Facente parte dell’ambito comunicativo, l’iniziativa pone al centro il musaico, proponendo un’affermazione ed un’evoluzione del suo stesso significato

I luoghi hanno una potenza tutta loro. Gli antichi si riferivano per questo al “genius loci” che, in qualche modo, sopravvive a strutture e a persone, conferendo un carattere indelebile alla città, in un’esperienza unica e riconoscibile. Quest’anima, per Ravenna, non può essere che il mosaico, tesoro della storia e fare dei nostri giorni. Mosaico, dunque, nel suo significato etimologico di “opus musivum”, ossia “delle muse”, paradigma generatore di eccellenza, di lavoro quotidiano di arte e di artigianato, ma, soprattutto, di esperienza, sinonimo di accostare, di tenere insieme, di fare della somma delle parti un’accelerazione di percezione.

Ecco, dunque, che il comune di Ravenna con “Eee studio”, ha dato vita ad un progetto di comunicazione denominato “Ravenna città del mosaico”, ovvero un sistema di identità visiva-dinamico, un’affermazione ed un’evoluzione del significato stesso del mosaico quale giustapposizione generativa, a partire da quei pieni e vuoti che costituiscono l’impianto possibile di una multiforme successione di forme e di senso, esattamente come avviene in ogni dinamica di comunità.

Il sistema grafico su cui si fonda il progetto di comunicazione è basato su una griglia geometrica, costituita da uno schema di quadrati inclinati di quarantacinque gradi. Utilizzando il linguaggio del mosaico e sintetizzandone i processi, è stata disegnata, sulla griglia, una lettera erre, fatta appunto di pieni e di vuoti. Un tipogramma basato su un linguaggio visivo sintetico e fluido, capace di adattarsi a qualsiasi tipo di spazio che deve ospitarlo.

Ciò che colpisce del linguaggio musivo è la sua capacità di restituire dettagli e particolari a seconda del punto di vista; ed è sulla base di questo semplice concetto che questa lettera erre presenta infinite varianti di “peso”. Come nel mosaico, la griglia offre, infatti, molteplici possibilità progettuali, grazie alle quali si possono disegnare infinite erre e relative applicazioni. “Ravenna città del mosaico”, dunque, mira ad affermare i valori dell’essere comunità, vocazione profonda di una città che pone, nel fare insieme, il fondamento delle grandi azioni culturali e azioni imprenditoriali che portano la città bizantina nel mondo. Per questo, la scelta di un sistema di comunicazione dinamico che possa essere applicato alle diverse realtà e alle diverse progettualità, che possa crescere insieme alle realizzazioni e che possa ampliare la consapevolezza di quanto sta avvenendo, va nella direzione di far conoscere il più possibile questo territorio che per storia, per tradizione, per innovazioni e per sperimentazione si pone come caso di eccellenza in vari ambiti. Tra le prime tappe di questo percorso, vi sarà certamente la biennale del mosaico, rassegna che, da venerdì 7 ottobre, caratterizzerà Ravenna come cuore del fare mosaico oggi, facendo vivere spazi e luoghi sotto il segno di questa antica tecnica artistica.

L’immagine coordinata, emersa dal lavoro di studio e di progettazione, è protagonista di una campagna di affissioni e di una promozione sul web e sulla carta stampata. Consolidare, infatti, l’identità di Ravenna città del mosaico, passa attraverso una capillare presenza sia sui canali social, sia sui siti istituzionali, sia sui quotidiani, sia sui periodici, al fine di diffondere una consapevolezza, che si articolerà con successivi interventi, su quanto pervasivo e su quanto fondativo sia il valore del mosaico per le espressioni culturali della città. Su tale campagna promozionale, articolata su interventi che continueranno nei prossimi mesi, si aggiungerà, ad estate inoltrata, la comunicazione della biennale del mosaico, in modo da consolidare un’identità che costituisce, per la città bizantina, un grande punto di forza.

In merito a questo progetto, si è espresso Michele De Pascale, sindaco di Ravenna: “Il mosaico rappresenta per Ravenna una parte indispensabile e imprescindibile del suo dna. Senza mosaico non esiste Ravenna e, senza Ravenna, non esiste il mosaico. La fama della nostra città nel mondo è, certamente, legata all’eredità musiva paleocristiana e bizantina. Ravenna, però, ha saputo, nel tempo, riscoprire e rinnovare il suo rapporto col mosaico, attraverso l’attività di restauro dei monumenti storici, la fondazione della scuola di mosaico in seno all’accademia di belle arti nel 1924, la biennale del mosaico, e grazie al sapiente operato di diverse generazioni di restauratori, di mosaicisti, di artisti e di intellettuali. Insomma, il mosaico, dal Novecento fino ad oggi, ha percorso molte vie. Proprio con il fine di valorizzare e di confermare sempre di più Ravenna come punto di riferimento assoluto nella geografia internazionale del mosaico anche nelle sue declinazioni contemporanee, come centro nevralgico da cui partire, a cui arrivare o da cui necessariamente passare, per chiunque operi in ambito musivo, in questo programma di mandato, ho voluto fortemente una delega specifica dedicata al mosaico. Il sistema di comunicazione visiva che oggi presentiamo, ha proprio l’obiettivo di definire e di trasferire una narrazione chiara, approfondita e accattivante della tradizione e dell’anima musiva della città, che trova le sue radici nella storia millenaria e peculiare dei mosaici paleocristiani, sviluppandosi florida nel presente attraverso una vivace scena contemporanea artistica e artigianale, ma sempre con lo sguardo rivolto al futuro, coltivando e formando nuovi talenti e nuovi professionisti”, ha concluso il primo cittadino di Ravenna.

Anche Fabio Sbaraglia, assessore alla cultura del comune bizantino, si è espresso in merito al progetto dal titolo “Ravenna città del mosaico”: “Il mosaico è, certamente, l’anima profonda di Ravenna, è storia e futuro, è eccellenza artistica e vita quotidiana, è, soprattutto, metafora di un territorio che sa tenere insieme vocazioni differenti. Per questo, abbiamo voluto intraprendere un percorso per valorizzare la città proprio a partire da questo suo essere. È nato, così, un sistema di comunicazione dinamico, fortemente e volutamente contemporaneo, che sia flessibile ai più diversi utilizzi e che sia adattabile su differenti soggetti. Si tratta di una veste comunicativa che accompagnerà tutte le progettualità che verranno avviate sul fronte della valorizzazione del mosaico, ma che ha l’ambizione di suggerire una sempre più forte identificazione di Ravenna nel linguaggio musivo. Un esempio di questo è la prossima biennale del mosaico, primo laboratorio di applicazione e di sperimentazione di un’immagine coordinata che vuole coniugare, attraverso una lettura simbolica e non semplicemente mimetica del mosaico, la tradizione millenaria con le sperimentazioni dell’oggi, attraverso la ricchezza che caratterizza il mosaico oggi”, ha concluso Sbaraglia.