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Aumentata la soglia Isee che dà accesso ai benefici, in denaro e servizi, e l’importo unitario delle borse di studio

La cifra più alta mai stanziata, con oltre 33 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente anche grazie al supporto degli Atenei. Aumentata la soglia Isee che dà accesso ai benefici, in denaro e servizi, e l’importo unitario delle borse di studio. Maggiorazione del 20% dell’importo della borsa per più di 2.800 studentesse iscritte alle lauree Stem, materie scientifiche e matematiche. Già pagata il 10 novembre la prima rata a oltre 3.000 matricole dei corsi di laurea triennali e a ciclo unico. Alloggi: assegnati più di 3.600 posti letto, altri 800 in corso di realizzazione, in un piano complessivo da 16,6 milioni di euro

La Regione Emilia-Romagna accelera sul potenziamento del diritto allo studio universitario e mette sul piatto, per l’anno accademico 2022-2023, la cifra record di 135.000€, per una platea più ampia di beneficiari.

Nello scorso anno accademico, quello del 2021-2022 erano, infatti, 26.395 gli iscritti agli atenei regionali risultati idonei ai benefici del diritto allo studio erogati da “Er.Go”; mentre, quest’anno, saliranno a 27.155, ossia il 2,9% in più, con un incremento di risorse pari a 33.300.000€, per far sì che il 100% di loro riceva i benefici stabiliti.

Un investimento importante, il più alto di sempre per la giunta di viale Aldo Moro, necessario per far fronte al forte aumento del fabbisogno finanziario, pari al +32,7%, conseguente sia alle norme di attuazione del Pnrr, sia alla scelta della Regione di ampliare al massimo la platea dei beneficiari.

Questo obiettivo è stato raggiunto anche grazie agli atenei che, complessivamente, hanno contribuito, con 1.000.000€, a testimonianza di come il diritto allo studio sia un valore condiviso tra le istituzioni del territorio.

Per andare incontro alla crescente domanda di sostegno e per puntare su una regione sempre più inclusiva e più attrattiva a livello nazionale e internazionale, la giunta regionale, cogliendo l’opportunità indicata dal Pnrr ha, infatti, deciso, la scorsa estate, di aumentare l’isee per l’assegnazione della borsa e dei servizi a 24.335,11€; e, in corrispondenza di questo aumento della soglia per i benefici, gli atenei emiliano-romagnoli hanno innalzato anche la propria no tax area.  

Più alto anche l’importo unitario della borsa di studio, ossia 6.157,74€ per gli studenti fuori sede; 3.598,51€ per gli studenti pendolari; e 2.481,75€ per gli studenti in sede, con la previsione di ulteriori incrementi del valore della borsa sia per chi si trova in maggiori difficoltà economiche, sia per le studentesse iscritte alle lauree “Stem” (abbreviazione di “Science, technology, engineering and mathematics”). Per queste ultime, la maggiorazione dell’importo della borsa è del 20%, e ne beneficeranno, in Emilia-Romagna, più di 2.800 studentesse.

Il punto sulle politiche regionali per consentire al maggior numero possibile di giovani di raggiungere i più alti gradi dell’istruzione, con una particolare attenzione agli studenti meritevoli con minori possibilità economiche, è stato fatto in una conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri, lunedì 19 dicembre, a Bologna, da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, e da Paola Salomoni, assessora regionale all’università. Hanno partecipato, in presenza o collegati da remoto, anche i rettori degli atenei con sede in Emilia-Romagna, tra cui Paolo Andrei, rettore dell’università di Parma; Carlo Adolfo Porro, rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia; Laura Ramaciotti, rettrice dell’università di Ferrara; e Federico Condello, delegato per gli studenti e per le studentesse dell’università di Bologna, in rappresentanza di Giovanni Molari, rettore dell’UniBo.

Per quanto riguarda le risorse, l’investimento diretto della Regione Emilia-Romagna attraverso “Er.Go”, l’azienda regionale per il diritto agli studi superiori, vale, complessivamente, 42.600.000€, compresa la spesa per i servizi, di cui 9.000.000€ sono a valere sul fondo sociale europeo. A questi finanziamenti, si sommano ulteriori 26.000.000€, erogati attraverso la tassa regionale per il diritto allo studio.

Anche quest’anno, poi, si aggiunge il contributo di 1.000.000€, reso disponibile, come spiegato in precedenza, dalle università emiliano-romagnole, in misura proporzionale al numero dei beneficiari di borsa di studio iscritti a ciascun steneo e della relativa spesa.

