Raccolta dei rifiuti (foto Shutterstock.com)

Le amministrazioni comunali, infatti, non tenendo conto delle novità sulla gestione rifiuti, hanno approvato nuovi regolamenti che obbligano le imprese artigiane a pagare in proprio lo smaltimento dei rifiuti speciali

Nei giorni scorsi, Confartigianato e Cna hanno inviato, a tutti i sindaci della provincia di Ravenna, una lettera per segnalare alcune incongruenze previste dai nuovi regolamenti Tari approvati dalle amministrazioni comunali della provincia, nei quali non è stato tenuto conto delle novità che il decreto legislativo 116/2020 ha apportato, al codice ambientale, decreto legislativo 152/06, per quanto attiene la gestione dei rifiuti.

Tra queste novità, afferma una nota, la più importante per le imprese di produzione del mondo artigiano, vi è l’esclusione dal calcolo della Tari di tutte le superfici ove vi sia una produzione prevalente e continuativa di rifiuti speciali. Questi ultimi, con le modifiche apportate al codice ambientale, non possono essere smaltiti attraverso l’utilizzo del servizio pubblico, e non possono più essere “assimilati” ai rifiuti urbani dai regolamenti comunali. Pertanto, ad esclusione di un elenco di rifiuti speciali che la norma definisce “simili” a quelli urbani, gli speciali devono essere smaltiti, esclusivamente, attraverso un servizio privato a spese dell’azienda. Rimangono, quindi, soggetti al pagamento della Tari le superfici che producono rifiuti urbani, come gli uffici, le mense, i refettori e i servizi igienici.

Nel corso dei confronti con le amministrazioni comunali, prosegue la nota, a seguito dell’approvazione dei nuovi regolamenti Tari che dovevano recepire tali novità, è emerso, tuttavia, che, da queste previsioni normative, erano state escluse le attività di produzione del settore artigianale.

Nonostante il ministero della transizione ecologica, con una propria circolare, abbia chiarito non vi è distinzione di appartenenza a specifici settori, confermando, di fatto, la tesi sollevata da Confartigianato e da Cna, continua la nota, non si è riusciti a trovare coi comuni della provincia di Ravenna, né sul piano tecnico, né sul piano politico, una posizione comune, che tutelasse, in qualche modo, il mondo artigianale. Esso, infatti, si ritroverà, nella pratica, a dover pagare la Tari senza, però, la possibilità di poter usufruire del servizio pubblico. In buona sostanza, le imprese artigiane dovranno, pertanto, pagare due volte, e cioè lo smaltimento in proprio dei rifiuti speciali prodotti e la Tari; e, in alcuni casi, senza poter usufruire di alcun tipo di agevolazione per il recupero dei rifiuti riciclabili.

Di fronte ad una simile situazione, che comporta un aumento notevole di costi da parte delle aziende ed un incremento delle problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti, Confartigianato e Cna, aggiunge la nota, nell’ambito delle loro attività di rappresentanza, svolgeranno tutte le azioni possibili per la tutela delle imprese associate, segnalando lo stato di profondo disagio e di grave penalizzazione che le stesse subiranno nel momento in cui verranno applicati, in maniera restrittiva, i regolamenti Tari attualmente vigenti, conclude la nota.