Una famiglia a tavola (foto di repertorio Shutterstock.com)

All’iniziativa hanno a tutt’oggi aderito 21 ristoranti, laboratori gastronomici, aziende agricole, stabilimenti balneari e negozi alimentari.

L’iniziativa “Piatto sospeso” è maturata all’interno del progetto “Ecologia di Comunità” nel corso dell’anno 2019, e si è poi tradotta in iniziative concrete proprio durante il periodo della pandemia da Covid-19. L’iniziativa prende il nome dalla tradizione napoletana del “caffè sospeso”, che un cliente può offrire a favore di clienti che non possano permetterselo, quindi come forma di solidarietà sociale.
Alla base dell’iniziativa vi è la convinzione che, per mobilitare risorse contro la povertà alimentare, si possano coinvolgere i cittadini e una molteplicità di piccole imprese operanti nella filiera alimentare e della ristorazione. 

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione fondamentale dell’Associazione RavennaFood, Chef to chef, EmiliaromagnaCuochi, che ha fornito la sua expertise di tipo gastronomico-culinario e di  Slow Food Ravenna, che fin dall’inizio ha avuto un ruolo nell’ideazione, operatività e realizzazione del progetto del Pranzo/Piatto Sospeso.

Al “Piatto sospeso” hanno a tutt’oggi aderito 21 ristoranti, laboratori gastronomici, aziende agricole, stabilimenti balneari e negozi alimentari. Con loro si è messo a punto un meccanismo per cui il cittadino può acquistare buoni da 10 Euro per offrire pasti alle persone, la somma del buono viene incassata dal ristorante o dal produttore che li incassa, prepara il pasto o comunque i prodotti e le consegna alle strutture sociali dei centri e delle strutture di accoglienza.
 Nello specifico le strutture coinvolte nel progetto sono sei (6), nello specifico:  «Il Re dei Girgenti», la Caritas diocesana, la mensa della Fraternità a San Rocco,  la struttura «Ora e sempre Resistenza» di Piangipane, la Cooperativa «Progetto Crescita» e l’Associazione ‘ Villaggio globale ‘. 
Compito delle suddette strutture è stato quello di individuare i destinatari del «piatto sospeso», in base a criteri precisi come le segnalazioni dei Servizi sociali del Comune, la certificazione ISEE oltre che di essere residenti nelle strutture d’accoglienza cittadine.

Nel corso del 2020 sono state consegnati oltre 1.000 pranzi, portate o ‘sportine’ di alimenti grazie alle donazioni di privati, ma anche utilizzando parte dei contributi ricevuti dal Comune per il Progetto Ecologia di Comunità. 
Per tali consegne il costo totale sostenuto per il Progetto Piatto Sospeso è stato di euro 4221. Sempre per il Piatto Sospeso ci sono impegni di consegne da parte dei ristoratori per un importo totale di fatture di euro 2330
Particolarmente significative sono state le iniziative promozionali di RavennaFood e SlowFood che oltre a raccogliere ulteriori sottoscrizioni hanno svolto un ruolo di sensibilizzazione sulla problematica delle povertà alimentari, una realtà sociale acuita dalla situazione critica causata dalla pandemia e non sufficientemente conosciuta. 
Diverse sono state le iniziative di comunicazione per sensibilizzare ulteriormente l’attenzione della città attorno a questo progetto, in particolare le interviste a diversi “testimonial” che hanno sostenuto e promosso il Piatto Sospeso. Fra le iniziative in atto citiamo anche la ricerca di eventuali “Sponsor” nel mondo delle Banche e delle Imprese. 
Su questo terreno va citata la proposta  di Slow Food Ravenna che, in occasione dell’evento culturale/turistico celebrativo del 700° anniversario dantesco che si svolgerà fra Ravenna e Firenze nel 2021, vengano devoluti una parte dei proventi ad un’istituzione ravennate che avesse un progetto di ‘mensa sociale’ nell’ambito delle politiche di ‘contrasto alla povertà alimentare’ promosse da Ecologia di Comunità.