Tra le leve nazionali che portano al raggiungimento del 100% degli idonei, è presente quella del “Fis” (abbreviazione di “Fondo integrativo statale”), per cui la Regione ha ricevuto 37.500.000€, risultando la prima regione per riparto in Italia grazie alle azioni virtuose degli anni precedenti, grazie al coinvolgimento delle università e grazie all’integrazione dei servizi. Analogamente, la Regione ha ottenuto la quota importante di 27.900.000€ dal Pnrr, a parziale compensazione degli aumenti previsti per questo anno accademico.

L’Emilia-Romagna, inoltre, si è aggiudicata la fetta più sostanziosa a livello nazionale in entrambi i riparti, per una quota complessiva, composta dalla somma di “Fis” e di Pnrr, dell’11,7%. In totale, dunque, si contano 135.000.000€ per il potenziamento del diritto allo studio nell’anno accademico 2022-2023, 33.300.000€ in più rispetto ai 102.000.000€ mobilitati nel 2021-2022, che già aveva visto un incremento di 4.500.000€ rispetto a quello precedente.

Infine, un’altra novità del nuovo anno accademico a vantaggio dei beneficiari delle borse di studio è l’anticipo al 10 novembre del pagamento, in precedenza avveniva entro il 31 dicembre, della prima rata alle matricole dei corsi di laurea triennali, dei diplomi di primo livello e delle lauree a ciclo unico, come previsto dalla normativa nazionale. Sono state più di 3000 le matricole delle università regionali che hanno ricevuto, da “Er.Go”, la prima rata a inizio novembre.

Concernente alla situazione abitativa universitaria, invece, l’attuale disponibilità, su tutto il territorio regionale. è di 3628 posti letto per gli studenti. Di questi, più di 1600 sono a Bologna. Per l’anno accademico 2022-2023, rispetto all’anno precedente, sono aumentati di 74 unità il numero di posti letto nel territorio bolognese, attraverso convenzioni col Comune di Bologna e con “Acer”, e con la fondazione “Ceur”. Inoltre, è stata aperta, a Ravenna, la residenza “Santa Teresa”, avente 25 posti letto.

Per quanto riguarda gli investimenti per l’edilizia universitaria, la Regione, assieme ad “Er.Go”, è impegnata ad allargare l’offerta di posti letto, proprio per dare una risposta a quei 624 studenti in tutta l’Emilia-Romagna che, al momento, non hanno potuto avere la disponibilità del posto letto.

Attualmente, gli interventi già ammessi ai cofinanziamenti ministeriali e in corso di realizzazione porteranno sul territorio più di 780 posti letto, di cui più di 600 previsti a Bologna, 75 previsti a Reggio Emilia, e 87 previsti a Parma. Un numero tale da coprire il fabbisogno al momento ancora scoperto.

Inoltre, sono state candidate al bando ministeriale, scaduto a maggio scorso, proposte per un totale di 545 posti letto a Bologna, a Ferrara, a Modena, a Reggio Emilia, e a Parma. Complessivamente, i cofinanziamenti regionali tra interventi candidati o in corso di realizzazione ammontano a 16.630.000.

In merito al potenziamento del diritto allo studio universitario da parte della Regione, si sono espressi Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, e Paola Salomoni, assessora regionale all’università, con le seguenti parole: “Il diritto allo studio è tra le priorità del programma di mandato della giunta, e lo dimostrano le risorse stanziate, che continuiamo ad aumentare, per far sì che tutte le studentesse e tutti gli studenti idonei possano usufruire della borsa di studio. Mai come in questo anno accademico sono state investite così tante risorse per finanziare, completamente, il fabbisogno di borse di studio, che è aumentato del 30% rispetto all’anno scorso. Tra le tante novità di quest’anno, siamo particolarmente soddisfatti della maggiorazione riservata alle studentesse delle lauree ‘Stem’, che scontano ancora, purtroppo, una ridotta presenza. Il sistema universitario dell’Emilia-Romagna, grazie anche allo straordinario lavoro dei nostri atenei, che ringraziamo per il supporto, si dimostra sempre più capace di attrarre i giovani da fuori, un onore ma anche una sfida per testimoniare che, chi viene a studiare e chi studia in Emilia-Romagna, ha la sicurezza di trovare il massimo dei benefici che gli spettano. Questo impegno va anche nella direzione che abbiamo delineato nel nuovo progetto di legge sui talenti, perché, più della metà di queste borse, sono destinate a studenti fuori sede e, quindi, lavoriamo proprio sul diritto allo studio come forte leva di attrattività”, hanno concluso Bonaccini e la Salomoni.