Il refettorio e le cucine dello studentato universitario "Santa Teresa" di Ravenna

La vita al “Santa Teresa” di Ravenna raccontata dai fuorisede che hanno scelto la città romagnola per la loro formazione

Da casa di riposo a residenza universitaria. Una metamorfosi che ha come protagonisti sia lo studentato “Santa Teresa”, il primo in assoluto a Ravenna che, da questo anno accademico, ospita venticinque studenti fuorisede, sia la fondazione “Opera di Santa Teresa del bambino Gesù”, l’ente caritatevole che ha voluto e che ha reso possibile questa trasformazione. Tradizionalmente impegnata nel sociale a servizio di anziani e di bisognosi, ha riconosciuto nell’esigenza di alloggio di tanti studenti uno dei nuovi bisogni del tempo attuale. Per dare risposta a questo bisogno, ha, quindi, messo a disposizione i propri spazi nel cuore della città romagnola.

L’ente ha potuto contare sull’immediata disponibilità della Regione Emilia-Romagna che, tramite “Er.Go”, l’azienda regionale per il diritto agli studi superiori dell’Emilia-Romagna, ha integralmente recuperato lo stabile e ha fornito gli arredi e gli accessori. Il progetto, inoltre, è stato raccontato in un approfondimento curato dall’agenzia di informazione e comunicazione della giunta regionale, e, dalla giornata di oggi, giovedì 27 aprile, è disponibile online, sul link del sito web della Regione Emilia-Romagna https://regioneer.it/studenti-ravenna.

Ad aprire le porte dello studentato e a descrivere come si svolge la vita al suo interno sono Lucia Parigi, Mira Perghem, Giacomo Masarotti, Aisha Ashfaq, Simona Perta e Martina Concas, alcuni delle ragazze e dei ragazzi che ci abitano. È, invece, Luciano di Buò, vicedirettore della fondazione “Santa Teresa”, a spiegare come nasce l’idea di offrire le proprie strutture, una volta destinate ad accogliere anziani e bisognosi, ai fuorisede.