Il ginkgo biloba è sopravvissuto alla bomba di Hiroshima ed è ospitato a Montaletto, con tanti alunni degli istituti cervesi che l’hanno visitato per conoscere la sua storia

Nel mese di maggio, alcune classi delle scuole primarie “Burioli”, “Canevaro”, “Carducci” e “Deledda”, tutte di Cervia, hanno visitato il parco Rondano Dondini di Montaletto, aderendo all’invito dell’amministrazione comunale della città del sale e conoscendo la storia di “Pacifico”, un albero speciale. 

Per gli alunni, e anche per i loro genitori, per i docenti della scuola primaria “Buonarroti” della frazione cervese (tra l’altro adiacente al parco Rondano Dondini), e per tutta la comunità, infatti, come affermato in una nota, è motivo di grande orgoglio poter ospitare e poter prendersi cura dell’arbusto, donato alla città di Cervia dal sindaco di Aalen, paese tedesco gemellato con la città del sale, attraverso “Mayors for peace”. Si tratta, infatti, di una pianta di seconda generazione, nata dai semi degli alberi sopravvissuti a Hiroshima, città del Giappone, al lancio della bomba atomica avvenuto nel 1945. Il piccolo albero, di tipo ginkgo biloba, è stato piantato nel 2015 dagli alunni della scuola “Buonarroti” insieme all’amministrazione comunale cervese e all’Associazione “Monticulum”, diventando, così, simbolo di pace per l’intera comunità, conclude la nota.

I piccoli visitatori e i loro insegnanti sono stati accolti dagli alunni della classe quinta della scuola della frazione, che hanno narrato loro la storia di “Pacifico” con le seguenti parole: “La presenza di Pacifico nel nostro parco, infatti, si lega anche all’esperienza che noi alunni di classe quinta abbiamo la possibilità di vivere ogni anno, facendo quasi un salto nel passato, per conoscere di persona una realtà molto diversa dalla nostra, che ha lasciato un segno profondo. Infatti, ogni anno, nei giorni che precedono l’entrata in vigore del Trattato per la proibizione delle armi nucleari, stipulato il 22 gennaio, e la Giornata della memoria, ricordata il 27 gennaio di ogni anno, abbiamo la possibilità, attraverso un collegamento con Hiroshima, di ‘incontrare’ un’hibakusha,  colei che è sopravvissuta alla bomba atomica che, con la sua presenza, ci dona delle lezioni di vita vera. Da tantissimi anni, infatti, diversi hibakusha,  si prodigano instancabilmente come volontari a trasmettere la loro esperienza, soprattutto alle nuove generazioni, con l’obiettivo di stimolarle a farla conoscere ai familiari, agli amici e ai conoscenti. Con grande energia e con coraggio continuano a raccontare cos’è successo durante lo scoppio della bomba atomica, e anche nei giorni successivi, della forza che hanno dovuto fare emergere per poter aiutare le altre persone colpite dalle terribili radiazioni e del fatto che i ragazzini, durante la Seconda guerra mondiale erano costretti a lavorare, invece di andare a scuola. Il secondo conflitto mondiale è molto lontano da noi, dal nostro modo di vivere, ma attraverso le loro parole abbiamo immaginato gli orrori che quei cittadini hanno vissuto in prima persona, e abbiamo provato tutti angoscia per ciò che è successo. Era la mattina del 6 agosto del 1945, quando l’aeronautica militare statunitense sferrò il primo attacco atomico sganciando la bomba, soprannominata ‘Little boy’, sulla città nipponica di Hiroshima. Tre giorni dopo, il 9 agosto del 1945, fu il turno di Nagasaki, e qualche giorno dopo terminò la Seconda guerra mondiale. Si tratta di uno degli eventi bellici più tragici e negativi dell’intera storia dell’umanità. Per fortuna, nel bel mezzo della catastrofe, la natura non mancò di rispondere, dimostrando come la vita prevalga sempre. Infatti, in tutta Hiroshima, sono rimasti tredici esemplari di ginkgo biloba, sopravvissuti alle tremende radiazioni. Noi, oggi, siamo orgogliosi di avere nel nostro parco questo meraviglioso albero cheabbiamo voluto proprio chiamare ‘Pacifico’, e che ci è stato donato nel 2015 da Aalen, città tedesca gemellata, dal 2011, con Cervia. Il nostro ‘Pacifico’ rimane un testimone silenzioso di quegli avvenimenti, e abbiamo avuto la possibilità di circondarlo con un piccolo percorso sensoriale che ci permette di evidenziare la sua missione di pace. Finché ci saranno bambini attorno a lui, ci sarà speranza per il futuro, perché noi siamo piccoli ma stiamo gettando le basi per un domani migliore, siamo il ponte tra i ricordi di ciò che è avvenuto e tra le azioni che cambieranno in meglio la nostra società. Anche al giorno d’oggi siamo circondati da Paesi in guerra, e seppure non viviamo queste tragedie personalmente, siamo consapevoli che certi eventi siano profondamente sbagliati. Si dice che il peggior nemico dell’uomo sia l’uomo stesso, e purtroppo, ascoltando quest’anno la testimonianza importante della signora Teruko Yahata, ne abbiamo avuto la conferma. Noi oggi non riusciamo a capire come mai nonostante ci siano stati questi terribili accadimenti, gli uomini continuino a creare distruzione e morte. Fortunatamente, l’animo umano ha anche la possibilità di cambiare le cose, e ciò che viene impresso nella mente, ora, dovrà essere un monito per il futuro, per un domani, per tutti noi. L’esperienza di oggi ci ha insegnato che si può essere migliori. Questo pensiero ci ha anche spinto ad aderire al ‘Movimento internazionale della gentilezza’, e quindi, dallo scorso anno, la nostra scuola è stata proclamata ‘Scuola gentile’, proprio perché crediamo che veicolare i valori come la gentilezza, l’ottimismo, il perdono, la gratitudine e la felicità possano portare un reale benessere a noi stessi e alla nostra comunità, per creare un mondo migliore”, hanno concluso gli studenti della scuola cervese.