Massimo Medri

La dichiarazione del primo cittadino di Cervia relativa alle festività natalizie

“Anche quest’anno oltre a rivolgere i più sinceri e cari auguri a tutti i cittadini e le cittadine di Cervia sono tenuto a chiedere di osservare scrupolosamente le norme previste anti-covid.

Purtroppo siamo in una fase ulteriore di espansione dei contagi e l’unica raccomandazione possibile rimane la necessità di incrementare il più possibile il livello delle vaccinazioni e di adottare le misure di sicurezza individuale come l’uso della mascherina, l’igienizzazione delle mani.

Nonostante ciò, abbiamo cercato di rendere la città accogliente e bella per consentire a tutti di poterla vivere con serenità.

Molti angoli sono stati dedicati alle famiglie e ai bambini che più di altri hanno sofferto questo, oramai, lungo periodo di isolamento e di restrizioni.

Voglio ringraziare tutte le associazioni e i gruppi di volontariato, i consigli di zona che nelle varie località di Cervia, di Milano Marittima, di Pinarella e Tagliata e dei centri del Forese hanno organizzato eventi per rendere queste giornate le più liete possibili.

Un pensiero sentito a tutti coloro che negli ospedali, nelle case di riposo, nelle residenze protette, nei servizi pubblici essenziali, a partire dai dipendenti comunali, agli agenti della Polizia Municipale, alle Forze dell’Ordine e nelle associazioni di volontariato continueranno in questi giorni di feste a fornire il loro aiuto e la loro assistenza alle persone fragili e bisognose di cure e a chiunque avesse bisogno di interventi particolari o di emergenza.

Non dimentichiamoci degli anziani e delle persone più fragili; soprattutto in questo periodo conta di più una parola di confronto e una carezza di qualsiasi regalo.

Un grazie anche agli operatori che hanno tenuto aperte le loro aziende per garantire servizi e ospitalità a coloro che vorranno trascorrere qualche giorno nella nostra Cervia.

Stiamo per entrare nel nuovo anno; proviamo a farlo con una rinnovata fiducia nel futuro sperando in giorni migliori; proviamo a farlo senza alzare muri e barriere preconcette, cercando di capire le ragioni dell’altro e del diverso, usando l’ascolto come strumento per unire e non per dividere; cerchiamo di farlo aiutando le persone più fragili e deboli a sentirsi parte di una comunità coesa e solidale. Per uscirne c’è bisogno di tutti e che ognuno faccia la propria parte nell’interesse generale di una comunità che deve mettere al centro il benessere collettivo”.