Lo ha stabilito il tribunale di Milano che ha assolto un giovane che aveva mentito sulla ragione di uno spostamento

Quali sono i rischi di dichiarare informazioni false e dati (volontariamente) inesatti nell’autocertificazione per gli spostamenti? Le conseguenze sono ben più gravi della semplice multa, dato che si tratta di un reato vero e proprio, dal quale può derivare la denuncia per falso in attestazione e la condanna da 1 a 6 anni in carcere, in base alla gravità del fatto commesso. Questo è quello che si è sempre detto e scritto. Fino a quando un giudice del Tribunale di Milano, come riferisce oggi l’agenzia Ansa, ha assolto un giovane finito a processo con l’accusa di falso per aver mentito nel dichiarare nell’autocertificazione che stava tornando a casa dal lavoro, durante un controllo a Milano nel marzo dello scorso anno. E questo perché “un simile obbligo di riferire la verità non è previsto da alcuna norma di legge” e, anche se ci fosse, sarebbe “in palese contrasto con il diritto di difesa del singolo”, previsto dalla Costituzione. E poi non è corretto sanzionare penalmente “le false dichiarazioni” di chi ha scelto “legittimamente di mentire per non incorrere in sanzioni penali o amministrative”. Lo ha deciso la giudice Alessandra Del Corvo con rito abbreviato. Per il giudice, come si legge nella sentenza, “è evidente come non sussista alcun obbligo giuridico, per il privato che si trovi sottoposto a controllo nelle circostanze indicate, di ‘dire la verità’ sui fatti oggetto dell’autodichiarazione sottoscritta, proprio perché non è rinvenibile nel sistema una norma giuridica” sul punto. Il giovane era stato fermato per un controllo alla stazione Cadorna il 14 marzo scorso e aveva dichiarato di lavorare in un negozio e che in quel momento stava rientrando a casa. Poi un agente di Polizia per verificare se avesse detto la verità aveva mandato una email al titolare del negozio, il quale aveva risposto dicendo che il 24enne quel giorno non era di turno. Tutto inutile perché per il giudice manca sia una norma specifica sull’obbligo di verità nelle autocertificazioni da emergenza Covid sia una legge che preveda l’obbligo di fare autocertificazione in questi casi, ma è anche incostituzionale sanzionare penalmente “le false dichiarazioni” di chi ha scelto “legittimamente di mentire per non incorrere in sanzioni penali o amministrative”.