Alcune volontarie dell'"ENPA"

L’ente, in questi giorni di guerra, ha sia reso disponibili le proprie sezioni, sia sostenuto una raccolta fondi, sia contattato un’associazione del settore

In queste ore drammatiche, segnate dal conflitto tra Russia e Ucraina nel suolo ucraino, l'”ENPA” (l'”Ente nazionale protezione animali), come illustrato in una nota, per fornire aiuto, si è impegnata su più fronti.

In questa fase di assoluta incertezza e di inevitabili ritardi nei collegamenti, continua la nota, è escluso sia che l’ente, a livello locale e a livello nazionale, possa organizzare spedizioni con pet-food e con aiuti con mezzi propri; sia la partecipazione come “ENPA” di volontari a missioni all’estero. Gli stessi convogli delle grandi organizzazioni internazionali che, storicamente, si occupano di soccorso alla popolazione in scenari di guerra, hanno subito grandi rallentamenti; continue ispezioni ai posti di blocco; e, spesso, viaggiano con scorte armate. Naturalmente, se le condizioni dovessero cambiare, questa decisione potrà essere rivalutata.

Per quanto riguarda le sezioni, innanzitutto, del nord-est dell’Italia con “ENPA”, prosegue la nota, come Trieste, Treviso, Arzignano, Verona, Venezia, San Severo, Torremaggiore e Monza, sono pronte ad accogliere cani e gatti di profughi ucraini diretti nel nostro Paese.

Inoltre, aggiunge la nota, l’ente ha chiesto al ministro degli esteri la conferma della possibilità che sia i nostri connazionali, sia i rifugiati, possano riportare in Italia gli animali senza la certificazione che, al momento, nessuna autorità locale è in grado di rilasciare (in molti Stati, soprattutto quelli confinanti con l’Ucraina, è già possibile portare i propri compagni di vita senza burocrazia). In aggiunta, “ENPA” ha comunicato che martedì 1 marzo, il ministero della salute, ha firmato una nota che consente l’ingresso in deroga, in Italia, degli animali da compagnia provenienti dalle zone di guerra.

Nel frattempo, continua la nota, “ENPA”, sostenendo la raccolta fondi di Andrea Cisternino, che gestisce un rifugio di 450 animali a Kiev, chiede si lettori di aiutarla in maniera diretta, visionando al seguente link tutti i riferimenti www.rifugioitaliakj2.org/donazioni/.

“ENPA”, prosegue la nota, continua a contattare costantemente anche l’”Associazione animal Asia”; così da facilitare i casi di spostamento di animali dall’Ucraina ai Paesi confinanti, come la Polonia.

Infine, conclude la nota, la sede centrale dell’ente ha aperto un’indirizzo di posta elettronica, denominata ucraina@enpa.org, per fornire tutte le comunicazioni legate all’emergenza ucraina.