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“La scuola in presenza non può e non deve esser una istituzione sacrificabile, neanche in una condizione eccezionale di pandemia quale quella che stiamo vivendo”.

Nonostante il rientro in classe di buona parte degli studenti, non si placa la protesta contro la didattica a distanza. Da Ravenna “Persone contro la Dad” è tra i firmatari della lettera inviata al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini dalla Rete nazionale composta dai diversi comitati territoriali nati spontaneamente e composti da circa 40.000 cittadini tra cui genitori, insegnanti e studenti.

“L’ennesima chiusura delle scuole avvenuta lo scorso 1 marzo è stata particolarmente discriminante – scrivono i firmatari – perché, a dispetto di un clamore mediatico del tutto infondato, i bambini e i ragazzi non sono affatto più esposti al virus, né lo trasmettono più di ogni altro gruppo d’età, ma anzi di meno, come del resto dimostrano tutti gli studi ad oggi disponibili e come indica lo stesso Istituto Superiore di Sanità , sulla base del parere dello European Centre for Disease Control & Prevention e come confermato dalla letteratura scientifica internazionale, e, più recentemente, anche da quella rivolta al territorio nazionale. L’Unesco ha certificato che l’Italia ha l’ennesimo triste primato a livello europeo: i giorni di scuola persa a causa del Covid. Negli altri paesi infatti è ben chiaro che la chiusura delle scuole, secondo le evidenze scientifiche attualmente disponibili, produce un beneficio marginale nella lotta alla diffusione del Covid, mentre lede fortemente i diritti dei minori”.

“Oramai – aggiunge anche Persone contro la Dad -, i danni di carattere psicologico e sociale dati dall’isolamento di bambini e ragazzi, quali conseguenze di un vero e proprio abuso della didattica a distanza, sono ben noti e documentati: lo strumento della Dad è risultato fallimentare in quanto inefficace per l’apprendimento, svilente, demotivante, limitante, discriminatorio e lesivo per bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento. Tutte queste evidenze che rappresentano soltanto alcuni degli aspetti più critici e dibattuti, sono già bastevoli per richiedere con urgenza la riapertura in sicurezza delle scuole di ogni ordine e grado. Siamo convinti del fatto che un paese senza scuola non abbia futuro. La scuola in presenza non può e non deve esser una istituzione sacrificabile, neanche in una condizione eccezionale di pandemia quale quella che stiamo vivendo”.

Anche Persone contro la Dad era a Roma sabato 10 aprile alla manifestazione nazionale che ha visto partecipare, tra gli altri, Fiammetta Borsellino, che ha detto queste parole: “Negando il diritto alla scuola, stanno uccidendo una seconda volta mio padre. Oggi il Governo sta facendo un favore alla mafia perché togliendo tanti ragazzini dallo sguardo degli osservatori scolastici, di fatto li rende intercettabili dal radar dei mafiosi”.