, prima di tutto a tutela di insegnanti e famiglie”.

Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini) ha ribadito la necessità di ripartire con la scuola in presenza, prima di tutto “per i nostri ragazzi che hanno pagato un prezzo particolarmente alto nella fase dell’emergenza”. “Si torna a scuola in sicurezza, anche se- ha sottolineato la consigliera- il rischio zero non esiste”.

Di parere opposto il consigliere Marco Lisei di Fratelli d’Italia: “A pochi giorni dall’inizio della scuola stiamo ancora discutendo su qualcosa che non esiste, siamo ancora in alto mare: mancano le mascherine, mancano i banchi, mancano i protocolli, mancano gli insegnanti”. Le Regione, ha aggiunto, “si è dovuta arrangiare, ponendo rimedio alle evidenti lacune emerse dal livello nazionale”. Il consigliere ha poi chiesto “di coinvolgere, in questa delicata frase, anche il privato”.

Federico Amico (Emilia-Romagna Coraggiosa) ha ribadito “l’impegno dell’assessorato per arrivare alla riapertura, non scontata, delle scuole”. Il consigliere ha però chiesto “maggiore chiarezza comunicativa nella gestione dei protocolli collegati all’attività didattica, con particolare attenzione alle persone con disabilità”.