Opera di Santa Teresa, inaugurati i nuovi alloggi universitari

Venerdì è stato presentato l'ampliamento con la nuova ala che aumenta la capacità ricettiva da 25 a 42 posti

Sono iniziati giovedì 1 ottobre i festeggiamenti per le Giornate di Santa Teresa, promosse dall’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna. Nel giorno dedicato alla sua patrona, Santa Teresa di Gesù Bambino, alle 18.30, nella chiesa di Santa Teresa è stata celebrata la Santa Messa presieduta da mons. Michele Morandi, vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana, alla presenza di numerosi fedeli. Al centro dell’omelia del vescovo è stata la “via della piccolezza”, tratto comune della spiritualità di Santa Teresa del Bambino Gesù e del venerabile don Angelo Lolli, fondatore dell’Opera di Santa Teresa.

L’inaugurazione della nuova ala dello Studentato Santa Teresa

Le Giornate di Santa Teresa sono proseguite venerdì 2 ottobre, con un secondo importante appuntamento: l’inaugurazione della Residenza San Giuseppe da Copertino, la nuova ala dello Studentato Santa Teresa. L’ampliamento consente all’Opera di aumentare la propria capacità ricettiva, passando dagli attuali 25 a 42 posti destinati agli studenti universitari. L’appuntamento si è aperto alle 17.30 con la Santa Messa celebrata nella chiesa di Santa Teresa dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, per poi proseguire con la presentazione del progetto nell’Agorà di Santa Teresa (l’ex teatrino dell’Opera) e il taglio del nastro con la visita dei locali dello studentato alla presenza dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Ravenna Roberta Mazzoni, del prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi, del presidente della Camera di commercio Giorgio Guberti, del presidente del Consiglio comunale di Ravenna Daniele Perini. Hanno partecipato anche il comandante provinciale dei Carabinieri Andrea Lachi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Leonardo Brandano, il comandante della polizia provinciale Lorenza Mazzotti. Presenti anche rappresentanti della Questura, della Direzione marittima e dei Vigili del fuoco.

“Un luogo in cui vivere non come singoli, ma come compagni di strada che vogliono condividere un piccolo progetto di vita”

L’introduzione è stata affidata al direttore dell’Opera don Alain Gonzàlez Valdès che ha definito lo studentato “un luogo in cui vivere non come singoli che condividono uno spazio, ma come compagni di strada che vogliono condividere un piccolo progetto di vita”.

I tre pilastri dello studentato saranno lo studio, elemento che deve rimanere centrale, ma anche la vita comunitaria per favorire tra i ragazzi “la condivisione dei propri sogni, interessi e obiettivi”.

Il terzo pilastro è quello della crescita spirituale, che rappresenta la sfida più grande in una casa multiculturale e nella qual convivono culture e religione diverse.

“Sono convinto – ha detto don Alain – che in un mondo che oggi ha tanta paura del diverso e dello straniero, la nostra casa, senza una connotazione ideologica, possa essere un piccolo segno che la convivenza è possibile e che la pace del domani si costruisce non con i massimi sistemi, ma con la vita fraterna in un luogo che vuole essere una famiglia. Per tutti gli ospiti dello studentato, anche consapevoli di quanto l’intelligenza artificiale stia diventando invadente, un’esperienza come questa può contribuire, a crescere anche come professionisti e specialisti della bontà e del rispetto reciproco”. L’arcivescovo Ghizzoni ha invitato i ragazzi ad approfondire le storie e la vita delle tante persone che attraverso Santa Teresa hanno messo davanti a tutto il desiderio di amare, di servire gli altri, soprattutto i più bisognosi. “Qui dentro – ha affermato – dovrete formarvi per fare cose grandi”. Ha preso infine la parola Francesca, ospite dello studentato già da qualche anno: “Santa Teresa per me è ormai una grande famiglia, un’opportunità di crescita e di esperienze positive”.

“Un servizio che rafforza il contributo dell’Opera per la città”

Lo studentato si trova nel cuore della città, e nasce all’interno di una realtà, l’Opera di Santa Teresa, che da quasi cento anni è impegnata nell’accoglienza e nella cura delle persone in condizioni di fragilità e marginalità. Gli studenti ospitati hanno infatti la possibilità di entrare concretamente nella vita dell’Opera di Santa Teresa e di partecipare alle sue attività, dedicando alcune ore al volontariato, compatibilmente con gli impegni universitari. La struttura è organizzata in tre aree e offre diverse soluzioni abitative. Le camere vengono consegnate completamente arredate e sono dotate di televisore e connessione Wi-Fi. In ciascuna area sono inoltre presenti una cucina, una sala ricreativa destinata alla vita comune e un locale lavanderia, con lavatrice e asciugatrice.

“L’ampliamento dello studentato e le tante nuove opportunità che si legano a questa esperienza – ha concluso don Alain – pensiamo rafforzino il contributo che l’Opera garantisce alla nostra città, in nome di principi e valori che rendono più umano, ma anche più ricco di opportunità, il nostro modello di convivenza”.