un momento della presentazione del libro ad Alfonsine

L’ultima fatica letteraria di Hedda Forlivesi autrice del libro “Sòranom, la zoca dal famei. Soprannomi alfonsinesi familiari e personali”

Un viaggio attraverso i soprannomi diffusi in quella Romagna dal sapore antico messa ora a rischio dai percorsi del presente. Per riuscire a riunire e a raccontare nel libro i “Sòranom, la zoca dal famei. Soprannomi alfonsinesi familiari e personali”, l’autrice, Hedda Forlivesi – che fra parentesi si firma come “la fiòla d’Picio s’Sufret” –  ha impiegato dieci anni.

Il contenuto del libro

Da qualche settimana, il volume è disponibile al pubblico ed è stato presentato a fine giugno in anteprima, durante una serata organizzata proprio nel giardino dell’abitazione in cui la scrittrice e poetessa di Alfonsine, vive. “Sono sempre stata abituata, fin da bambina, ad ascoltare la storia di famiglie che ora non ci sono più” – spiega. “Quando vedevo i manifesti funebri riportare il soprannome, mi chiedevo ogni volta quale avrebbe potuto essere la sua origine”. Divisi per richiami ad animali, piante, alimenti, abbigliamento, mestieri ed anche terminologie scurrili, i  soprannomi catalogati vengono spiegati e supportati da materiali fotografici originali e preziosi nella loro unicità e affiancati da quelli di persone di cui è stato possibile rintracciare solo il cognome.

Le curiosità dei soprannomi

“Avevo un cugino che era una sorta di anagrafe ambulante di tutti quei soprannomi che mi ha, nel corso del tempo, trasferito. Ad un certo punto quindi, mi sono sentita in dovere di cercare perché mi sento estremamente legata alla mia terra. Ci sono soprannomi legati alle abitudini di certi personaggi, al lavoro che facevano, all’abbigliamento che erano abituati a indossare o a certi atteggiamenti. Li ho raccolti, catalogati e divisi in macro categorie, in alcuni casi citandoli soltanto”. Al di là della curiosità di aneddoti ed episodi, quello che emerge è un quadro completo e a tratti folkloristico, della società tipica della Alfonsine di un tempo. “Ho iniziato a suonare i campanelli delle abitazioni e a chiedere – spiega Hedda. “All’inizio ho tentato un approccio più formale che non ha dato risultati. Così ho deciso di presentarmi citando il soprannome della mia famiglia e, a quel punto, le resistenze si sono sciolte. Le persone che ho intervistato mi hanno letteralmente rovesciato addosso scatole piene di documenti e di fotografie. E’ stata una esperienza molto bella – sottolinea. “Ho scoperto che a volte un soprannome poteva appartenere anche ad un solo membro della famiglia. In ogni caso tutti hanno il loro particolare fascino. Ognuno viene dalla sua “zoca”, la matrice che lo caratterizza”.

I progetti futuri

Per Hedda Forlivesi, l’uscita di “Sòranom, la zoca dal famei. Soprannomi alfonsinesi familiari e personali” edito dalla Società “Il Ponte Vecchio”, è soltanto l’ultima di una lunga serie. Otto sono infatti i libri che ha scritto in questi anni, tutti dedicati alla terra di Romagna e alle sue tradizioni più radicate. Nei prossimi mesi, “Sòranom, la zoca dal famei. Soprannomi alfonsinesi familiari e personali” sarà presentato nei vari comuni dell’Unione